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Mediobanca, 5 milioni per Nagel. Mps: “Piena fiducia a Lovaglio”

MILANO - MILANO , LUIGI LOVAGLIO , AMMINISTRATORE DELEGATO , CREVAL CREDITO VALTELLINESE INAUGURAZIONE FILIALE STORICA PIAZZA SAN FEDELE 

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Via libera all’accordo sulla buonuscita dell’ex ad di piazzetta Cuccia. Stessa cifra per il direttore generale Vinci
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Milano – Doppio passo avanti nell’operazione Mps-Mediobanca. Nella stessa sera a distanza di minuti sono stati annunciati l’accordo sulla buonuscita di Alberto Nagel e Francesco Saverio Vinci da Mediobanca, e la conferma del cda Mps all’ad Luigi Lovaglio indagato dall’inchiesta della magistratura.

Il cda di Mediobanca si è riunito lo scorso 1 dicembre e ha dato il via libera al pagamento di 5 milioni a testa a Nagel e Vinci per sciogliere il loro legame da dipendenti della banca. La cifra è il tetto massimo consentito dal Comitato per le remunerazioni e comprende anche un accordo di non concorrenza per 6-12 mesi da 700 mila euro per Nagel e di 3 mesi e 375 mila euro per Vinci. Entrambi hanno però ancora un alto ammontare di azioni da prendere che sono state trasforma…

Milano – Doppio passo avanti nell’operazione Mps-Mediobanca. Nella stessa sera a distanza di minuti sono stati annunciati l’accordo sulla buonuscita di Alberto Nagel e Francesco Saverio Vinci da Mediobanca, e la conferma del cda Mps all’ad Luigi Lovaglio indagato dall’inchiesta della magistratura.

Il cda di Mediobanca si è riunito lo scorso 1 dicembre e ha dato il via libera al pagamento di 5 milioni a testa a Nagel e Vinci per sciogliere il loro legame da dipendenti della banca. La cifra è il tetto massimo consentito dal Comitato per le remunerazioni e comprende anche un accordo di non concorrenza per 6-12 mesi da 700 mila euro per Nagel e di 3 mesi e 375 mila euro per Vinci. Entrambi hanno però ancora un alto ammontare di azioni da prendere che sono state trasformate in contanti secondo le decisioni del cda uscente e che verranno distribuiti alle scadenze prefissate. Nagel aveva già in suo possesso un pacchetto pari allo 0,4% di azioni Mediobanca derivante dai piani di incentivazione a lungo termine dei 15 anni passati, azioni che ha venduto in Borsa prima della chiusura dell’operazione Mps e che gli ha fruttato un incasso vicino superiore ai 50 milioni. Lo stesso ha fatto Vinci.

Da questo momento in poi si chiude l’era dei delfini di Cuccia e Maranghi in via Filodrammatici e si apre quella di Luigi Lovaglio sostenuto dagli scalatori Caltagirone e Milleri (presidente di Delfin), i due azionisti forti del Monte dei Paschi. Lovaglio ieri ha incassato una nuova fiducia da parte del cda che si è riunito per ascoltare la sua esposizione sull’inchiesta della procura di Milano venuta allo scoperto giovedì 27 novembre. E che ha visto Lovaglio, Caltagirone e Milleri ricevere un avviso di garanzia per non aver dichiarato un patto occulto sulle azioni Mediobanca che avrebbe portato al lancio di un’Opa obbligatoria. Ora che Lovaglio ha incassato la fiducia all’unanimità ha intenzione di procedere all’integrazione di Mediobanca, di cui Mps possiede l’86%. «L’attività dei gruppi di lavoro, che coinvolgono le risorse professionali di entrambe le banche, prosegue a pieno regime, con l’obiettivo di realizzare in tempi brevi le sinergie industriali e di accelerare la crescita e la creazione di valore», è scritto nel comunicato di Mps. Un altro cda dovrebbe svolgersi prima di Natale e poi si attende l’autorizzazione della Bce al cambio di statuto per poter procedere con la lista del cda al prossimo rinnovo di aprile.

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