Iliad batte il comune di Venezia: avrà una sua antenna nella ciminiera ex Dreher. Sì del Garante
di Aldo FontanarosaROMA – Iliad, l’operatore telefonico a basso costo, potrà installare una nuova antenna in un luogo storico di una città storica, come Venezia. Il via libera arriva dal Garante delle Comunicazioni (l’AgCom) che autorizza Iliad a sistemare i suoi impianti a Fondamenta San Biagio, Isola della Giudecca, nella ciminiera dell’ex birrificio Dreher. Sconfitto il Comune di Venezia, che era contrario all’operazione.
Fin dal 2024, Iliad mette gli occhi sulla ciminiera ex Dreher, utile a coprire una zona di Venezia frequentata, ma servita male dal segnale. Di fronte ai dubbi del Comune, Iliad media. Prospetta un piano B chiedendo il campanile dell’ex chiesa dei Santi Cosma e Damiano, ora sconsacrata.
La direttiva europea
Quando la situazione si impantana, Iliad investe del caso l’arbitro del settore, il Garante delle Comunicazioni (l’AgCom…
ROMA – Iliad, l’operatore telefonico a basso costo, potrà installare una nuova antenna in un luogo storico di una città storica, come Venezia. Il via libera arriva dal Garante delle Comunicazioni (l’AgCom) che autorizza Iliad a sistemare i suoi impianti a Fondamenta San Biagio, Isola della Giudecca, nella ciminiera dell’ex birrificio Dreher. Sconfitto il Comune di Venezia, che era contrario all’operazione.
Fin dal 2024, Iliad mette gli occhi sulla ciminiera ex Dreher, utile a coprire una zona di Venezia frequentata, ma servita male dal segnale. Di fronte ai dubbi del Comune, Iliad media. Prospetta un piano B chiedendo il campanile dell’ex chiesa dei Santi Cosma e Damiano, ora sconsacrata.
La direttiva europea
Quando la situazione si impantana, Iliad investe del caso l’arbitro del settore, il Garante delle Comunicazioni (l’AgCom). Ad aprile 2025, la società telefonica lamenta la presunta melina del Comune, mentre il Comune pone obiezioni legali e di sostanza.
L’amministrazione ricorda che la ciminiera è un bene del “patrimonio indisponibile”. Non è quindi un semplice manufatto su cui montare apparati tecnici. Per dare un via libera, serve una delibera della Giunta. Al suo interno peraltro c’è una scala di accesso a case di edilizia popolare. Il Comune sottolinea infine che Iliad ha già due impianti alla Giudecca, uno a Fondamenta delle Zitelle.
Il sopralluogo
Il Garante spinge allora per un sopralluogo. Tecnici del Comune e di Iliad salgono sulla ciminiera dell’ex Dreher e sul campanile dei Santi Cosma e Damiano. L’ispezione – sostiene la società – conferma che le due strutture hanno spazio a sufficienza per ospitare gli impianti di terra e le antenne, in alto.
Per rassicurare l’amministrazione e i veneziani sull’impatto visivo, Iliad commissiona più simulazioni fotografiche, così da mostrare come apparirebbe l’impianto una volta installato. L’obiettivo è dimostrare che l’antenna, opportunamente “mascherata”, può convivere con il profilo storico della Giudecca, senza sporcarlo come un corpo estraneo.
Nei documenti depositati davanti al Garante AgCom, Iliad rafforza i suoi argomenti. La legge che disciplina l’accesso alle infrastrutture pubbliche – spiega – permette il no soltanto in pochi casi precisi.
Il Comune può rifiutare se il sito è tecnicamente inadatto, se lo spazio non basta, se ci sono rischi per la sicurezza o la salute, oppure se esistono alternative equivalenti già disponibili. Ma ogni rifiuto deve essere motivato con dati tecnici, non con formule generiche. Per Iliad, nulla di tutto questo è stato fatto. Il no dell’amministrazione viene così bollato come “ingiustificato”, effetto di considerazioni politiche più che di problemi concreti.
Come le strade
La società telefonica ricorda anche che le antenne di telefonia mobile – in più sentenze dei Tar – sono equiparate a opere di pubblica utilità. Tradotto: sono infrastrutture essenziali per la vita di una città, al pari di strade e fognature, e in linea di principio compatibili con qualsiasi zona, purché siano rispettati i limiti sui campi elettromagnetici e gli altri pareri tecnici.
Da qui l’accusa al Comune di aver tenuto un atteggiamento ostruzionistico e discriminatorio rispetto ad altri operatori, che in passato hanno avuto siti comunali, mentre Iliad sarebbe stata costretta a “accontentarsi” di strutture private o della coabitazione su impianti altrui.
Il Comune, però, non ci sta a passare per il cattivo della situazione. Venezia porta in campo il proprio Regolamento Edilizio. L’articolo 69 prevede una mappa delle aree dove collocare gli impianti di telefonia. Le autorizzazioni fuori da questa mappa sono possibili solo in casi di urgenza che – secondo l’amministrazione – qui non si vedono.
Le norme comunali e le linee guida regionali spingono inoltre a privilegiare aree produttive, favorendo l’accorpamento degli impianti di più operatori sulle stesse strutture.
Il verdetto
A questo punto, la palla è nelle mani del Garante. Nella delibera del 16 ottobre 2025, dopo aver passato al setaccio norme europee e italiane, l’AgCom conclude che il rifiuto del Comune non rientra in nessuna delle ipotesi ammesse dalla legge.
Non è stata provata l’inidoneità tecnica del sito, non è stata dimostrata la mancanza di spazio, non sono stati indicati rischi specifici per la sicurezza o la salute, né esistono alternative già pronte e realmente equivalenti che possano giustificare il rifiuto.
Per l’Autorità, la ciminiera dell’ex birrificio Dreher alla Giudecca è quindi un sito idoneo per ospitare le apparecchiature di Iliad. La delibera del Garante chiede al Comune, nella persona del sindaco, di concedere l’accesso al sito e di firmare con Iliad una convenzione entro trenta giorni dalla notifica della delibera.
Le condizioni economiche saranno fissate seguendo criteri già indicati in una precedente decisione del Garante stesso, del 2000. Se l’amministrazione non collaborerà, scatteranno le sanzioni previste dalla legge. Il Comune potrà ricorrere contro la delibera del Garante davanti ai giudici del Tar.