Con un maxi-emendamento il governo riscrive parte della manovra licenziata due mesi fa dal Consiglio dei ministri e incardinata nell’iter parlamentare. Trenta pagine in cui compaiono nuove misure e nuove coperture, tali da far allungare ancora i lavori della commissione Bilancio. Sfuma l’ipotesi di alzare il tetto ai pagamenti in contanti, da 5mila a 10mila euro. Fratelli d’Italia ha ritirato l’emendamento, a firma Matteo Gelmetti, che introduceva un’imposta speciale di bollo di 500 euro per le transazioni cash per importi superiori all’attuale soglia di 5mila euro e fino a 10mila euro.
Così indirettamente veniva ammessa una tolleranza ai pagamenti con le banconote doppia rispetto al limite in vigore oggi. La proposta di Fdi aveva attirato l’attenzione di una parte d…
Con un maxi-emendamento il governo riscrive parte della manovra licenziata due mesi fa dal Consiglio dei ministri e incardinata nell’iter parlamentare. Trenta pagine in cui compaiono nuove misure e nuove coperture, tali da far allungare ancora i lavori della commissione Bilancio. Sfuma l’ipotesi di alzare il tetto ai pagamenti in contanti, da 5mila a 10mila euro. Fratelli d’Italia ha ritirato l’emendamento, a firma Matteo Gelmetti, che introduceva un’imposta speciale di bollo di 500 euro per le transazioni cash per importi superiori all’attuale soglia di 5mila euro e fino a 10mila euro.
Così indirettamente veniva ammessa una tolleranza ai pagamenti con le banconote doppia rispetto al limite in vigore oggi. La proposta di Fdi aveva attirato l’attenzione di una parte della maggioranza. Il responsabile dei Dipartimenti della Lega Armando Siri, in una intervista a Repubblica, si era detto disponibile a sostenere la modifica, ma di non essere d’accordo con «il pagamento di una franchigia». Ad alzare il tetto al pagamento in contatti, portando la soglia da mille euro al livello attuale di 5mila euro, era stato il governo Meloni con la sua prima manovra nel 2022.
Cantieri aperti, più fondi al Mit di Salvini
Risorse in arrivo per il Piano casa, ma anche per il fondo dedicato alla prosecuzione delle opere pubbliche. Soldi anche a interventi per la mobilità. Il pacchetto delle misure che risponde al ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti potrà contare l’anno prossimo su 1,1 miliardi. Ma nuove risorse arriveranno anche nel 2027. Ecco, nel dettaglio, i finanziamenti: 150 milioni nel 2026 e altrettanti l’anno successivo allo stato di previsione del ministero per il programma “Politiche abitative, urbane e territoriali”.
Altri 800 milioni nel 2026 e 400 milioni nel 2027 al Mit per il programma “Edilizia statale ed interventi speciali e per pubbliche calamità”. La spesa per interventi normativi «in materia di mobilità» - si legge nel maxi-emendamento - ammonterà «a 200 milioni di euro per l’anno 2026 e a 150 milioni di euro per l’anno 2027».
Detassati all’1% i premi e la ripartizione di utili
Si allarga la portata della detassazione per i i premi di risultato. Nella bozza di legge di bilancio 2026 era stata ridotta l’imposta sostitutiva sui premi di produttività portandola dal 5% all’1% per il 2026 e il 2027. Inoltre viene elevata anche la soglia dei premi che possono beneficiare dell’aliquota agevolata, che passa da 3000 a 5000 euro per gli anni 2026 e 2027. L’emendamento presentato ieri specifica che sia l’incremento del limite massimo di reddito da 3.000 a 5.000 euro che la riduzione dell’aliquota dal 5% all’1% si possono applicare «sia sui premi corrisposti sia sulle quote di partecipazione agli utili da parte dei dipendenti, in continuità, rafforzandola, con la disciplina prevista originariamente per il solo anno 2025 di cui all’articolo 5 della legge n. 76 del 2025». Anche se non sono previsti effetti finanziari, «trattandosi di un mero chiarimento della portata della disposizione».
Agevolazioni per 3 anni alle imprese, limiti alle spese green
L’iperammortamento riduce il perimetro e allunga i tempi. Diventa infatti triennale, prorogando fino al 30 settembre 2028 le agevolazioni per i beni strumentali nuovi – materiali e immateriali – legati a Transizione 4.0 e 5.0 e destinati a strutture produttive in Italia. Salta, però, la super-maggiorazione “green” (quella che arrivava a una deducibilità del 220%). Gli investimenti verdi, insomma, non godono più di una corsia preferenziale.
L’altra novità è che potranno usufruire dell’iperammortamento solo gli investimenti in beni “Made in Ue”, un filtro che trasforma un incentivo fiscale in una scelta di politica industriale, orientando gli acquisti verso una catena del valore considerata più “sicura. Nel testo, inoltre, vengono esclusi i moduli fotovoltaici. Le aliquote disegnano una scala che premia soprattutto le Pmi: la deducibilità sale al 180% fino a 2,5 milioni di euro, al 100% tra 2,5 e 10 milioni, al 50% tra 10 e 20 milioni. Oltre i 20 milioni, nulla.
Dalle polizze altri 1,3 miliardi. Balzello sulle fatture
Dalle compagnie assicurative arriverà un contributo aggiuntivo di 1,3 miliardi sull’anno prossimo che si aggiunge agli aumenti delle aliquote Irap e Ires che li accomuna alle banche. La novità è l’introduzione di un meccanismo di versamento, entro il 16 novembre di ogni anno, di un acconto pari all’85% del contributo sul premio delle assicurazioni dei veicoli e dei natanti dovuto per l’anno precedente. In questo caso non si tratta di un aumento della tassazioni quanto di un anticipo: «L’acconto versato in un determinato anno può essere scomputato, a partire dal successivo mese di febbraio, dai versamenti da eseguire nell’annualità successiva», si legge nell’emendamento. «La previsione genera un maggior gettito positivo derivante dalla quota del predetto contributo per il solo 2026», si spiega. Dal 2027, il nuovo meccanismo «andrebbe a regime senza generare un maggior gettito».
L’altra fonte di gettito arriverà dalla fatturazione elettronica con una ritenuta dell’1%, al netto dell’Iva, sui pagamenti di fatture elettroniche tra imprese che scatterà dal 2029 e il cui incasso atteso è di 1,47 miliardi da quell’anno in poi.