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Roomba, rottura irreparabile. I cinesi rilevano la fallita iRobot

(afp)
Fondata nel 1990 da ricercatori del Mit, pionieri nelle applicazioni della robotica. Il successo commerciale degli aspirapolveri autonomi era già in in declino dopo il Covid, ma il colpo finale è arrivato dalle tariffe doganali sui componenti
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NEW YORK – La Cina lancia la sfida agli Usa sulla robotica, anche grazie all’effetto boomerang sulle compagnie americane dei dazi imposti dal presidente Trump. La morale della storia nella bancarotta di iRobot rischia di essere tutta qui, perché i costi aggiuntivi generati dalle tariffe hanno contribuito al suo ricorso alla procedura del Chapter 11, che ha consegnato ai cinesi di Picea l’azienda nata dalle menti del Massachusetts Institute of Technology.

iRobot era stata fondata nel 1990 da tre studiosi della prestigiosa università di Cambridge. All’inizio aveva puntato soprattutto sui settori della difesa e dello spazio, al punto che i suoi prodotti, come ha ricordato il New York Times, erano stati usati per ispezionare le rovine delle Torri Gemelle dopo l’attacco dell’11 settembre 2001, controllare le perdite di petrolio nel Golfo del Messico, e accompagnare le truppe americane durante le missioni più pericolose. Il vero successo commerciale però era arrivato con i prodotti per l…

NEW YORK – La Cina lancia la sfida agli Usa sulla robotica, anche grazie all’effetto boomerang sulle compagnie americane dei dazi imposti dal presidente Trump. La morale della storia nella bancarotta di iRobot rischia di essere tutta qui, perché i costi aggiuntivi generati dalle tariffe hanno contribuito al suo ricorso alla procedura del Chapter 11, che ha consegnato ai cinesi di Picea l’azienda nata dalle menti del Massachusetts Institute of Technology.

iRobot era stata fondata nel 1990 da tre studiosi della prestigiosa università di Cambridge. All’inizio aveva puntato soprattutto sui settori della difesa e dello spazio, al punto che i suoi prodotti, come ha ricordato il New York Times, erano stati usati per ispezionare le rovine delle Torri Gemelle dopo l’attacco dell’11 settembre 2001, controllare le perdite di petrolio nel Golfo del Messico, e accompagnare le truppe americane durante le missioni più pericolose. Il vero successo commerciale però era arrivato con i prodotti per la pulizia e la casa, in particolare l’aspirapolvere Roomba lanciato nel 2002. Il sogno di ogni essere umano: un robot che ti libera dai lavori domestici, facendoli per altro con la cura, la dedizione e l’infaticabilità che solo le macchine intelligenti possono avere.

Il successo commerciale e la bancarotta

L’epidemia di Covid aveva alimentato ancora di più la domanda, facendo salire la valutazione di mercato della compagnia fino a 3,56 miliardi di dollari nel 2021. Da allora in poi però era cominciato il declino, in parte anche per la concorrenza cinese, che aveva puntato molto sulla robotica, con gli abituali vantaggi competitivi. Amazon aveva offerto 1,4 miliardi per comprarla, cancellando anche i 190 milioni di debito, ma l’operazione era saltata per problemi legati alla posizione dominante che avrebbe avuto sul mercato e le preoccupazioni relative alla privacy.

Nel 2025 iRobot ha generato ricavi per 682 milioni di dollari, ma non sono stati sufficienti a sopravvivere perché la competizione cinese l’aveva costretta ad abbassare i prezzi e aumentare gli investimenti. A tutto questo si sono aggiunti i dazi di Trump, che hanno colpito con il 46% i prodotti importati dal Vietnam, costando altri 23 milioni all’azienda nel 2025.

La situazione è diventata insostenibile e iRobot ha fatto ricordo al Chapter 11, ossia la procedura di bancarotta con la protezione ai creditori. Per ironia della sorte, però, a prenderla sarà Picea Robotics, fornitore e concorrente della società, che aveva comprato il suo debito dal Carlyle Group. Così la società cinese rileverà il 100% dell’azienda americana, cancellando il debito e ripagando i creditori. Questo dovrebbe salvare il posto ai 274 dipendenti della compagnia, che però ora lavoreranno agli ordini della Repubblica popolare.

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