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Stangata sulle pensioni: l’età sale, penalizzato chi esce prima. Borghi: “Presentate modifiche”

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Limiti al riscatto della laurea per l’accesso all’anticipata, silenzio-assenso per la previdenza complementare
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MILANO – Due strette che allontanano l’uscita dal lavoro e una spinta verso la previdenza complementare, quella dei fondi ai quali da tempo il ministro Giorgetti chiede investimenti nell’economia italiana. Le pensioni entrano nelle modifiche alla manovra depositate dal governo, con limiti al riscatto della laurea per l’accesso all’anticipata, nuove finestre mobili e un meccanismo che agevola la tacita adesione dei lavoratori ai fondi pensione.

Riscatto della laurea

La penalizzazione sul riscatto di laurea e diplomi affini scatta per chi, dal 2031, maturerà i requisiti contributivi per l’anzianità (oggi 42 anni e 10 mesi per gli uomini, un anno in meno per le donne, destinati a salire dal 2027), facendo salvi coloro che hanno già avviato percorsi di uscita con fondi di solidarietà, isopensione, contratti di espansione. Meloni ha chiarito che l’emendamento verrà corretto e la misura non avrà effetto retroattivo. Per tutti gli altri, il riscatto continuerà a incidere sul valore dell’as…

MILANO – Due strette che allontanano l’uscita dal lavoro e una spinta verso la previdenza complementare, quella dei fondi ai quali da tempo il ministro Giorgetti chiede investimenti nell’economia italiana. Le pensioni entrano nelle modifiche alla manovra depositate dal governo, con limiti al riscatto della laurea per l’accesso all’anticipata, nuove finestre mobili e un meccanismo che agevola la tacita adesione dei lavoratori ai fondi pensione.

Riscatto della laurea

La penalizzazione sul riscatto di laurea e diplomi affini scatta per chi, dal 2031, maturerà i requisiti contributivi per l’anzianità (oggi 42 anni e 10 mesi per gli uomini, un anno in meno per le donne, destinati a salire dal 2027), facendo salvi coloro che hanno già avviato percorsi di uscita con fondi di solidarietà, isopensione, contratti di espansione. Meloni ha chiarito che l’emendamento verrà corretto e la misura non avrà effetto retroattivo. Per tutti gli altri, il riscatto continuerà a incidere sul valore dell’assegno ma apporterà sempre meno “mesi” al conteggio dell’anzianità contributiva: una penalizzazione che parte da sei mesi nel 2031 e sale di sei mesi ogni anno, fino ad arrivare ai trenta nel 2035. Un intervento (che dalla relazione tecnica comporta economie per 2 miliardi nel quinquennio) «a gamba tesa» e «senza alcun confronto con le parti sociali», dice Arturo Scotto (Pd).

Borghi: “Nessun aumento”

"Ho fatto depositare l'emendamento che cancella la parte relativa alle pensioni, relativamente alle finestre e al riscatto della laurea, e sostituisce con una copertura che noi abbiamo individuato nell'Irap sulle banche specificando che è una clausola di salvaguardia". Il senatore della Lega Claudio Borghi ha annunciato la presentazione del testo di modifica al maxi-emendamento presentato ieri che riscrive un pezzo di manovra. Il parlamentare punta a eliminare le contestate misure sulle pensioni, sulle quali già in mattinata aveva annunciato un intervento.

"Non c'è nessunissima intenzione di alzare l'età pensionabile e meno che mai di scippare il riscatto della laurea – aveva detto Borghi. "Le voci scritte in Legge di bilancio sono semplici clausole di salvaguardia che qualche tecnico troppo zelante ha inserito per compensare un possibile futuro aumento dei pensionamenti anticipati, che la norma incentiva sfruttando la possibilità data dal sistema 64 anni più 25 di contributi inclusa la previdenza complementare. Quello che succederà in futuro verrà monitorato di anno in anno ma posso dire con assoluta certezza che non ci sarà mai alcun aumento delle finestre di uscita o alcuno scippo dei riscatti della laurea a seguito di questa norma", aveva concluso.

Le “finestre mobili”

A questo si unisce la partita delle finestre che distanziano la maturazione dei requisiti per l’anticipata dalla effettiva ricezione dall’assegno: dai tre mesi ora previsti si sale a quattro nel 2032-33, a cinque nel 2034 e sei dal 2035 con economie cifrate in 3,3 miliardi complessivi. Attacca la Cgil. Insieme all’adeguamento alla speranza di vita, l’accesso alla pensione anticipata sale così a 43 anni e 9 mesi di contribuzione, nel 2035: «Altro che flessibilità», «peggio della Fornero», «una follia».

Novità per il Tfr

Tra le modifiche, dal prossimo luglio i neoassunti del settore privato (lavoro domestico escluso) saranno automaticamente iscritti alla previdenza complementare prevista dai loro contratti (o a quella residuale individuata per decreto), con la facoltà di rinunciarvi nell’arco di sessanta giorni. La stima della relazione tecnica è di un incremento di adesioni “tacite” alla previdenza complementare in media di 100mila annue. Nel 2024, dice la relazione Covip, su 800mila adesioni, circa 55mila sono state raccolte con il silenzio-assenso. Un ultimo intervento amplia la platea di imprese che devono versare al fondo Inps per l’erogazione del Tfr ai dipendenti: entrano le aziende che superano i 50 dipendenti anche dopo l’anno di avvio dell’attività, 2,5 milioni i lavoratori coinvolti.

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