ROMA – Si è fatto di tutto per distruggere il mondo dell’auto. Non possiamo più aspettare delle proroghe». A parlare è il numero uno di Confindustria, Emanuele Orsini, dal podio dell’assemblea dell’Anfia. Sul palco dell’Auditorium della Tecnica anche il presidente dell’associazione che raggruppa le imprese dell’indotto delle quattro ruote, Roberto Vavassori, convinto che «il 2025 sia stato l’anno peggiore per il settore», e collegati il ministro delle Imprese , Adolfo Urso, e l’ad di Stellantis, Antonio Filosa. Tutti, Confindustria, Stellantis, Anfia e governo, puntano il dito contro l’Europa che, ieri, avrebbe dovuto annunciare le modifiche al percorso di transizione al 2035, anno spartiacque del passaggio dal motore termico a quello elettrico. Se ne parla il 16 dicembre.
«Basta proroghe. Capiamo che ci sia la volontà di rimediare agli errori del passato, ma vogliamo sapere qual è la medicina», dice Orsini. Ricorda che «gli Stati Uniti mettono al centro l’industria per restare una grande potenza» e auspica che «l’Europa si sbrighi e si svegli perché gli altri stanno facendo i compiti a casa e noi no». In piena linea con l’ad di Stellantis, Antonio Filosa: «Gli Usa hanno modificato le loro regole con grande pragmatismo per riportare investimenti e produzione nei propri stabilimenti, in Europa le normative troppo stringenti e l’eccessiva dipendenza dalle catene di fornitura extra-europee ci impediscono di guardare al futuro con la stessa fiducia». Filosa sottolinea che Stellantis ha acquistato dai fornitori italiani 7 miliardi, più dei 6 previsti e sottolinea che l’Italia «ha un problema di competitività rispetto al costo dell’energia e del lavoro». Il ministro Urso, che annuncia un documento comune con il governo tedesco e la ripresa dei tavoli sull’auto da gennaio, sottolinea che «non ci accontenteremo di palliativi dall’Europa, di misure tampone. Vogliamo decisioni radicali e rapide».