ROMA – Fiammata polemica intorno ad Arera, l’autorità indipendente dell’energia. L’alta tensione, anche politica, nasce da una delibera del Collegio dell’Arera del 25 novembre 2025. La delibera 503 - disponibile sul sito dell’autorità - riconoscerebbe al presidente e ai 4 commissari dell’Arera un aumento di stipendio.
Il Messaggero e il Mattino pongono una questione di opportunità perché il presunto aumento cade mentre l’attuale Collegio dell’Arera è alla fine del mandato e perché sarebbe finanche retroattivo. Verrebbe pagato per gli ultimi cinque mesi dell’anno: da agosto a dicembre 2025.
Il 28 luglio 2025, la Corte costituzionale ha bocciato una norma di un decreto del 2014. È la regola che, da undici anni, impone di contenere le retribuzioni dei dipendenti pubblici entro i 240.000 euro lordi l’anno. Il Collegio dell’Arera, letta la sentenza della Corte di luglio, si è dunque attribuito un assai tempestivo aumento dello stipendio?
ROMA – Fiammata polemica intorno ad Arera, l’autorità indipendente dell’energia. L’alta tensione, anche politica, nasce da una delibera del Collegio dell’Arera del 25 novembre 2025. La delibera 503 - disponibile sul sito dell’autorità - riconoscerebbe al presidente e ai 4 commissari dell’Arera un aumento di stipendio.
Il Messaggero e il Mattino pongono una questione di opportunità perché il presunto aumento cade mentre l’attuale Collegio dell’Arera è alla fine del mandato e perché sarebbe finanche retroattivo. Verrebbe pagato per gli ultimi cinque mesi dell’anno: da agosto a dicembre 2025.
Il 28 luglio 2025, la Corte costituzionale ha bocciato una norma di un decreto del 2014. È la regola che, da undici anni, impone di contenere le retribuzioni dei dipendenti pubblici entro i 240.000 euro lordi l’anno. Il Collegio dell’Arera, letta la sentenza della Corte di luglio, si è dunque attribuito un assai tempestivo aumento dello stipendio?
L’allegato B
La delibera contestata non ha come oggetto esplicito il ritocco delle retribuzioni. Il suo scopo è aggiornare il Bilancio di previsione dell’autorità per il 2025. In questo contesto, il collegio cita effettivamente la sentenza della Corte.
Quindi, nell’allegato B alla delibera, spiega che «ritiene opportuno rideterminare e accantonare gli emolumenti spettanti ai componenti del Collegio secondo quanto stabilito» dalla normativa precedente alla sentenza della Corte.
I soldi in più - per complessivi 70 mila euro a favore dell’intero Collegio - non sono stati pagati, ma accantonati a bilancio «in attesa di ulteriori approfondimenti normativi nonché di ulteriori decreti attuativi». L’Arera si rimette al governo, che probabilmente autorizzerà il pagamento in ragione proprio della sentenza della Corte.
Ma la politica non sente ragioni. Per Raffaella Paita, renziana, siamo di fronte a un «regalo di Natale indecoroso». Fratoianni (Avs): «È una scelta offensiva».