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Unicredit cede il leasing russo nuovo passo per lasciare Mosca

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Operazione da 34 milioni di euro. Il presidente della controllata abbandona l’incarico
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Milano – Continua il percorso di smantellamento della presenza di Unicredit in Russia. Il quotidiano Kommersant ha scritto ieri che il gruppo di Piazza Gae Aulenti ha ceduto attività di leasing per 3 miliardi di rubli (circa 34 milioni di euro) all’operatore locale PR-Leasing e un’altra porzione di portafoglio sarebbe in via di trasferimento.

Nel caso di vendita di un solo portafoglio la procedura burocratica prevista dalle leggi russe è più leggera rispetto alla vendita di tutta la filiale. «L’acquisizione di una società straniera nella sua interezza richiede l’approvazione del presidente della Federazione Russa o di una commissione governativa, nonché delle autorità di regolamentazione - scrive il quotidiano - Un azionista straniero vende un asset russo a un prezzo non superiore al 40% del prezzo di mercato e versa al bilancio della Federazione Russa un contributo pari al 35% del valore dell’asset: si tratta di un requisito obbligatorio delle autorità russe», ricorda a Kommersant O…

Milano – Continua il percorso di smantellamento della presenza di Unicredit in Russia. Il quotidiano Kommersant ha scritto ieri che il gruppo di Piazza Gae Aulenti ha ceduto attività di leasing per 3 miliardi di rubli (circa 34 milioni di euro) all’operatore locale PR-Leasing e un’altra porzione di portafoglio sarebbe in via di trasferimento.

Nel caso di vendita di un solo portafoglio la procedura burocratica prevista dalle leggi russe è più leggera rispetto alla vendita di tutta la filiale. «L’acquisizione di una società straniera nella sua interezza richiede l’approvazione del presidente della Federazione Russa o di una commissione governativa, nonché delle autorità di regolamentazione - scrive il quotidiano - Un azionista straniero vende un asset russo a un prezzo non superiore al 40% del prezzo di mercato e versa al bilancio della Federazione Russa un contributo pari al 35% del valore dell’asset: si tratta di un requisito obbligatorio delle autorità russe», ricorda a Kommersant Oleg Abelev, capo del dipartimento analitico di IK “Rikom-Trust”. Nel caso dell’acquisto di un portafoglio di contratti, non sussistono tali complessità. «La vendita in un’unica soluzione nel caso di attività straniere in alcuni casi non è sempre conveniente», concorda Anastasia Vladimirova, managing partner di IPM Consulting.

È questo il motivo per cui Andrea Orcel non ha ancora provveduto alla vendita dell’intera società. La filiale di Unicredit in Russia ha un valore a bilancio di 3,7 miliardi e un’eventuale nazionalizzazione rischierebbe di farlo evaporare. E avere un impatto sul Cet1 della banca di 79 basis point. Dunque bisogna evitare la nazionalizzazione ma comunque smantellare come chiesto dalla Bce. Da Unicredit in Russia sono in uscita diversi top manager. Uno tra tutti Kirill Zhukov-Emelyanov, che ha lavorato nella banca per oltre 20 anni e negli ultimi 5 ne è stato il presidente. L’uscita di Unicredit dalla Russia era anche uno dei quattro punti richiesti dal golden power del 18 aprile scorso emanato dal governo come condizione per un via libera all’operazione Unicredit-Banco Bpm. Condizione che ha determinato il ritiro dell’operazione.

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