NEW YORK – Il direttore del sito Semafor Ben Smith, tra gli analisti più acuti dei media americani, va controcorrente: «La marea sta montando contro gli Ellison, perciò hanno fatto la loro mossa di acquisizione ostile». Questo però non garantisce l’appoggio decisivo del presidente Trump, nonostante sia in palio il controllo dell’informazione della Cnn, con il coinvolgimento del genero Jared Kushner nella cordata guidata dalla Paramount: «Lui non ama che qualcuno concluda affari usando il proprio nome e la reazione a Washington non è stata molto positiva all’offensiva lanciata dai suoi alleati».
Come siamo arrivati a questo punto, con il rilancio di Paramount per scalare Warner Bros?
“Sembrava che Larry Ellison, uno degli uomini più ricchi al mondo molto vi…
NEW YORK – Il direttore del sito Semafor Ben Smith, tra gli analisti più acuti dei media americani, va controcorrente: «La marea sta montando contro gli Ellison, perciò hanno fatto la loro mossa di acquisizione ostile». Questo però non garantisce l’appoggio decisivo del presidente Trump, nonostante sia in palio il controllo dell’informazione della Cnn, con il coinvolgimento del genero Jared Kushner nella cordata guidata dalla Paramount: «Lui non ama che qualcuno concluda affari usando il proprio nome e la reazione a Washington non è stata molto positiva all’offensiva lanciata dai suoi alleati».
Come siamo arrivati a questo punto, con il rilancio di Paramount per scalare Warner Bros?
“Sembrava che Larry Ellison, uno degli uomini più ricchi al mondo molto vicino a Trump, avesse l’accordo in tasca. Tutti si aspettavano che la società controllata da lui e dal figlio acquisisse Warner Brothers e Discovery, creando un enorme colosso nell’intrattenimento con Yellowstone, Harry Potter e poi l’informazione di CBS News più quella della CNN. Oltre allo spettacolo, offriva la possibilità di cambiare la direzione politica dei media tradizionali. Netflix però è intervenuta offrendo più soldi della proposta originale presentata dagli Ellison».
Quindi Paramount ha risposto, alzando ancora la sua posta.
«In questo momento la marea sembra montare contro gli Ellison. Hanno esagerato nel segnalare in giro che avevano il sostegno di Trump, quando sembra che in realtà non l’abbiano fatto o non sia poi così forte. Ora quindi stanno cercando di riaprire il processo per la scalata a Warner Bros con l’offerta per un’acquisizione ostile».
Trump ha detto che potrebbero esserci problemi con l’operazione Netflix, perché la nuova compagnia avrebbe una quota di mercato troppo ampia. Così non si sta posizionando per mettere il dito sulla bilancia a favore degli Ellison, soprattutto con l’obiettivo di ampliare il suo controllo sull’informazione televisiva?
«Nei giorni scorsi i dirigenti di Paramount hanno incontrato Trump, per spiegare la loro opposizione ad un successo di Netflix. Era presente anche il capo della Federal Communications Commission, Brendan Carr, ma quando il capo della Casa Bianca gli ha chiesto cosa pensasse dell’affare, lui ha risposto che la questione in caso riguardava la divisione antitrust del dipartimento alla Giustizia, non la sua agenzia».
Il presidente non potrebbe alla fine chiedere alla proprio segretaria alla Giustizia Pam Bondi di intervenire?
«La mossa di Ellison in realtà si sta rivelando un boomerang a Washington, perché alimenta le speculazioni sulla politicizzazione del dipartimento alla Giustizia. Poi c’è un altro elemento importante da considerare: Trump vuole che la sua famiglia tragga vantaggio dal suo nome in qualsiasi occasione, ma non è entusiasta quando qualcuno cerca di usarlo per concludere affari. Alla fine quindi Ellison potrebbe fare la fine di quelli che hanno comprato le cripto monete di Trump, che all’inizio sono salite molto, ma poi li hanno lasciati presto con nulla in tasca».
La presenza nella cordata del genero Jared Kushner, e la prospettiva di consegnare la gestione della rivale Cnn ad un alleato per allinearla alla sua agenda, non lo incoraggiano comunque ad intervenire a favore di Ellison?
«Forse, ma non è detto. In genere nessuno sa davvero che posizione prende, su tutto, quindi alla fine il risultato non è mai scontato».