Campari vende Averna e Zedda Piras. Disaronno scommette sugli amari
di Emma BonottiMILANO – Cocktail meno amaro per Campari. Il gruppo guidato da Simon Hunt, e casa madre di oltre 50 marchi di spirit, ha raggiunto un accordo per cedere per 100 milioni di euro l’amaro Averna e il mirto di Sardegna Zedda Piras a Illva Saronno Holding, proprietaria dell’iconico Disaronno e di alcuni vini siciliani come Florio e Duca di Salaparuta.
La strategia di Hunt
La vendita è un ulteriore tassello nella strategia di razionalizzazione del portafoglio voluta dal nuovo management della quotata e improntata alla semplificazione e alla riduzione del debito, con un minor numero di business ma a maggiore impatto. Strategia che ha già fruttato oltre 210 milioni, compreso l’accordo di ieri. Esempi precedenti sono le cessioni di uno stabilimento di produzione e co-packing australian…
MILANO – Cocktail meno amaro per Campari. Il gruppo guidato da Simon Hunt, e casa madre di oltre 50 marchi di spirit, ha raggiunto un accordo per cedere per 100 milioni di euro l’amaro Averna e il mirto di Sardegna Zedda Piras a Illva Saronno Holding, proprietaria dell’iconico Disaronno e di alcuni vini siciliani come Florio e Duca di Salaparuta.
La strategia di Hunt
La vendita è un ulteriore tassello nella strategia di razionalizzazione del portafoglio voluta dal nuovo management della quotata e improntata alla semplificazione e alla riduzione del debito, con un minor numero di business ma a maggiore impatto. Strategia che ha già fruttato oltre 210 milioni, compreso l’accordo di ieri. Esempi precedenti sono le cessioni di uno stabilimento di produzione e co-packing australiano lo scorso marzo e di Cinzano a giugno, a cui si aggiunge l’annuncio della vendita di Tannico, la piattaforma italiana di e-commerce di vini e spirit, controllata 50/50 con Moët Hennessy. Adesso a passare di mano sono l’amaro siciliano e il mirto, inclusi la loro proprietà intellettuale, il magazzino, alcuni dipendenti, gli stabilimenti produttivi di Caltanissetta (per Averna) e Alghero (per Zedda Piras).
Braulio, l’unico amaro rimasto a Campari
Campari (assistita da Mediobanca, PedersoliGattai e Biscozzi Nobili&Partners) e Illva (PwC e BonelliErede) hanno stipulato anche due contratti per gestire i mesi della transizione e in particolare le attività produttive di blending e imbottigliamento di Averna nello stabilimento italiano di Campari e la distribuzione temporanea dei due distillati attraverso la rete commerciale del venditore. Resta così il Braulio come unico marchio di amaro su cui punta il gruppo.
“Prevediamo investimenti massicci su Averna e Zedda Piras”
Dall’altra parte del tavolo, Illva Saronno, acronimo di Industria Lombarda Liquori Vini & Affini, vede l’occasione per arricchire la propria divisione dei distillati, che pesa circa il 70% dei 400 milioni di fatturato. «Nel nostro piano abbiamo previsto investimenti massicci su Averna e Zedda Piras», spiega l’ad, Marco Ferrari. «Campari ha stimato un fatturato 2025 di circa 26 milioni per i due business e noi ci aspettiamo di portarlo presto oltre i 30». L’amaro siciliano piace all’estero, soprattutto in mercati come Stati Uniti e Germania dove la holding, dal forte spirito internazionale, investe e ha una fitta rete commerciale. Il mirto, invece, prodotto della tradizione sarda, è venduto prevalentemente in Italia e Ferrari crede che possa dare un’ulteriore spinta agli affari domestici.