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Le imprese italiane sono più ottimiste, ma zoppicano su tecnologia e IA

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Un terzo delle nostre aziende si aspetta un miglioramento nel proprio settore, secondo il sondaggio annuale della Bei, e il 27% aumenterà gli investimenti: sono dati migliori della media europea. L’adozione dell’Intelligenza artificiale però è molto sotto
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ROMA – Ottimiste sui prossimi mesi, nonostante tutto. Pronte ad aumentare gli investimenti, anche più dei loro concorrenti europei. Ma in ritardo sulle tecnologie di frontiera, a cominciare da quella più alla frontiera di tutte, cioè l’Intelligenza artificiale. È la fotografia delle imprese italiane che esce dall’indagine annuale della Bei, la Banca europea per gli investimenti. Immagine con più chiari che scuri, specie considerate le incertezze del contesto internazionale e l’anemia della crescita interna.

Fiducia e investimenti in crescita

E invece, quando le si compara con le pari europee, le aziende italiane dei vari settori (manifattura, costruzioni, servizi, infrastrutture) sembrano guardare con fiducia crescente al 2026. Il 32% di loro si aspett…

ROMA – Ottimiste sui prossimi mesi, nonostante tutto. Pronte ad aumentare gli investimenti, anche più dei loro concorrenti europei. Ma in ritardo sulle tecnologie di frontiera, a cominciare da quella più alla frontiera di tutte, cioè l’Intelligenza artificiale. È la fotografia delle imprese italiane che esce dall’indagine annuale della Bei, la Banca europea per gli investimenti. Immagine con più chiari che scuri, specie considerate le incertezze del contesto internazionale e l’anemia della crescita interna.

Fiducia e investimenti in crescita

E invece, quando le si compara con le pari europee, le aziende italiane dei vari settori (manifattura, costruzioni, servizi, infrastrutture) sembrano guardare con fiducia crescente al 2026. Il 32% di loro si aspetta un miglioramento delle prospettive nel proprio settore, a fronte di un 12% che attende un peggioramento, per un saldo positivo di venti punti contro lo zero della media europea. E se l’anno scorso le imprese tricolori che hanno investito sono scese all’80% del totale, sei punti sotto il dato europeo, il 27% ora prevede di aumentare gli impegni in futuro, contro il 16% che ipotizza di ridurli: anche qui il saldo positivo, 11 punti, è ben superiore ai 4 della media europea. «I dati mostrano un’Italia che guarda al futuro con fiducia e che sta investendo nella propria competitività», dice Gelsomina Vigliotti, vicepresidente della Bei.

Il ritardo nell’IA

Le note di debolezza, non nuove, emergono invece sul fronte delle due transizioni, digitale ed energetica. Solo il 45% delle aziende italiane, tra quelle sentite dalla Bei, adotta tecnologie avanzate, e solo il 20% ha integrato l’Intelligenza artificiale in uno o più processi. Il dato oscilla tra il 15% delle Pmi e il 27% delle grandi, ma è comunque ben sotto il 37 della media europea. «Le imprese italiane stanno accelerando su innovazione e investimenti immateriali, favorite anche da condizioni finanziarie più favorevoli — secondo Debora Revoltella, capo economista Bei. «Ma per mantenere un vantaggio competitivo di lungo periodo è essenziale intensificare l’adozione di tecnologie avanzate, in particolare l’Intelligenza Artificiale, e investire di più nella mitigazione dei rischi climatici». Su questo secondo aspetto l’analisi rivela che, sebbene due terzi delle imprese abbiano adottato misure volte a gestire le conseguenze del cambiamento climatico, queste consistono spesso nell’acquisto di assicurazioni (obbligatorio dal prossimo anno) più che in strategie di adattamento e investimenti specifici.

Quando si chiede loro quali siano i principali ostacoli per gli investimenti le nostre imprese danno risposte in linea con le pari europee, mettendo in cima alla lista l’incertezza (comunque elevata) e i costi dell’energia. Molto più bassa invece la percentuale di quelle che lamentano l’assenza di personale qualificato, anche se la lettura non è per forza incoraggiante: può dipendere dal fatto che certe competenze tecnologiche avanzate non vengono cercate come all’estero.

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