ROMA – Un contributo annuale di 55 euro per le bollette elettriche delle famiglie vulnerabili. Una misura a beneficio delle piccole e medie imprese. E una – spinto da Confindustria – per abbassare oggi il prezzo dell’energia spalmando in futuro il peso delle componenti fiscali. Il tanto atteso e più volte rimandato decreto Energia del governo Meloni si arricchisce di nuove ipotesi di intervento che provano ad accontentare un po’ tutti, anche se sempre a costo zero. Compaiono in una bozza non ancora definitiva, e potrebbero quindi ancora essere soggette a modifiche o stralci: la norma scritta dal ministero dell’Ambiente non dovrebbe approdare in Consiglio dei ministri neppure questa settimana, anche se il governo vorrebbe approvarla nelle due riunioni che resteranno prima della fine dell’anno.
Il nuovo bonus per le famiglie in condizioni di disagio risponde a un input politico arrivato direttamente da Giorgia Meloni. Cifra molto limitata, 55 euro per l’intero 2026, ma che dovrebbe arri…
ROMA – Un contributo annuale di 55 euro per le bollette elettriche delle famiglie vulnerabili. Una misura a beneficio delle piccole e medie imprese. E una – spinto da Confindustria – per abbassare oggi il prezzo dell’energia spalmando in futuro il peso delle componenti fiscali. Il tanto atteso e più volte rimandato decreto Energia del governo Meloni si arricchisce di nuove ipotesi di intervento che provano ad accontentare un po’ tutti, anche se sempre a costo zero. Compaiono in una bozza non ancora definitiva, e potrebbero quindi ancora essere soggette a modifiche o stralci: la norma scritta dal ministero dell’Ambiente non dovrebbe approdare in Consiglio dei ministri neppure questa settimana, anche se il governo vorrebbe approvarla nelle due riunioni che resteranno prima della fine dell’anno.
Il nuovo bonus per le famiglie in condizioni di disagio risponde a un input politico arrivato direttamente da Giorgia Meloni. Cifra molto limitata, 55 euro per l’intero 2026, ma che dovrebbe arrivare a una platea di 4,5 milioni di nuclei con Isee fino a 15.000 euro, o fino a 20.000 e quattro figli a carico. Si sommerebbe comunque al bonus sociale già in vigore, con un costo stimato di 250 milioni. Tre volte tanto verrebbe stanziato invece per tagliare (di 11,5 euro al Megawattora) le bollette delle piccole e medie imprese, per lo più negozi e altre attività commerciali connesse in bassa tensione, per i quali un più generoso “sconto” è scaduto a fine settembre. Entrambe le misure sarebbero finanziate con un miliardo già disponibile sul bilancio della Cassa per i servizi energetici, l’ente pubblico che gestisce l’erogazione degli incentivi energetici.
In tema di imprese però la novità più attesa e corposa compare al secondo punto della bozza, anche se ancora indicata come “proposta”. È l’idea di spalmare avanti negli anni la componente fiscale delle bollette legata ai passati incentivi per gli impianti rinnovabili, oggi molto pesante, ottenendo così qui ed ora una riduzione della tariffa per tutti (sia aziende che consumatori). Questa cartolarizzazione coinvolgerebbe Cassa depositi e prestiti, avverrebbe per tre o cinque anni e varrebbe fino a 5 miliardi l’anno, per un risparmio in bolletta che potrebbe anche superare il 10%. I costi dell’operazione, in sostanza l’interesse da pagare su questa operazione finanziaria, dovrebbero poi essere recuperati nelle future bollette, o in qualche altro modo. Si tratta di una misura più volte proposta in passato e di recente rilanciata dagli industriali, ma su cui il ministero non ha ancora sciolto le ultime riserve.
Nel decreto ci dovrebbero poi essere altri interventi per il mondo industriale di cui si è già parlato nelle scorse settimane, come la cessione a prezzi scontati dell’energia prodotta da vecchi impianti solari arrivati alla fine del ciclo di incentivi e “ripotenziati”, e l’azzeramento della differenza del prezzo del gas tra il mercato italiano e quello europeo. Questa avrebbe un impatto diretto sulle bollette del metano di 800 milioni e uno indiretto di pari valore su quelle elettriche. Per finanziarla si autorizzerà il Gse e Snam a vendere parte del gas stoccato nel periodo della crisi energetica.