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Modello 730 senza sostituto d’imposta, al via i rimborsi da dicembre: tempi e modalità di accredito

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Chi ha presentato la dichiarazione dei redditi autonomamente, per scelta o perché non ha datore di lavoro, riceverà la compensazione dall’Agenzia dell’Entrate. Ma possono volerci anche mesi: come ridurre le tempistiche
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ROMA – Iniziano a dicembre le procedure di rimborso dei crediti derivanti dal 730 per i contribuenti che hanno presentato il modello senza sostituto di imposta. Si tratta di una platea variegata, che comprende chi non ha un datore di lavoro perché l rapporto si è concluso prima della scadenza per la dichiarazione dei redditi, chi lavora ma ha preferito procedere autonomamente, chi ha redditi misti. E quindi si va dagli studenti lavoratori a chi ha contratti brevi, da chi ha cambiato occupazione a chi è rimasto senza impiego.

A differenza di chi ha presentato il modello 730 indicando il sostituto d’imposta – datore di lavoro, ente pensionistico – , ossia la maggior parte dei lavoratori che riceveranno i crediti direttamente in busta paga o assegno pensionistico, quelli di chi ha proceduto senza sostituto passano per l’Agenzia delle Entrate. I tempi si allungano. E, seppur i rimborsi inizino già da dicembre e in alcuni casi arriveranno entro la fine dell’anno, per molti contribuenti pot…

ROMA – Iniziano a dicembre le procedure di rimborso dei crediti derivanti dal 730 per i contribuenti che hanno presentato il modello senza sostituto di imposta. Si tratta di una platea variegata, che comprende chi non ha un datore di lavoro perché l rapporto si è concluso prima della scadenza per la dichiarazione dei redditi, chi lavora ma ha preferito procedere autonomamente, chi ha redditi misti. E quindi si va dagli studenti lavoratori a chi ha contratti brevi, da chi ha cambiato occupazione a chi è rimasto senza impiego.

A differenza di chi ha presentato il modello 730 indicando il sostituto d’imposta – datore di lavoro, ente pensionistico – , ossia la maggior parte dei lavoratori che riceveranno i crediti direttamente in busta paga o assegno pensionistico, quelli di chi ha proceduto senza sostituto passano per l’Agenzia delle Entrate. I tempi si allungano. E, seppur i rimborsi inizino già da dicembre e in alcuni casi arriveranno entro la fine dell’anno, per molti contribuenti potrebbe volerci più tempo.

Modello 730, lo stato di avanzamento della pratica

Dopo aver inviato la dichiarazione, per seguire lo stato di avanzamento della pratica bisogna accedere all’area riservata del portale dell’Agenzia dell’Entrate. Quando terminano i controlli preliminari o sono in fase conclusiva, lo status della propria pratica si aggiorna con la voce “In lavorazione”: in questi casi di solito il rimborso è in pagamento e può volerci qualche settimana, tra dicembre e gennaio. Per avere più informazioni si può chiamare il call center dell'Agenzia, oppure prendere appuntamento presso un ufficio territoriale.

Rimborso 730 senza sostituto d’imposta, i fattori che incidono sui tempi

Per chi non ha presentato il sostituto d’imposta il rimborso può avvenire in due modi. Direttamente sul proprio conto corrente o con un titolo di pagamento cartaceo, recapitato tramite Poste. In questo secondo caso, i tempi si allungano e si rischiano ritardi perché è necessaria una procedura complessa per l’emissione e la spedizione del titolo. Per accelerare i tempi del rimborso è quindi importante fornire il proprio codice Iban, inserendolo nell’area riservata del portale dell’Agenzia: questa semplice operazione riduce di molto le tempistiche.

L’inizio delle liquidazioni parte da dicembre ma in alcuni casi ci vorranno alcuni mesi, fino alla primavera del 2026. Oltre all’erogazione sul conto corrente attraverso l’Iban, ci sono altri fattori che incidono sui tempi. Tenendo presente che tutte le verifiche sono in capo all’Agenzia delle Entrate, che deve controllare i dati uno a uno, e già questo rende il processo più lento rispetto a chi si affida al sostituto d’imposta che effettua i suoi controlli a monte.

Tra i fattori che incidono sull’allungamento dei termini c’è l’esito dei controlli preliminari: chi li supera senza necessità di ulteriori approfondimenti vede prima l’accredito, al contrario chi ha anomalie subisce un rallentamento del procedimento. Ha un peso anche l’importo delle somme, più sono alte più richiedono verifiche supplementari. Sopra i 4mila euro poi scattano ulteriori controlli, ancora più stringenti, che allungano di settimane o mesi le verifiche.

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