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Poste sale al 27,3% di Tim e chiede l’esenzione dall’Opa

Matteo Del Fante, amministratore delegato di Poste Italiane (ansa)

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Acquisito un altro 2,51% da Vivendi. L’ad Del Fante si impegna a cedere l’eccedenza in un anno
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MILANO – Poste Italiane sale al 27,32% del capitale di Telecom Italia rilevando l’ultima quota in mano a Vivendi. Superando la soglia d’Opa, ma avvalendosi dell’esenzione (ex articolo 106 d.Lgs. 58/1998 e dell’articolo 49 del regolamento Consob n. 11971/1999), il gruppo guidato da Matteo Del Fante si impegna a cedere le azioni in eccedenza (il 2,33% del capitale) entro 12 mesi. E così Poste da un parte ribadisce il suo impegno come principale azionista di Tim e dall’altra lascia aperta la porta a una possibile conversione della azioni risparmio in ordinarie - di cui si discute da anni - un’operazione che diluirebbe di nuovo la partecipazione verso il 19,61% del capitale sociale.

Primo socio industriale, nuovo piano Tim a febbraio

Poste paga l’ultimo pacchetto i…

MILANO – Poste Italiane sale al 27,32% del capitale di Telecom Italia rilevando l’ultima quota in mano a Vivendi. Superando la soglia d’Opa, ma avvalendosi dell’esenzione (ex articolo 106 d.Lgs. 58/1998 e dell’articolo 49 del regolamento Consob n. 11971/1999), il gruppo guidato da Matteo Del Fante si impegna a cedere le azioni in eccedenza (il 2,33% del capitale) entro 12 mesi. E così Poste da un parte ribadisce il suo impegno come principale azionista di Tim e dall’altra lascia aperta la porta a una possibile conversione della azioni risparmio in ordinarie - di cui si discute da anni - un’operazione che diluirebbe di nuovo la partecipazione verso il 19,61% del capitale sociale.

Primo socio industriale, nuovo piano Tim a febbraio

Poste paga l’ultimo pacchetto in mano a Vivendi 187 milioni (o 0,486 euro per azione) che è il 63% in più rispetto al prezzo pagato per il primo pacchetto ceduto da Vivendi a fine marzo (0,297 euro per azione). Ieri dopo il cda, Poste ha ribadito che l’investimento «di natura strategica realizzato in Tim» conferma «l’obiettivo di svolgere il ruolo di azionista industriale di lungo periodo, attraverso la realizzazione di sinergie e la creazione di valore per tutti».

Sempre ieri si è svolto anche l’ultimo cda ordinario del 2025 di Tim, e il gruppo guidato da Pietro Labriola ha definito l’agenda 2026. Il prossimo 24 febbraio insieme ai risultati preliminari 2025, Labriola aggiornerà il piano industriale, e quindi per allora saranno definite e quantificate le sinergie da realizzare con Poste. Per quella data dovrebbe arrivare anche la sentenza della Cassazione sul risarcimento del canone di concessione, da cui Tim stima di incassare circa un miliardo, risorse che potrebbero essere utilizzate per la cedola o la conversione delle rnc.

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