✕

Mediobanca, futuro in standby Mps aspetta il via libera Bce

(reuters)

Ascolta l'audio

Si riunisce il cda di Siena ma non verrà convocata l’assemblea. Da Delfin piena fiducia a Milleri sull’inchiesta milanese
2 minuti di lettura

Il cda del Monte dei Paschi di Siena che si terrà oggi non potrà ancora convocare l’assemblea per il cambio di statuto. La Bce ha infatti studiato le proposte di modifica pervenute dalla banca per poter prevedere che il rinnovo dei vertici possa avvenire attraverso una lista del cda uscente, ma non ha ancora dato un via libera. Anzi, a quel che risulta, sembra abbia chiesto alla banca guidata da Luigi Lovaglio ulteriori approfondimenti. È dunque in corso un’interlocuzione che dovrebbe portare dopo le feste alla convocazione di un altro cda che a sua volta possa fissare il giorno dell’assemblea per il cambio di statuto. Solo dopo l’assemblea, infatti, e un altro voto del cda che approvi con una maggioranza di due terzi la presentazione della lista, si potrà cominciare a ragionare sui nomi del prossimo organo di governo.

Il cda del Monte dei Paschi di Siena che si terrà oggi non potrà ancora convocare l’assemblea per il cambio di statuto. La Bce ha infatti studiato le proposte di modifica pervenute dalla banca per poter prevedere che il rinnovo dei vertici possa avvenire attraverso una lista del cda uscente, ma non ha ancora dato un via libera. Anzi, a quel che risulta, sembra abbia chiesto alla banca guidata da Luigi Lovaglio ulteriori approfondimenti. È dunque in corso un’interlocuzione che dovrebbe portare dopo le feste alla convocazione di un altro cda che a sua volta possa fissare il giorno dell’assemblea per il cambio di statuto. Solo dopo l’assemblea, infatti, e un altro voto del cda che approvi con una maggioranza di due terzi la presentazione della lista, si potrà cominciare a ragionare sui nomi del prossimo organo di governo.

Il secondo tema cruciale che dovrà essere affrontato dal cda Mps, ma che oggi non è all’ordine del giorno, riguarda il futuro di Mediobanca. Il piano di Lovaglio esposto al mercato durante tutto l’iter dell’Opas e che ha portato Mps a raccogliere l’86% del capitale di piazzetta Cuccia, prevede un’integrazione spinta tra le due banche per sprigionare le sinergie. Il credito al consumo di Compass, infatti, si sposa bene con l’attività di banca retail, la rete di negozi di Mediobanca premier può essere potenziata con la banca online Widiba, mentre l’investment banking e il private banking di alto livello possono rimanere uniti in una legal entity separata che mantenga il marchio Mediobanca.

Ma questo piano, al momento, non è condiviso in pieno da alcuni azionisti forti, come Caltagirone, né dall’ad di Mediobanca Alessandro Melzi d’Eril, i quali preferirebbero mantenere Mediobanca così com’è, quotata in Borsa e indipendente da Mps. Il nodo dovrà essere risolto da un prossimo cda, presumibilmente entro gennaio visto che poi entro fine marzo Lovaglio dovrà presentare il nuovo piano industriale alla Bce. Indicando con precisione cosa ne sarà di Mediobanca e il tipo di governance che dovrà essere adottata.

Sia il cda di Mps che quello di Caltagirone spa nei giorni scorsi hanno rinnovato fiducia a Lovaglio e a Francesco Gaetano Caltagirone che figurano indagati dalla procura di Milano per un’inchiesta sull’operazione Mps-Mediobanca. Il terzo indagato è Francesco Milleri, presidente di Delfin, la finanziaria che controlla il 32% di EssilorLuxottica di cui lo stesso Milleri è presidente e amministratore delegato. Ieri, sul tema dell’inchiesta della procura, si è espresso anche il cda di Delfin: «Il consiglio di amministrazione di Delfin non ritiene utile, allo stato, formulare alcun commento. Nel ribadire piena fiducia nell’operato della magistratura, Delfin è certa che sarà riconosciuta la correttezza del proprio operato e di quello dei suoi esponenti, nelle sedi competenti». Il board di Delfin, composto da 5 consiglieri, è eletto a vita e ha piena autonomia su tutte le decisioni.

Leggi i commenti