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Energia, Orsini insiste: «Sul Dl bollette fare presto». Pichetto temporeggia: «Valutazioni in corso»

Il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto Fratin (S), ed il presidente di Confindustria, Emanuele Orsini (D), durante la Festa di Atreju a Roma, 13 dicembre 2025. ANSA/RICCARDO ANTIMIANI (ansa)

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Secondo il presidente di Confindustria «la cartolarizzazione è indispensabile, per spostare almeno 5 miliardi di oneri di sistema a 5-6 anni». Sul palco anche l’ad di Enel Cattaneo e l’ad di Snam Scornajenchi
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ROMA – «Oggi come oggi in Italia non è più necessario incentivare fotovoltaico ed eolico». In apertura del panel che Atreju, la kermesse di Fratelli d’Italia, ha dedicato stamattina alle sfide dell’enegia il ministro dell’Ambiente Gilberto Pichetto Fratin conquista il favore del palco e della platea spiegando che il fotovoltaico «è in grado di produrre a 55-60 euro, metà del prezzo di mercato, e l'eolico a 10-15 euro in più. In tutto questo si è raggiunto il 50% della produzione nazionale, ovvero di quei 260-270 tw/h rispetto al consumo che è 310».

Più incerta invece la risposta sul decreto per calmierare i costi delle bollette, che era atteso anche nell’ultimo Consiglio dei ministri ma non è ancora arrivato: al moderatore Roberto Sommella (direttore di MF-Mila…

ROMA – «Oggi come oggi in Italia non è più necessario incentivare fotovoltaico ed eolico». In apertura del panel che Atreju, la kermesse di Fratelli d’Italia, ha dedicato stamattina alle sfide dell’enegia il ministro dell’Ambiente Gilberto Pichetto Fratin conquista il favore del palco e della platea spiegando che il fotovoltaico «è in grado di produrre a 55-60 euro, metà del prezzo di mercato, e l'eolico a 10-15 euro in più. In tutto questo si è raggiunto il 50% della produzione nazionale, ovvero di quei 260-270 tw/h rispetto al consumo che è 310».

Più incerta invece la risposta sul decreto per calmierare i costi delle bollette, che era atteso anche nell’ultimo Consiglio dei ministri ma non è ancora arrivato: al moderatore Roberto Sommella (direttore di MF-Milano Finanza) che lo incalza («lo state ancora limando? State cercando i soldi?») Pichetto si limita a rispondere con un sorriso. E poi, a margine dell’incontro, ammette che sul decreto energia «una serie di articoli sono stati definiti, chiusi e quindi bollinati. Su una parte di valutazioni, invece è ancora in corso anche il confronto di ordine tecnico sulle modalità e la valutazione rispetto alla normativa europea».

Mentre il presidente di Confindustria Emanuele Orsini osserva che non solo «il decreto più che una mia preoccupazione è la preoccupazione delle imprese italiane. Quando noi non siamo competitivi sull'energia rischiamo di perdere pezzi di industria importante», ma aggiunge che è solo un pezzo del «pacchetto di misure per poter calmierare il costo dell'energia», che serve al Paese, oltre a «un mercato unico dell’energia». «Per poter abbassare il costo dell'energia – argomenta a margine del dibattito - la cartolarizzazione è indispensabile perché ad oggi abbiamo 10 miliardi di oneri di sistema. Spostare almeno 5 miliardi a 5-6 anni vuol dire provare a mettere a terra ulteriori rinnovabili per avere un mix energetico più forte. Serve avere coraggio».

Anche l’ad di Enel Flavio Cattaneo ha la sua ricetta per abbassare i prezzi delle bollette, indica tre leve: «non ripetere gli errori del passato e incentivare solo ciò che genera valore e Pil; dare energia a costo più basso alle imprese, con misure importanti come quelle messe in campo dal governo; fare investimenti sugli impianti, che possono essere potenziati, come ad esempio nel settore idroelettrico».

Spinge sugli interventi strutturali anche l’ad di Snam Agostino Scornajenchi, basta «parlare di transizione energetica, perché «le fonti rinnovabili sono una grande risorsa di questo Paese, ma hanno anche dei limiti. Negare questi limiti va oltre la ragionevolezza: bisogna cominciare a parlare di integrazione energetica». Quando Sommella propone una sorta di refendum estemporaneo sul nucleare in sala si alzano tutte le mani per il sì: «E’ un plebiscito», commenta il giornalista.

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