Meloni spinge il decreto Energia. Allo studio uno sconto sugli oneri di sistema per le bollette
di Giuseppe Colombo , Filippo SantelliROMA - Mandare un messaggio di fiducia alle famiglie, dal palco di casa di Atreju. E rispondere all’allarme delle imprese, a cui ormai mesi fa ha promesso un intervento. Giorgia Meloni vuole accelerare i tempi del decreto Energia. L’input è stato trasmesso al ministero dell’Ambiente, dove i tecnici sono al lavoro per portare la norma, più volte annunciata e rinviata, in Consiglio dei ministri la prossima settimana. La data cerchiata in rosso è il 12, due giorni prima dell’intervento di chiusura della premier alla kermesse di Fratelli d’Italia.
Alto impatto, costo zero
La difficoltà, però, sta nel conciliare due necessità quasi opposte: varare misure dall’impatto sensibile, per le famiglie e per le imprese, ma dal costo zero per le finanze pubbliche. L’ipotesi che s…
ROMA - Mandare un messaggio di fiducia alle famiglie, dal palco di casa di Atreju. E rispondere all’allarme delle imprese, a cui ormai mesi fa ha promesso un intervento. Giorgia Meloni vuole accelerare i tempi del decreto Energia. L’input è stato trasmesso al ministero dell’Ambiente, dove i tecnici sono al lavoro per portare la norma, più volte annunciata e rinviata, in Consiglio dei ministri la prossima settimana. La data cerchiata in rosso è il 12, due giorni prima dell’intervento di chiusura della premier alla kermesse di Fratelli d’Italia.
Alto impatto, costo zero
La difficoltà, però, sta nel conciliare due necessità quasi opposte: varare misure dall’impatto sensibile, per le famiglie e per le imprese, ma dal costo zero per le finanze pubbliche. L’ipotesi che si sta studiando al ministero guarda allora agli oneri di sistema, la componente fiscale legata in gran parte ai vecchi incentivi per le rinnovabili che oggi “pesa” per circa il 25% delle bollette elettriche. E l’idea è spalmarli in avanti nel tempo, in modo da ottenere subito un risparmio che verrebbe poi recuperato tra qualche anno, quando l’ammontare di quegli oneri andrà naturalmente a calare. In gergo si tratterebbe di una cartolarizzazione. La gestirebbe Cassa depositi e prestiti, già coinvolta nelle interlocuzioni, che potrebbe poi collocare i titoli sul mercato.
Coperture da definire
Il tasso di interesse da pagare su quei titoli sarebbe contenuto, considerata la loro natura sicura. Ma rappresenterebbe comunque un costo, per cui si stanno cercando le coperture. Da queste dipenderanno portata, orizzonte e benefici della misura. Gli oneri di sistema valgono circa 10 miliardi l’anno, spalmandone tra i 4 e i 5 - come suggerito da Confindustria - si arriverebbe quasi a dimezzare il loro impatto sulle bollette di famiglie e imprese, con un risparmio nell’ordine del 10%. Ma va trovato un equilibrio tra il beneficio di oggi e l’extra costo di domani, specie se anche gli interessi vnissero poi fatti ripagare agli stessi consumatori nelle bollette future.
Un solo decreto
A parte questa novità, il decreto dovrebbe contenere altre misure già anticipate sia sul versante delle reti che su quello dei prezzi, di nuovo riunite in un solo testo. È il caso della norma per superare la saturazione virtuale della rete, sbloccando le autorizzazioni per gli impianti rinnovabili, o di quella per azzerare il differenziale di prezzo del gas tra l’Italia e il resto d’Europa. Non dovrebbe esserci nulla invece sulle concessioni idroelettriche. L’idea del governo di rimangiarsi l’impegno alle gare, inserito nel Pnrr, ha trovato un muro a Bruxelles. Cercare una strada alternativa potrebbe richiedere tempo.