ROMA - Per una tassa che scende, un’altra sale. Ecco il prezzo che la maggioranza si ritroverà a pagare nelle prossime ore per le correzioni alla manovra. D’altronde la regola dei saldi invariati, che Giorgia Meloni e Giancarlo Giorgetti hanno fissato a tutela dell’uscita dalla procedura d’infrazione per i conti in rosso, era chiara fin dall’inizio. Detto in poche parole: a ogni concessione in più deve corrispondere un sacrificio aggiuntivo.
Detto, fatto. Gli emendamenti attesi oggi al Senato tradurranno il ragionamento in numeri. Lo faranno le riformulazioni delle proposte dei senatori elaborate dalla Ragioneria. È lì dentro che saranno contenute le modifiche più importanti.
Ecco, quindi, il “saliscendi” delle imposte. Da una parte i guadagni, dall’altro le perdite. Sul primo fronte, gli alleati potranno rivendicare l’allentamento della stretta fiscale sulle cedole che le società incassano dalle partecipazioni di minoranza. La soglia che fa da spartiacque tra la tassazione agevolata …
ROMA - Per una tassa che scende, un’altra sale. Ecco il prezzo che la maggioranza si ritroverà a pagare nelle prossime ore per le correzioni alla manovra. D’altronde la regola dei saldi invariati, che Giorgia Meloni e Giancarlo Giorgetti hanno fissato a tutela dell’uscita dalla procedura d’infrazione per i conti in rosso, era chiara fin dall’inizio. Detto in poche parole: a ogni concessione in più deve corrispondere un sacrificio aggiuntivo.
Detto, fatto. Gli emendamenti attesi oggi al Senato tradurranno il ragionamento in numeri. Lo faranno le riformulazioni delle proposte dei senatori elaborate dalla Ragioneria. È lì dentro che saranno contenute le modifiche più importanti.
Ecco, quindi, il “saliscendi” delle imposte. Da una parte i guadagni, dall’altro le perdite. Sul primo fronte, gli alleati potranno rivendicare l’allentamento della stretta fiscale sulle cedole che le società incassano dalle partecipazioni di minoranza. La soglia che fa da spartiacque tra la tassazione agevolata e quella piena scenderà dal 10% al 5%, restringendo così la platea dei soggetti che non beneficeranno dell’esenzione. Per usufruirne, la partecipazione dovrà avere un determinato valore: ieri sera si ragionava su 1,5 milioni, all’interno di una forchetta tra 500mila euro e 2 milioni.
Altro successo, in questo caso di Forza Italia e Lega: la cedolare secca sugli affitti brevi resterà al 21%, niente scatto al 26%. Nell’elenco dei risultati - in questo caso degli azzurri - anche la cancellazione dell’aumento dell’Irap del 2% per le holding non finanziarie. Ne beneficerà, tra le altre, anche Fininvest. ll saldo della lista: meno tasse.
Ma la bilancia dei saldi invariati ha due piatti. Sull’altro ci sono imposte. Maggiorate rispetto a quelle attuali. Come la Tobin tax: l’imposta sulle transazioni finanziarie passerà dallo 0,2% allo 0,4%. Un raddoppio in un anno, nel 2026, o spalmato su due, fino al 2027: a prevalere, nelle scorse ore, era l’ipotesi dell’aumento in una sola annualità. Incasso stimato: circa 400 milioni. Soldi per le modifiche, nuovi balzelli per le società.
La traccia del carico fiscale aggiuntivo riguarda anche le locazioni di breve durata a fini turistici: la tassazione sul reddito di impresa scatterà dalla terza abitazione invece che dalla quinta. Ancora nuovi balzelli. Come quelli sui piccoli pacchi in arrivo da fuori Europa. Porteranno in dote tra 150 e 200 milioni, ma chi fa acquisti sulle piattaforme di e-commerce, come Shein o Temu, pagherà di più.
Lo stesso vale per chi sottoscriverà, a partire dal primo gennaio 2026, una polizza accessoria Rc auto che copre l’infortunio e l’assistenza del conducente. L’aliquota salirà dal 2,5% al 12,5%: più soldi nelle casse dello Stato, meno nelle tasche degli automobilisti.
E così che si arriva al deposito degli emendamenti in commissione Bilancio, dove però i lavori entreranno nel vivo solo la settimana prossima. L’effetto domino dei ritardi farà slittare l’approdo nell’emiciclo di Palazzo Madama, previsto inizialmente il 15 dicembre.
Si muove, invece, il decreto Milleproroghe. Arriverà oggi sul tavolo del Consiglio dei ministri. Dentro c’è la proroga di un anno del bonus giovani, l’incentivo per le assunzioni stabili di under 35 che non sono mai stati occupati con contratto a tempo indeterminato. Tra le misure estese al 31 dicembre 2026 anche lo scudo penale per i medici. Slitta di un anno l’aggiornamento degli importi delle multe stradali.