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Autostrade, fermo il piano dei fondi sugli investimenti

(ansa)

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Il consiglio non esamina l’aggiornamento del Pef. I paletti del ministero sui nodi di Genova e Bologna
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Milano - Nuova riunione del cda di Aspi (Autostrade per l’Italia), ieri, ma ancora nulla di fatto sul fronte del nuovo Pef (Piano economico e finanziario) scaduto da oltre due anni. Il presidente di Aspi, Antonino Turicchi, e l’ad Arrigo Giana, compatti, hanno ritenuto di non dover sottoporre ai consiglieri la proposta dei fondi azionisti (Blackstone e Macquarie) di cui si è discusso nelle settimane scorse. Evidentemente non c’è uniformità di vedute e si è preferito prendere altro tempo. Il nodo, a quanto si è potuto apprendere, riguarda l’allungamento della concessione dal 2038 al 2046, da chiudere alla Ue, ma di cui al momento non vi è alcuna certezza di un accoglimento. E che comporta tempi lunghi. L’allungamento, insieme all’introduzione di un valore di subentro, sono condizioni essenziali per contenere la crescita dei pedaggi che dovrebbero remunerare 29 miliardi investimenti. Garantendo ai fondi un alto ritorno sull’investimento. Fonti vicine ad Aspi riferiscono comunque che «il…

Milano - Nuova riunione del cda di Aspi (Autostrade per l’Italia), ieri, ma ancora nulla di fatto sul fronte del nuovo Pef (Piano economico e finanziario) scaduto da oltre due anni. Il presidente di Aspi, Antonino Turicchi, e l’ad Arrigo Giana, compatti, hanno ritenuto di non dover sottoporre ai consiglieri la proposta dei fondi azionisti (Blackstone e Macquarie) di cui si è discusso nelle settimane scorse. Evidentemente non c’è uniformità di vedute e si è preferito prendere altro tempo. Il nodo, a quanto si è potuto apprendere, riguarda l’allungamento della concessione dal 2038 al 2046, da chiudere alla Ue, ma di cui al momento non vi è alcuna certezza di un accoglimento. E che comporta tempi lunghi. L’allungamento, insieme all’introduzione di un valore di subentro, sono condizioni essenziali per contenere la crescita dei pedaggi che dovrebbero remunerare 29 miliardi investimenti. Garantendo ai fondi un alto ritorno sull’investimento. Fonti vicine ad Aspi riferiscono comunque che «il cda di Aspi ha preso atto del lavoro svolto dalla società dedicato all’aggiornamento del piano di investimenti, sulla base del quale chiederà per le prossime settimane un confronto con le strutture tecniche del Mit per un’approfondita analisi».

Che l’approvazione del Pef sia urgente lo prova anche lo stesso Mit che proprio ieri ha emesso una nota al riguardo. «Il Mit prosegue nell’ampio processo di revisione e razionalizzazione dei piani di investimento di Aspi, scrive il dicastero guidato da Matteo Salvini. «Tra i dossier più significativi all’attenzione del ministero - informa il Mit - vi è quello del nodo di Genova, del nodo di Bologna e della A13 Bologna-Ferrara». E conclude: «La finalità principale è l’avvio del bando di gara quanto prima del tunnel subportuale a Genova e la definizione delle priorità di progettazione delle grandi opere».

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