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Arera, si cambia. Derby Dell’Acqua-Pozzi per la presidenza dell’Autorità dell’energia

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Palazzo Chigi punta a siglare il rinnovo dei cinque componenti dell’Authority per l’energia al Cdm di giovedì
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ROMA - Lo schema è pronto, i candidati quasi. Ancora 24 ore, poi le nomine per il nuovo collegio dell’Arera finiranno sul tavolo del Consiglio dei ministri di giovedì. Almeno questa è la volontà di Palazzo Chigi, che vuole chiudere la partita per il rinnovo dei cinque componenti dell’Authority per l’energia.

Ma prima va fatta la scelta più delicata, quella per la poltrona del presidente. È contesa tra Cesare Pozzi e Nicola Dell’Acqua. Il primo è un economista con cattedra alla Luiss e presidente di Dri d’Italia, la società partecipata al 100% da Invitalia per la realizzazione e la gestione degli impianti destinati alla produzione del preridotto, il semilavorato per l’acciaio green. ll secondo, invece, è stato nominato commissario straordinario per l’emergenza siccità proprio dal governo Meloni.

La partita tra i due si gioca nelle stanze di Fratelli d’Italia, il partito della premier, e in quelle della presidenza del Consiglio. Pozzi è più apprezzato dal partito di via della Scrofa e d…

ROMA - Lo schema è pronto, i candidati quasi. Ancora 24 ore, poi le nomine per il nuovo collegio dell’Arera finiranno sul tavolo del Consiglio dei ministri di giovedì. Almeno questa è la volontà di Palazzo Chigi, che vuole chiudere la partita per il rinnovo dei cinque componenti dell’Authority per l’energia.

Ma prima va fatta la scelta più delicata, quella per la poltrona del presidente. È contesa tra Cesare Pozzi e Nicola Dell’Acqua. Il primo è un economista con cattedra alla Luiss e presidente di Dri d’Italia, la società partecipata al 100% da Invitalia per la realizzazione e la gestione degli impianti destinati alla produzione del preridotto, il semilavorato per l’acciaio green. ll secondo, invece, è stato nominato commissario straordinario per l’emergenza siccità proprio dal governo Meloni.

La partita tra i due si gioca nelle stanze di Fratelli d’Italia, il partito della premier, e in quelle della presidenza del Consiglio. Pozzi è più apprezzato dal partito di via della Scrofa e dalle strutture tecniche di Palazzo Chigi, mentre Dell’Acqua può contare sul sostegno del sottosegretario Giovanbattista Fazzolari.

Il nodo del ruolo apicale dell’Autorità sarà sciolto nelle prossime ore. Balla anche un’altra casella del collegio, mentre le altre tre sono chiuse. Lo schema è quello del “3-2”, tra maggioranza e opposizioni. Tre componenti del board, incluso appunto il presidente, faranno riferimento ai partiti di governo, mentre gli altri due posti andranno alle minoranze. Un assetto insolito, al posto del più tradizionale schema del “4-1”.

Dalla struttura ai nomi. Se il presidente sarà appannaggio di FdI, il resto della maggioranza potrà contare su altri due componenti. Uno sarà in quota Forza Italia. È Francesca Salvemini, capo segreteria tecnica del ministro dell’Ambiente, Gilberto Pichetto Fratin. Una lunga carriera in Sogin, dal 2010 al 2023, prima di passare al Mase: tra le tante esperienze maturate anche quella di responsabile dei rapporti con Arera.

Gli scranni riservati alle opposizioni saranno occupati da Alessandro Bratti e Gianni Pietro Girotto. Il primo è un ex deputato del Pd, poi direttore generale dell’Ispra, l’istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale. Girotto, invece, è stato senatore con i 5 stelle e ora ricopre l’incarico di coordinatore del comitato per la transizione ecologica del partito.

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