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Ex Ilva, tavoli separati “Taranto non chiuderà”

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Il governo prosegue la trattativa sui singoli siti. Urso rassicura sul futuro dell’acciaieria pugliese, a Genova riprende la produzione
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ROMA – Il governo apre all’intervento pubblico nell’ex Ilva. Il ministro Adolfo Urso rassicura regioni ed enti locali: l’acciaieria più grande d’Europa non chiuderà. L’obiettivo del piano industriale è la continuità produttiva e il percorso di decarbonizzazione. La vertenza, però, procede ormai su tavoli separati. Per la seconda volta il ministro delle Imprese e del made in Italy convoca due riunioni: una per Genova-Cornigliano, l’altra per Taranto. Se nel capoluogo ligure si intravede uno spiraglio di luce, al punto che i sindacati sciolgono i presidi di protesta e annunciano la ripresa della produzione, a Taranto, dove i blocchi sono stati già tolti, prevalgono ancora scetticismo e timore.

A Genova via i presidi

Il presidente della Regione Liguria, Marco Bucci, e la sindaca di Genova, Silvia Salis, sono cautamente soddisfatti. Nel comunicato congiunto con il Mimit fanno sapere che i commissari di Acciaierie d’Italia stanno lavorando a un percorso che possa rispondere alla princip…

ROMA – Il governo apre all’intervento pubblico nell’ex Ilva. Il ministro Adolfo Urso rassicura regioni ed enti locali: l’acciaieria più grande d’Europa non chiuderà. L’obiettivo del piano industriale è la continuità produttiva e il percorso di decarbonizzazione. La vertenza, però, procede ormai su tavoli separati. Per la seconda volta il ministro delle Imprese e del made in Italy convoca due riunioni: una per Genova-Cornigliano, l’altra per Taranto. Se nel capoluogo ligure si intravede uno spiraglio di luce, al punto che i sindacati sciolgono i presidi di protesta e annunciano la ripresa della produzione, a Taranto, dove i blocchi sono stati già tolti, prevalgono ancora scetticismo e timore.

A Genova via i presidi

Il presidente della Regione Liguria, Marco Bucci, e la sindaca di Genova, Silvia Salis, sono cautamente soddisfatti. Nel comunicato congiunto con il Mimit fanno sapere che i commissari di Acciaierie d’Italia stanno lavorando a un percorso che possa rispondere alla principale richiesta dei lavoratori: la ripresa della linea dello zincato, bilanciandola con la produzione della banda stagnata. Nello stabilimento di Cornigliano oggi riprenderà l’attività con 585 addetti in servizio, 280 in cig e 70 in formazione.

Gli interventi a Taranto

Il ministro Urso e i commissari ribadiscono che l’anno prossimo a Taranto la produzione raggiungerà i 4 milioni di tonnellate, con due altiforni. L’attuale rallentamento dell’attività, secondo Acciaierie d’Italia, è dovuto alle manutenzioni. L’altoforno 2 completerà il cosiddetto revamping a metà gennaio. Poi, sarà fermato l’altoforno 4, l’unico attualmente in marcia. Nessuna novità sull’altoforno 1, sotto sequestro probatorio. Il ministro assicura che non aumenteranno le ore di cig né il numero dei lavoratori in formazione e che la continuità produttiva degli stabilimenti del nord avverrà esclusivamente attraverso la fornitura di colis prodotto nel capoluogo jonico. Per il sindaco di Taranto, Piero Bitetti, che pure sottoscrive il comunicato congiunto insieme con il Mimit, non basta. «Anche se mi conforta sapere che un soggetto pubblico porterà avanti la decarbonizzazione – osserva – ho bisogno di vedere i fatti». Bitetti attende segnali anche sul fronte dell’occupazione e degli investimenti sul territorio. Dal processo di decarbonizzazione nascerà una “mini Ilva”. Con tre forni elettrici e un solo impianto di preriduzione del ferro la produzione sarà più contenuta e ci saranno meno occupati. Il Comune, che si è opposto alla nave rigassificatrice che avrebbe assicurato un maggiore approvvigionamento di gas liquido necessario per far funzionare altri due impianti Dri, vuole far convivere l’acciaieria con un contesto in cui in tanti ne chiedono la chiusura. Un clima diverso da quello di Genova, dove la mobilitazione per salvare la fabbrica è pressoché generale e c’è chi comincia a pensare ad un futuro senza le forniture assicurate da Taranto. La partita resta complicata. Dalla chiusura della procedura di selezione del possibile acquirente, che dovrebbe concludersi a giorni, potrebbe arrivare qualche elemento di chiarezza.

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