ROMA – Se arriverà una telefonata con un numero a tre cifre, niente paura, non sarà la polizia. Ma la nostra banca che ci avvisa di un problema, oppure la nostra assicurazione, l’operatore energetico o telefonico. Ancora non è possibile, ma lo sarà a breve. Si presume a inizi 2026, grazie a una novità lanciata ieri dall’Autorità garante delle comunicazioni (Agcom). Una rivoluzione del piano di numerazione italiano, per aumentare la trasparenza delle chiamate e quindi le tutele agli utenti. Ossia: consentire che i numeri brevi, come tutti quelli dedicati all’assistenza clienti e quelli senza oneri per il chiamante, siano utilizzabili come identificativo chiamante. E come tali, apparire sul cellulare dell’utente destinatario, sia per chiamate sia per messaggi. «Oggi invece le aziende possono usare questi numeri brevi solo per ricevere telefonate; ma non come identificativo chiamante», spiega Laura Aria, commissaria Agcom. «Questa situazione ha creato grande incertezza. L’utente non può …
ROMA – Se arriverà una telefonata con un numero a tre cifre, niente paura, non sarà la polizia. Ma la nostra banca che ci avvisa di un problema, oppure la nostra assicurazione, l’operatore energetico o telefonico. Ancora non è possibile, ma lo sarà a breve. Si presume a inizi 2026, grazie a una novità lanciata ieri dall’Autorità garante delle comunicazioni (Agcom). Una rivoluzione del piano di numerazione italiano, per aumentare la trasparenza delle chiamate e quindi le tutele agli utenti. Ossia: consentire che i numeri brevi, come tutti quelli dedicati all’assistenza clienti e quelli senza oneri per il chiamante, siano utilizzabili come identificativo chiamante. E come tali, apparire sul cellulare dell’utente destinatario, sia per chiamate sia per messaggi. «Oggi invece le aziende possono usare questi numeri brevi solo per ricevere telefonate; ma non come identificativo chiamante», spiega Laura Aria, commissaria Agcom. «Questa situazione ha creato grande incertezza. L’utente non può sapere se a chiamare sia davvero il proprio operatore o la banca, ad esempio, invece di un truffatore o di un call center illecito».
Con la novità invece «potremo sapere a colpo d’occhio l’identità reale dell’azienda chiamante», aggiunge Aria. Il numero breve non può essere replicato dall’estero, a maggiore garanzia contro truffe e impersonificazioni.
L’Agcom, per compiere questa rivoluzione, ha avviato il 17 dicembre una consultazione pubblica di 45 giorni, per consentire a tutte le parti interessate di presentare le proprie osservazioni. «A febbraio dovrebbe scattare questa novità. Le aziende potranno chiamare con i numeri brevi già assegnati loro, ad esempio di call center, e richiederne altri», dice Aria. La svolta completerà la grande campagna avviata da Agcom e dagli operatori telefonici contro il telemarketing illecito (molesto e a volte anche truffaldino come i criminali che si spacciano per la nostra banca per rubarci soldi dal conto).
Dal 19 novembre c’è un blocco automatico delle chiamate estere che usano finti numeri mobili italiani; era già scattato ad agosto uno analogo per i numeri fissi. In teoria quindi i call center non possono più chiamarci dall’estero apparendo sul nostro cellulare con numeri virtuali italiani. Un trucco che usavano per carpire la buona fede e per sfuggire a blocchi antispam o controlli.
Le chiamate mobili dall’estero con numero italiano in arrivo sulla nostra rete sono passate così da una media di 34,5 milioni al giorno prima del 19 novembre a una media di 7,1 milioni nell’ultima settimana di novembre, riporta l’Autorità. Di queste, ad arrivare all’utente sono solo le chiamate lecite (ossia quelle di clienti in roaming); il resto sono tentativi di telemarketing bloccati dal filtro.
Si scopre così anche la grande portata del fenomeno: ogni settimana gli italiani ricevevano milioni di telefonate di telemarketing illecito dall’estero. Il traffico illegale si è spostato su chiamate con prefissi esteri, che non possono essere bloccati dagli operatori italiani. Per gli utenti è però più facile sospettare di una telefonata con numero straniero e quindi non rispondere. È aumentato anche il numero di chiamate telemarketing illecite dall’Italia, ma questi soggetti dovrebbero essere perseguibili con più facilità rispetto a quelli stranieri. Se sarà davvero così, lo scopriremo con le future indagini delle autorità competenti.