Osnato: “L’oro di Bankitalia appartiene al popolo italiano, la Bce dovrà riconoscerlo”
di Giuseppe ColomboROMA - «Si può trovare una formula diversa, più larga e lessicalmente gradita a qualcuno, ma il principio non può essere messo in discussione: la proprietà dell’oro di Bankitalia è del popolo italiano». A blindare la richiesta di FdI sulle riserve auree è Marco Osnato, responsabile economico di Fratelli d’Italia e presidente della commissione Finanze della Camera.
La Bce è stata chiara: la detenzione e la gestione dell’oro spettano a Bankitalia in base ai trattati Ue. Come porterete avanti la proposta?
«Non si tratta di impuntarsi o di rovesciare trattati internazionali, ma di chiudere un dibattito serio e responsabile sul riconoscimento della proprietà delle riserve auree in capo al popolo italiano. Sappiamo benissimo che le riserve fanno parte del sistema europeo delle banche centrali, di cui fa parte la Banca d’Italia, ma qui c’è un tema più ampio».
ROMA - «Si può trovare una formula diversa, più larga e lessicalmente gradita a qualcuno, ma il principio non può essere messo in discussione: la proprietà dell’oro di Bankitalia è del popolo italiano». A blindare la richiesta di FdI sulle riserve auree è Marco Osnato, responsabile economico di Fratelli d’Italia e presidente della commissione Finanze della Camera.
La Bce è stata chiara: la detenzione e la gestione dell’oro spettano a Bankitalia in base ai trattati Ue. Come porterete avanti la proposta?
«Non si tratta di impuntarsi o di rovesciare trattati internazionali, ma di chiudere un dibattito serio e responsabile sul riconoscimento della proprietà delle riserve auree in capo al popolo italiano. Sappiamo benissimo che le riserve fanno parte del sistema europeo delle banche centrali, di cui fa parte la Banca d’Italia, ma qui c’è un tema più ampio».
Quale?
«Un conto sono la detenzione e la gestione, un altro invece è la proprietà, che non è prevista dai trattati: la Bce non farà fatica a riconoscere che quest’ultima spetta agli italiani. È un tema di democratizzazione del sistema delle banche centrali. Chi lo legittima? Diamo almeno una sorta di legittimazione popolare riconoscendo che le riserve sono dei popoli che le hanno accumulate negli anni».
Il Mef lavora a una riformulazione della proposta. Temete un annacquamento?
«Pensiamo che anche le istituzioni europee non avranno difficoltà a riconoscere l’appartenenza dell’oro al popolo italiano».
Volete venderlo?
«Non c’è mai stata questa necessità. Semmai è stato il governo Prodi a ipotizzare di vendere l’oro. Fratelli d’Italia non ha mai pensato a un’ipotesi del genere, anzi siamo contenti e orgogliosi di avere la terza riserva aurea del mondo».
Quali altre modifiche alla manovra chiedete?
«La manovra dà già risposte importanti perché riduce le tasse, aiuta le famiglie e sostiene le imprese. Tuttavia saremo soddisfatti se riuscissimo a dare qualche segnale in più sul potere d’acquisto e sulla sburocratizzazione».
Per le opposizioni e i sindacati non basta.
«Le opposizioni e la Cgil hanno strumentalizzato i giudizi della Banca d’Italia e dell’Istat. Si sono fermati alle prime tre righe delle audizioni, ma in realtà queste istituzioni hanno riconosciuto il lavoro fatto dal governo. A chi dice che non è una manovra che non dà respiro, rispondiamo con i dati dell’occupazione e lo spread ai minimi storici. La Cgil se ne faccia una ragione».
Non temete lo sciopero generale indetto dalla Cgil?
«Ognuno è libero di manifestare il proprio pensiero, ma invece di utilizzare il sindacato per tutelare i lavoratori, magari anche più di quanto fa questo governo, Landini lo utilizza per un’azione collaterale a quella della sinistra. Anzi, addirittura compete con il Pd per la leadership del centrosinistra».
Il Pd è sulle barricate: via i Lep o sarà ostruzionismo. Sono norme irrinunciabili per non turbare i rapporti con la Lega?
«Nulla è irrinunciabile perché niente è un totem, ma il Pd farebbe bene a chiedersi come mai dopo dieci anni stiamo ancora discutendo della definizione dei Lep. Eppure sono stati loro al governo per quasi tutto il tempo».
La procura di Milano ipotizza un concerto per il controllo di Mediobanca, per la Consob non c’è stato. Il governo ha agito per agevolare un patto nascosto al mercato?
«Credo che la Consob abbia fatto un’analisi tecnica e puntuale, la procura evidentemente ha ricevuto degli esposti e ha esercitato la sua azione penale, che è ovviamente legittima. Visto che stasera (ieri, ndr) c’è la prima della Scala e quindi tanti tenori e soprani, probabilmente anche nell’altro concerto ci sono state più voci attente ad attenzionare alla magistratura quello che stava succedendo».