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Confesercenti, autonomi più poveri: persi 9.800 euro dal 2007. Mattarella: “Salari da adeguare”

Nico Gronchi, presidente di Confesercenti

 

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L’Assemblea annuale dell’associazione. Da contratti pirata sottratti 1,5 miliardi al terziario
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ROMA – Il potere d’acquisto che per i lavoratori autonomi è crollato ancora di più che per i dipendenti: dal 2007 persi 9.800 euro. Il dumping contrattuale legato ai contratti pirata che sottrae risorse al terziario ma anche allo Stato: 1,5 miliardi persi ogni anno. All’Assemblea di Confesercenti il presidente Nico Gronchi sottolinea le maggiori difficoltà della categoria. Un allarme colto anche dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che nel messaggio inviato a Confesercenti, che stamane è stato letto in apertura dell’Assemblea, ha sottolineato come «le piccole e medie imprese, i lavoratori autonomi, nei settori del turismo, del commercio, dei servizi, dell'artigianato, dell'industria sono importanti veicoli di crescita occupazionale e di sviluppo», e quindi «le iniziative a sostegno di questi settori appaiono, di conseguenza, lungimiranti ed è essenziale che i salari e i redditi che ne derivano corrispondano alle attese definite dalla Costituzione».

ROMA – Il potere d’acquisto che per i lavoratori autonomi è crollato ancora di più che per i dipendenti: dal 2007 persi 9.800 euro. Il dumping contrattuale legato ai contratti pirata che sottrae risorse al terziario ma anche allo Stato: 1,5 miliardi persi ogni anno. All’Assemblea di Confesercenti il presidente Nico Gronchi sottolinea le maggiori difficoltà della categoria. Un allarme colto anche dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che nel messaggio inviato a Confesercenti, che stamane è stato letto in apertura dell’Assemblea, ha sottolineato come «le piccole e medie imprese, i lavoratori autonomi, nei settori del turismo, del commercio, dei servizi, dell'artigianato, dell'industria sono importanti veicoli di crescita occupazionale e di sviluppo», e quindi «le iniziative a sostegno di questi settori appaiono, di conseguenza, lungimiranti ed è essenziale che i salari e i redditi che ne derivano corrispondano alle attese definite dalla Costituzione».

Potere d’acquisto in caduta libera

«L'inflazione e un sistema contrattuale sempre più esposto al dumping stanno erodendo il valore del lavoro, indebolendo tanto i lavoratori quanto le imprese», denuncia Gronchi. Non si tratta di una percezione, ha spiegato il presidente di Confesercenti, snocciolando anche i dati: «Tra il 2019 ed il 2024, i redditi da lavoro reali, cioè al netto dell'inflazione, sono diminuiti in media del 3,7 per cento: circa 1.700 euro in meno per lavoratore». Se si allarga l'orizzonte d'analisi al 2007, "«a perdita di valore del lavoro è ancora più evidente. In questi 17 anni, il reddito dei lavoratori si è ridotto di ben 4mila euro. Per gli autonomi la perdita è eclatante: meno 9.800,00 euro. Un tracollo di un quinto del potere d'acquisto. Questo per noi è inaccettabile».

I danni del dumping contrattuale

Tra le maggiori cause del crollo delle entrate di dipendenti e autonomi nel terziario, sottolinea Gronchi, il dumping contrattuale, che danneggia anche lo Stato: secondo un sondaggio condotto da Ipsos per Confesercenti, per ogni lavoratore in dumping si stima un totale di oltre 8.200 euro di minori vantaggi. «Stiamo parlando di quasi 1,5 miliardi di euro sottratti al sistema economico ogni anno, con un impatto rilevante anche per lo Stato: il minor gettito Irpef causato dai contratti in dumping di oltre 300 mln di euro, mentre il minor gettito contributivo è di quasi 450 milioni di euro».

La rarefazione dei negozi

Le difficoltà economiche spingono i negozi a chiudere, con desertificazione dei quartieri delle città: nel 2025, emerge dalla Relazione di Confesercenti, ci sono in Italia 1.113 comuni, circa uno su otto, del tutto privi di un'impresa del commercio alimentare, ovvero macellerie, pescherie, ortofrutta, , per un totale di quasi 650mila residenti privati del servizio. Altri 535, per oltre 257mila abitanti, sono invece senza qualsiasi tipo di attività di supermercati, ipermercati e grandi magazzini. Sono poi 2.130, per un totale di circa 2,38 milioni di abitanti, i comuni privi di un forno.

E il boom dell’e-commerce

Al tempo stesso, l’e-commerce continua a crescere: quest'anno i pacchi consegnati supereranno il miliardo, con una media di 18 colli per residente. L'e-commerce, rileva Gronchi, «non è certo un avversario da demonizzare»: sono sempre di più, anzi, le realtà commerciali piccole e medie che sposano una strategia multicanale, integrando le vendite dei punti vendita fisici con quelle online. Tuttavia, osserva, esiste «un evidente squilibrio competitivo tra le grandi piattaforme di e-commerce internazionali, con economia di scala immense, che si confrontano con microimprese che sostengono da sole costi fiscali e gestionali crescenti. Senza un riequilibrio rischiamo che il digitale continui a crescere mentre il tessuto commerciale fisico a svuotarsi, con conseguenze irreversibili sulla qualità della vita nelle nostre comunità».

Uno squilibrio amplificato anche dal quadro fiscale: le piccole attività, calcola Confesercenti, versano all'erario circa 7 miliardi e 700 milioni di euro l'anno, di cui 4 miliardi e 400 milioni in tributi locali, mentre la Web Tax ha prodotto nel 2024 appena 455 milioni.

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