L'Ue multa X di Musk: "Violate le norme digitali". L'ira di Vance: Nemici del popolo Usa"
di Massimo FerraroROMA – Nei giorni del super accordo sui dazi tra Unione europea e Stati Uniti c’era stata qualche divergenza di interpretazione sugli impegni presi da Bruxelles con il partner americano sulla normativa digitale. Ed è stato chiaro nei mesi successivi che il fronte era rimasto caldo. La multa della Commissione Ue da 120 milioni di euro a X perché il social di Elon Musk viola gli obblighi del Digital services act. In particolare, le istituzioni europee contestano “il design ingannevole della spunta blu, la mancanza di trasparenza dell'archivio pubblicitario e la mancata fornitura di accesso ai dati pubblici per i ricercatori”. Ancora in corso l'indagine per sospette violazioni del Dsa legate alla diffusione di contenuti illegali. In parallelo Bruxelles ha chiuso con impegni il procedimento su TikTok, giudicando adeguato il pacchetto presentato dalla piattaforma per rendere l'archivio pubblicitario pienamente trasparente, aggiornato ogni 24 ore, consultabile e dotato di informazioni sui c…
ROMA – Nei giorni del super accordo sui dazi tra Unione europea e Stati Uniti c’era stata qualche divergenza di interpretazione sugli impegni presi da Bruxelles con il partner americano sulla normativa digitale. Ed è stato chiaro nei mesi successivi che il fronte era rimasto caldo. La multa della Commissione Ue da 120 milioni di euro a X perché il social di Elon Musk viola gli obblighi del Digital services act. In particolare, le istituzioni europee contestano “il design ingannevole della spunta blu, la mancanza di trasparenza dell'archivio pubblicitario e la mancata fornitura di accesso ai dati pubblici per i ricercatori”. Ancora in corso l'indagine per sospette violazioni del Dsa legate alla diffusione di contenuti illegali. In parallelo Bruxelles ha chiuso con impegni il procedimento su TikTok, giudicando adeguato il pacchetto presentato dalla piattaforma per rendere l'archivio pubblicitario pienamente trasparente, aggiornato ogni 24 ore, consultabile e dotato di informazioni sui criteri di targeting.
L’attacco di Vance
Ma non è solo la sanzione, o il suo importo, a dare un’ulteriore scossa ai rapporti tra le due sponde dell’Atlantico. "Non si tratta di censura, e lo abbiamo ripetuto più volte da questo podio. Quindi, su questo punto, siamo davvero d'accordo nel non essere d'accordo su come viene percepita". Lo ha dichiarato la portavoce della Commissione europea, Paula Pinho, nel briefing quotidiano con la stampa rispondendo a una domanda sulle critiche del vicepresidente americano, JD Vance, alla multa inflitta dalla Commissione a X. Il vice di Trump ha scritto il messaggio, rilanciato da Musk, proprio su X, parlando appunto di censura e accusando: “Ue dovrebbe sostenere la libertà di parola invece di attaccare le aziende americane per delle sciocchezze”. Ferma la risposta di Pinho: “Non siamo contro nessuna azienda, la tutela del Dsa non riguarda la censura, non limita i contenuti, ma riguarda la trasparenza”.
Le violazioni di X
Secondo la Commissione, l'uso del "segno di spunta blu" per gli "account verificati" inganna gli utenti, violando l'obbligo imposto dal Dsa alle piattaforme online di vietare pratiche di progettazione ingannevoli sui propri servizi. Su X, chiunque può pagare per ottenere lo stato di "verificato" senza che l'azienda verifichi in modo significativo chi si cela dietro l'account, esponendo gli utenti a truffe e ad altre forme di manipolazione.
Il secondo punto contestato riguarda il repository pubblicitario di X che, per l'esecutivo comunitario, non soddisfa i requisiti di trasparenza e accessibilità del Dsa. Archivi pubblicitari accessibili e consultabili sono fondamentali per ricercatori e società civile per individuare truffe, campagne di minacce ibride, operazioni di informazione coordinate e pubblicità false.
Quanto all'accesso ai ricercatori ai dati pubblici della piattaforma, la Commissione ha concluso che X non adempie ai propri obblighi. I termini di servizio di X vietano ai ricercatori idonei di accedere in modo indipendente ai propri dati pubblici, anche tramite scraping. Inoltre, le procedure di X per l'accesso dei ricercatori ai dati pubblici impongono barriere inutili, compromettendo di fatto la ricerca su diversi rischi sistemici nell'Ue.
L’indagine della Commissione Ue: l’iter
Il procedimento formale è stato avviato il 18 dicembre 2023 e l'indagine riguardante la diffusione di contenuti illegali e il contrasto alla manipolazione delle informazioni è ancora in corso. X ha ora 60 giorni lavorativi per informare la Commissione delle misure specifiche che intende adottare per porre fine alla violazione relativa all'uso ingannevole dei segni di spunta blu, e 90 giorni lavorativi per presentare alla Commissione un piano d'azione che definisca le misure necessarie per affrontare le violazioni relative all'archivio pubblicitario e all'accesso ai dati pubblici per i ricercatori.
Il Board of Digital Services avrà un mese di tempo dal ricevimento del piano d'azione di X per esprimere il proprio parere. La Commissione avrà un altro mese di tempo per esprimere la sua decisione definitiva e stabilire un termine di attuazione ragionevole. Il mancato rispetto della decisione di inadempimento può comportare il pagamento di penalità di mora.