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Panetta: “Le stablecoin non sono stabili, solo la moneta pubblica può preservare la fiducia”

Il governatore della Banca d'Italia Fabio Panetta

 

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In un discorso alla Banca d’Irlanda il governatore descrive rischi e opportunità del nuovo ordine monetario, tra indebolimento del dollaro ed emergere delle nuove valute digitali. “L’Europa può fare da ancora, ma deve muoversi”
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ROMA – In un mondo in cui ogni ordine traballa, il governatore della Banca d’Italia Fabio Panetta avverte che anche il sistema monetario sta cambiando. Processi lenti stanno “gradualmente indebolendo le fondamenta del dominio” del dollaro, a fianco del quale assumono sempre più importanza altre valute, in un sistema multipolare. Mentre processi veloci o velocissimi, all’incrocio tra tecnologia e geopolitica, vedono moneta e pagamenti spostarsi su infrastrutture digitali, e le stablecoin emergere come una alternativa ai canali più tradizionali. Sono cambiamenti che, a seconda di come saranno gestiti, possono aprire grandi opportunità o generare nuove instabilità. “Le fondamenta del sistema monetario restano comunque la fiducia e la solidità delle istituzioni pubbliche”, ha spiegato il governatore martedì a Dublino, dove la Banca centrale di Irlanda lo ha invitato a tenere la tradizionale Whitaker Lecture. E questo significa che l’Europa può giocare un ruolo di primo piano, se saprà far…

ROMA – In un mondo in cui ogni ordine traballa, il governatore della Banca d’Italia Fabio Panetta avverte che anche il sistema monetario sta cambiando. Processi lenti stanno “gradualmente indebolendo le fondamenta del dominio” del dollaro, a fianco del quale assumono sempre più importanza altre valute, in un sistema multipolare. Mentre processi veloci o velocissimi, all’incrocio tra tecnologia e geopolitica, vedono moneta e pagamenti spostarsi su infrastrutture digitali, e le stablecoin emergere come una alternativa ai canali più tradizionali. Sono cambiamenti che, a seconda di come saranno gestiti, possono aprire grandi opportunità o generare nuove instabilità. “Le fondamenta del sistema monetario restano comunque la fiducia e la solidità delle istituzioni pubbliche”, ha spiegato il governatore martedì a Dublino, dove la Banca centrale di Irlanda lo ha invitato a tenere la tradizionale Whitaker Lecture. E questo significa che l’Europa può giocare un ruolo di primo piano, se saprà fare passi avanti su crescita, mercati di capitali e digitalizzazione.

I peccati originali delle stablecoin

Panetta cita ovviamente l’euro digitale, progetto di cui è uno dei grandi architetti e che proprio in queste settimane è arrivato a uno snodo cruciale, quello del definitivo e contestato via libero politico. E’ anche dall’adozione di una valuta digitale di banca centrale, nella visione delle Banche centrali europee, che passa la tutela del “bene pubblico” fondamentale che regge il sistema monetario, la fiducia nella sua stabilità. Una garanzia che gli Stati Uniti – spiega Panetta – sembrano offrire meno di un tempo e che la Cina non è in ancora in grado di fornire. E una garanzia che di certo non offrono le stablecoin (le monete digitali “stabili”), visti quelli che il governatore chiama i loro due “peccati originali”: violare “l’unicità del denaro” ed essere “strutturalmente vulnerabili rispetto a fenomeni di corse agli sportelli”. Peccati che le regole possono mitigare, ma non risolvere. “La tecnologia può migliorare il modo in cui i soldi funzionano, ma non può sostituire l’autorità dello Stato e la credibilità di una Banca centrale indipendente – spiega Panetta -. Senza questa ancora, che nessun codice può riprodurre, gli asset digitali non sarebbero per nulla stabili”.

I tre passi avanti dell’Europa

Che ruolo può giocare l’Europa in questo mutamento di paradigma? Un ruolo di primo piano, dice Panetta, visto che oggi la sua moneta è la seconda per importanza a livello internazionale mentre le sue sue banche private, il secondo fondamentale livello dell'architettura monetaria, stanno sperimentando le soluzioni più avanzate. A patto però che riesca a fare tre passi avanti fondamentali: il primo è rivitalizzare la sua economia; il secondo dotarsi di un mercato dei capitali più profondo e più liquido, non solo completando l’unione finanziaria ma anche dotandosi di un attivo comune privo di rischio – gli eurobond -; il terzo completare la digitalizzazione della sua infrastruttura di pagamento, a cominciare appunto dall’euro digitale. I cambiamenti nell’ordine monetario possono insomma essere un fattore di fragilità oppure di resilienza, a seconda di come verranno governati. Preservare un bene pubblico globale come la fiducia del denaro, ha concluso Panetta, richiederà “forme di cooperazione più profonde, non più superficiali, tra Paesi, tra autorità e tra il settore pubblico e quello privato. Cercasi bussola comune per acque inesplorate.

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