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Oro di Bankitalia, Giorgetti: “Con Lagarde abbiamo chiarito tutto”

Giancarlo Giorgetti e Christine Lagarde 

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L’incontro all’Eurogruppo. Dopo le bocciature, la presidente della Bce accetta la versione del Tesoro ma annuncia ulteriori verifiche
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BRUXELLES – Sulle riserve d’oro della Banca d’Italia il governo fa un passo indietro e soprattutto lo fa fare a Fratelli d’Italia. Dopo le tensioni dei giorni scorsi, il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, ha incontrato la presidente della Bce, Christine Lagarde, a margine della riunione dell’Eurogruppo (i ministri finanziari dei Paesi che condividono l’euro).

La Banca centrale europea, infatti, ha bocciato formalmente in due occasioni l’emendamento alla legge di bilancio presentato dal partito di Giorgia Meloni. Il governo era intervenuto riformulandone il testo per assicurare che comunque la gestione delle riserve auree non avrebbe in nessuno modo violato alcuna delle norme europee a questo riguardo. Il faccia a faccia tra Lagarde e Giorgetti era mirat…

BRUXELLES – Sulle riserve d’oro della Banca d’Italia il governo fa un passo indietro e soprattutto lo fa fare a Fratelli d’Italia. Dopo le tensioni dei giorni scorsi, il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, ha incontrato la presidente della Bce, Christine Lagarde, a margine della riunione dell’Eurogruppo (i ministri finanziari dei Paesi che condividono l’euro).

La Banca centrale europea, infatti, ha bocciato formalmente in due occasioni l’emendamento alla legge di bilancio presentato dal partito di Giorgia Meloni. Il governo era intervenuto riformulandone il testo per assicurare che comunque la gestione delle riserve auree non avrebbe in nessuno modo violato alcuna delle norme europee a questo riguardo. Il faccia a faccia tra Lagarde e Giorgetti era mirato a fornire tutti i chiarimenti necessari evitando di continuare il confronto nella forma scritta più ufficiale.

E secondo il Tesoro, la «lettera inviata da Giorgetti mette fine alla vicenda e quindi tutto è chiarito». Sostanzialmente l’istituto di Francoforte ha accettato le spiegazioni del titolare di Via XX settembre ma sottolineando che verranno effettuate verifiche. Al momento dunque l’emendamento, nella formulazione rivisitata, verrà mantenuto e votato durante l’esame parlamentare della legge di bilancio anche per evitare una smentita troppo netta nei confronti di Fratelli d’Italia. Anche se la sua superfluità, a questo punto, lo rende inutile e inefficace rispetto agli intendimenti iniziali dei proponenti. Una situazione che normalmente porta alla decadenza della proposta di modifica.

Del resto sicuramente non ha effetto sui saldi della manovra. «Le riserve auree – ha puntualizzato Valdis Dombrovskis, commissario Ue agli Affari economici – sono una questione che riguarda la politica monetaria e quindi la Banca centrale europea e la Banca d’Italia. Queste riserve sostengono la nostra moneta comune. Ma anche se ne discutiamo come scenario teorico, va detto che, di per sé, questo tipo di mossa non riduce il debito di un Paese, poiché i vecchi obblighi di debito rimangono in vigore e devono ancora essere onorati e gestiti». Quindi, se anche l’oro venisse sottratto al controllo di Via Nazionale, «non porterebbe automaticamente a una riduzione del debito e per ora le autorità italiane non hanno contattato la Commissione sulla vicenda».

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