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Accordo nell’Ue, stop all’import di gas russo. Budapest: “Ricorreremo alla Corte”. Critica la Lega

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L’intesa sul regolamento prevede un divieto graduale e vincolante entro l’autunno 2027. Gli Stati membri dovranno presentare piani nazionali di diversificazione ed è previsto un sistema di sanzioni
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ROMA – L’intesa preliminare c’è, anche se non tutti sono d’accordo e l’iter prevede ancora importanti passaggi. Ma le istituzioni europee hanno trovato un accordo di base per eliminare gradualmente a definitivamente le importazioni di gas russo. Dalla fine del 2026 varrà per il gas naturale liquefatto (gnl), dall’autunno 2027 per quello tramite gasdotti dalla Russia. Il regolamento costituisce un elemento centrale della tabella di marcia RePowerEu dell'Ue per porre fine alla dipendenza dall'energia russa. L'accordo informale dovrà ora essere approvato sia dal Parlamento che dal Consiglio per diventare legge. Le commissioni Industria, Ricerca ed Energia e Commercio Internazionale voteranno congiuntamente sull'accordo provvisorio l'11 dicembre, prima del voto del Parlamento nel corso della sessione plenaria del 15-18 dicembre.

ROMA – L’intesa preliminare c’è, anche se non tutti sono d’accordo e l’iter prevede ancora importanti passaggi. Ma le istituzioni europee hanno trovato un accordo di base per eliminare gradualmente a definitivamente le importazioni di gas russo. Dalla fine del 2026 varrà per il gas naturale liquefatto (gnl), dall’autunno 2027 per quello tramite gasdotti dalla Russia. Il regolamento costituisce un elemento centrale della tabella di marcia RePowerEu dell'Ue per porre fine alla dipendenza dall'energia russa. L'accordo informale dovrà ora essere approvato sia dal Parlamento che dal Consiglio per diventare legge. Le commissioni Industria, Ricerca ed Energia e Commercio Internazionale voteranno congiuntamente sull'accordo provvisorio l'11 dicembre, prima del voto del Parlamento nel corso della sessione plenaria del 15-18 dicembre.

Ungheria contraria, critiche dalla Lega

Ma c’è già chi promette battaglia. Ungheria e la Slovacchia sono gli unici due Paesi Ue che ancora importano petrolio russo, che rappresenta l'80% delle loro importazioni totali di greggio. E Budapest non ha intenzione di rinunciare facilmente. "Non appena il piano RePowerEU sarà formalmente adottato, lo contesteremo immediatamente alla Corte di giustizia dell'Ue", ha scritto su X il ministro degli Esteri ungherese, Peter Szijjarto. "Il procedimento legale inizierà senza indugio. I lavori preparatori sono già in corso. Faremo tutto il necessario per difendere la sicurezza energetica dell'Ungheria", ha aggiunto.

Sul fronte italiano, la Lega si avvicina alle posizioni ungheresi. "Una decisione che non avrà impatto sulle sorti del conflitto in Ucraina e, tantomeno, sull'economia russa. Al contrario, rischia di spingere l'aumento dei costi per imprese e famiglie, nonché ridurre la sicurezza energetica dell'Ue. In tal senso, troviamo fuori luogo l'entusiasmo con cui stamani, in commissione Industria al Parlamento europeo, è stata accolta la conclusione dell'accordo con il Consiglio, per la messa al bando del gas russo. La Lega ha cercato di tenere una posizione di buon senso, per soluzioni basate sulle reali condizioni di mercato". Così in una nota Paolo Borchia, capo delegazione Lega e Raffaele Stancanelli.

I dettagli dell’accordo: piani nazionali e sanzioni

Soddisfazione invece da chi ha promosso l’accordo. "Finalmente, e per sempre, stiamo chiudendo il rubinetto del gas russo. Non torneremo mai più alla nostra pericolosa dipendenza dalla Russia", ha sottolineato il commissario Dan Jorgensen. Il divieto scatterà sei settimane dopo l'entrata in vigore del regolamento, con un approccio graduale per i contratti in essere. Nello specifico, i contratti di fornitura a breve termine conclusi prima del 17 giugno 2025 dovranno essere interrotti entro il 25 aprile 2026 per il gnl e dal 17 giugno 2026 per il gas da gasdotto; per i contratti a lungo termine di gnl il divieto si applicherà dal primo gennaio 2027, allineandosi con il regime imposto dal 19esimo pacchetto di sanzioni contro Mosca. Lo stop scatterà dal 30 settembre 2027 per i contratti a lungo termine a condizione che gli obiettivi di riempimento degli stoccaggi siano rispettati e al più tardi il primo novembre 2027.

Come previsto, i governi dovranno presentare piani nazionali di diversificazione per scandire la propria tabella di marcia sullo stop all'energia russa. Il regolamento introdurrà un regime di autorizzazione preventiva sulle importazioni di gas russo e non russo per garantire che il divieto sia applicato. La Commissione Ue si è impegnata, attraverso una dichiarazione allegata, a presentare una proposta legislativa anche per la graduale eliminazione delle importazioni di petrolio russo nell'Ue entro la fine del 2027. L'intesa prevede inoltre sanzioni per chi non rispetta il divieto e una clausola di sospensione del regolamento in caso di "minaccia alla sicurezza dell'approvvigionamento energetico" di uno o più Stati membri. Il regolamento sarà riesaminato entro due anni dalla sua entrata in vigore.

La minaccia di Mosca

La rinuncia della Ue al gas russo "accelererà solo il processo già in atto negli ultimi anni di perdita del potenziale di leadership dell'economia europea". Lo ha detto il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov. "Significa - ha affermato il portavoce, citato dall'agenzia Interfax - che l'Europa dipenderà da un gas che costa di più, e a volte molto di più, rispetto al gas russo. In questo modo l'Europa si condanna a fonti di energia molto più costose, il che inevitabilmente porterà a conseguenze per l'economia europea e a una diminuzione della competitività dell'Europa".

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