Fincantieri, conti in crescita si punta sulle navi militari
Giovanni PonsMilano – Il cda di Fincantieri, presieduto dall’ex ragioniere generale Biagio Mazzotta, approva il nuovo piano industriale 2026-2030 nel giorno in cui fioccano le vendite in Borsa sui titoli del settore difesa. Il mercato sconta le voci di un possibile e vicino accordo di pace in Ucraina, e così anche l’azienda guidata da Pierroberto Folgiero, che vanta una crescita del 140% di valore di Borsa da inizio anno, ne ha subito le conseguenze con un calo del 9,48%. A influire sull’andamento del titolo è stato anche l’annuncio della proroga di un finanziamento concordato con il gruppo Virgin Cruises con nuova scadenza fissata a settembre 2030.
Ma i numeri esposti nel piano e che verranno dettagliati agli analisti in primavera, parlano di una crescita importante per l’azienda impegnata nei settori crociera, difesa, navi da lavoro e subacquea. Con ordini pari a 50 miliardi nei prossimi 5 anni, i ricavi al 2030 sono visti in aumento del 40% fino a 12,5 miliardi e il margine operativo lordo dov…
Milano – Il cda di Fincantieri, presieduto dall’ex ragioniere generale Biagio Mazzotta, approva il nuovo piano industriale 2026-2030 nel giorno in cui fioccano le vendite in Borsa sui titoli del settore difesa. Il mercato sconta le voci di un possibile e vicino accordo di pace in Ucraina, e così anche l’azienda guidata da Pierroberto Folgiero, che vanta una crescita del 140% di valore di Borsa da inizio anno, ne ha subito le conseguenze con un calo del 9,48%. A influire sull’andamento del titolo è stato anche l’annuncio della proroga di un finanziamento concordato con il gruppo Virgin Cruises con nuova scadenza fissata a settembre 2030.
Ma i numeri esposti nel piano e che verranno dettagliati agli analisti in primavera, parlano di una crescita importante per l’azienda impegnata nei settori crociera, difesa, navi da lavoro e subacquea. Con ordini pari a 50 miliardi nei prossimi 5 anni, i ricavi al 2030 sono visti in aumento del 40% fino a 12,5 miliardi e il margine operativo lordo dovrebbe quasi raddoppiare a fine periodo, raggiungendo 1,250 miliardi. L’utile netto passerà a 250 milioni nel 2028 e a 500 milioni nel 2030 mentre l’indebitamento dovrebbe progressivamente rientrare grazie alla produzione di cassa.
Il nuovo piano di Folgiero prevede di cavalcare l’ondata di forti spese nella difesa varata dai governi in questo periodo di forti conflittualità a livello mondiale. Nella sua nota Fincantieri parla di un settore in crescita del 18,6% fino a 2.930 miliardi di dollari al 2030. In Europa i fondi Safe pari a 150 da spendere entro il 2030, 14,9 per l’Italia, e con ricadute per il 65% nelle pmi europee rappresenteranno un forte traino anche per Fincantieri. «Con questo piano entriamo in una nuova fase di crescita - ha scritto Folgiero nella sua presentazione -, rafforziamo la capacità produttiva, aumentiamo la competitività e manteniamo il focus sul nostro core business e sull’efficienza operativa».
Per raddoppiare la capacità produttiva del settore difesa, l’ad intende riorganizzare i 18 cantieri posseduti nel mondo, di cui 8 in Italia. Il polo produttivo di Castellammare di Stabia, per esempio, sarà interamente dedicato al militare spostando la fabbricazione di alcuni tronconi delle navi da crociera in Romania. Per fare spazio a queste produzioni le navi da lavoro verranno costruite sempre più a est, in particolare nei cantieri che l’azienda di Monfalcone possiede in Vietnam.
Le navi da crociera, che rappresentano il core business stabile del gruppo, continueranno a essere fabbricate a Sestri Ponente, Monfalcone e Ancona, con tronconi in Romania. Ma il settore più redditizio (17-18%) e sul quale si punta di più in termini di crescita, sia organica che per linee esterne, è quello della subacquea, in previsione di forti investimenti sia in ambito militare sia per la protezione delle infrastrutture che attraversano i fondali marini.