Mps-Mediobanca, Giorgetti si difende: “Nessuna ingerenza su Siena, da Akros le migliori condizioni”
di Andrea GrecoMILANO – Il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti, nell'informativa urgente alla Camera sul dossier Mps-Mediobanca, rigetta ogni sospetto di favoritismi nella privatizzazione della banca senese, e informa che il Tesoro non presenterà una lista tra sei mesi, per il rinnovo del cda del Monte dei Paschi.
"Come azionista abbiamo preso atto delle scelte della società e del loro razionale – ha detto l’economista della Lega -. Tutte le doverose interlocuzioni che ho avuto con gli esponenti del sistema istituzionale e creditizio, sono state sempre orientate a rappresentare l'opportunità di realizzare assetti idonei a garantire un futuro stabile all'istituto, senza alcun tipo di ingerenza o pressione nei confronti degli attori o dei titolari dei diritti di voto".
"Sul 15% ceduto a fine 2024 nessun investitore escluso”
Buona parte dell’intervento del ministro ha riguardato l’asta per vendere il 15% di Mps nel novembre 2024, con cui sono entrati nel capitale senese Delfin, Caltagirone, Anim…
MILANO – Il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti, nell'informativa urgente alla Camera sul dossier Mps-Mediobanca, rigetta ogni sospetto di favoritismi nella privatizzazione della banca senese, e informa che il Tesoro non presenterà una lista tra sei mesi, per il rinnovo del cda del Monte dei Paschi.
"Come azionista abbiamo preso atto delle scelte della società e del loro razionale – ha detto l’economista della Lega -. Tutte le doverose interlocuzioni che ho avuto con gli esponenti del sistema istituzionale e creditizio, sono state sempre orientate a rappresentare l'opportunità di realizzare assetti idonei a garantire un futuro stabile all'istituto, senza alcun tipo di ingerenza o pressione nei confronti degli attori o dei titolari dei diritti di voto".
"Sul 15% ceduto a fine 2024 nessun investitore escluso”
Buona parte dell’intervento del ministro ha riguardato l’asta per vendere il 15% di Mps nel novembre 2024, con cui sono entrati nel capitale senese Delfin, Caltagirone, Anima Sgr e Banco Bpm. Un prodromo alla successiva scalata di Mps a Mediobanca, che ha suscitato polemiche e di recente è finito nel mirino della procura di Milano, che indaga i principali azionisti senesi di “azione di concerto” occulto, e ha inviato un avviso di garanzia l’ad Luigi Lovaglio, e gli azionisti Francesco Gaetano Caltagirone e Francesco Milleri, ad di Delfin.
Giorgetti, che ha ripercorso tutti i numeri e i tempi delle tre cessioni del Tesoro di titoli Mps, ha fatto notare che all’ultima asta gestita da Banca Akros perché “aveva offerto il prezzo minimo più alto”, “nessun investitore è stato escluso” dalla procedura di vendita del 15% in capo al Mef. In passato, però, l’ad di Unicredit Andrea Orcel aveva dichiarato ai magistrati che la sua banca era stata esclusa dalla procedura.
Quanto all’operazione di acquisizione di Mediobanca, lanciata un anno fa da Mps e che ha portato la banca senese a controllare Piazzetta Cuccia ma anche, de relato, l’assicuratore Generali, il ministro ha aggiunto: “La decisione di Mps é stata presa dai manager della banca senese in maniera autonoma e noi, come azionisti, abbiamo preso atto. Il ministero non ha esercitato alcuna ingerenza o pressione, nelle diverse interlocuzioni con diversi esponenti del sistema creditizio”.
La strategia futura del Mef: “Quota strategica, ma niente nomi in cda”
Parlando del futuro, Giorgetti ha dato due indicazioni strategiche. La prima è che "per la quota residua del Mef, pari al 4,6% e con un controvalore ben superiore al miliardo, ogni determinazione dovrà essere adottata non già in una logica di mera cassa, ma in un'ottica strategica, vista la rilevanza del risparmio e la tutela della sicurezza economica nazionale". La seconda è che, “resta inteso che il Mef, in coerenza con gli impegni assunti a livello europeo, non presenterà comunque alcuna lista in occasione del rinnovo del cda". Il vertice di Mps va nominato la prossima primavera, e al momento la banca sembra orientata a presentare una “lista del cda” uscente.