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Manovra, saltano Tfr, stretta su pensioni e condono. Schlein: “Stanotte si è rotta la maggioranza”

Manovra, saltano Tfr, stretta su pensioni e condono. Schlein: “Stanotte si è rotta la maggioranza”
Riprende l’esame in commissione Bilancio. Ok all’emendamento sull’oro di Bankitalia. Depositati gli emendamenti del governo che riscrivono ancora una volta la bozza della legge. Tensioni nella maggioranza
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ROMA – Nuovo round sulla manovra 2026 al Senato. Dopo il caos nella notte, che ha portato alla minaccia dei leghisti di uscire dalla maggioranza, quindi allo stralcio del pacchetto sulle pensioni, il governo deposita nuovi emendamenti per riscrivere la bozza della legge di bilancio. Saltano le norme sul silenzio-assenso, che avrebbe destinato il Tfr dei nuovi assunti ai fondi pensione, e il nuovo balzello chiesto alle assicurazioni. Passa invece l’emendamento sulle armi, approvato dalla commissione Bilancio di Palazzo Madama. Intanto, monta la tensione nella maggioranza.

Odg sulla dotazione dei parlamentari

Un ordine del giorno alla manovra, anche quest'anno, con l'elenco delle opere e delle misure da finanziare tramite l'uso del fondo a disposizione dei parlamentari: la maggioranza ha scelto di nuovo - secondo quanto si apprende - questo strumento per gli interventi più piccoli e territoriali. A differenza dello scorso anno, quando per rendere operative le norme si era deciso di ricorrere a decreti della presidenza del Consiglio, questa volta l'uso delle risorse sarà affidato ai ministeri.

Borghi (Lega): abbiamo detto a Giorgetti che non votavamo aumento età pensionabile

"Se uno assume un ruolo tecnico, qualche volta perde di vista le questioni politiche". Così a Rainews 24 il senatore della Lega Claudio Borghi, interpellato su eventuali 'dissidi' sulle pensioni con il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti, esponente del suo stesso partito. "Il ministro ha detto alla Camera ieri, e non era una comunicazione nascosta, che tanto quelle coperture erano delle coperture 'di stile', perché tanto andavano a impattare nel 2034 o 2035. C'è un piccolo problema però - aggiunge Borghi - che politicamente io non posso tollerare che ci sia nessun tipo di messaggio che indichi anche soltanto una possibilità futura e lontana di aumento dell'età pensionabile. I cittadini italiani hanno già dato, vanno in pensione a un'eta assolutamente improponibile, in Francia vanno a 62 anni, noi andiamo a 67. Mi sembra che sia sufficiente. Quindi anche soltanto un messaggio puramente di stile non è tollerabile per noi. Io l'ho fatto presente stanotte e alla fine la cosa è stata stralciata".

Aumento età pensione forze ordine slitta al 2028

Viene posposto al 2028 l'aumento di un mese per maturare i requisiti per il pensionamento per i componenti delle forze dell'ordine e di polizia. Ci sarà poi un incremento di un ulteriore mese dal 2029 e di un altro ancora dal 2030. Lo prevede la riformulazione di una serie di emendamenti alla manovra approvata dalla commissione Bilancio del Senato.

Ripreso in commissione il voto sugli emendamenti

È appena ripreso in commissione Bilancio al Senato il voto sugli emendamenti alla manovra, dopo una sospensione in attesa di nuove riformulazioni da parte del governo. Restano da votare, secondo quanto si apprende, i segnalati, il nuovo emendamento del governo - che sostituisce quello ritirato stanotte - su Pnrr e iperammortamento e il tema dell'editoria.

Cgil: nel 2035 in pensione con 43 anni e 8 mesi

"Il governo prova a intestarsi come 'cambiamento' quella che è, nei fatti, solo una retromarcia tattica su singole misure e non modifica, in alcun modo, l'impianto complessivo di una manovra che continua a peggiorare le condizioni di accesso alla pensione". Lo afferma la Cgil nazionale. "Lo stralcio dell'utilizzo del periodo di riscatto della laurea ai fini dell'accesso al pensionamento anticipato, indotto dalla nostra denuncia - sottolinea la Confederazione - non cambia la realtà né il quadro delle scelte profondamente sbagliate di questo governo. Non c'è alcuna riforma, ma solo il tentativo di nascondere una stretta che resta tutta sulle spalle di chi lavora e che in questo paese paga tasse e contributi". Nella nota si spiega che "i numeri parlano chiaro: già dal 2028 i requisiti per l'accesso alla pensione aumenteranno ulteriormente, con la pensione anticipata fissata a 43 anni e 1 mese di contributi e la pensione di vecchiaia a 67 anni e 3 mesi. L'adeguamento proseguirà negli anni successivi fino a raggiungere, nel 2035, 43 anni e 8 mesi di contributi per la pensione anticipata e 67 anni e 10 mesi di età per la pensione di vecchiaia, secondo le stime della Ragioneria generale dello Stato che tengono conto dell'aumento dell'aspettativa di vita. Altro che stop alla stretta pensionistica o i famosi e sbandierati 41 anni di contributi per tutti". "Continuiamo a denunciare l'ipocrisia di chi si intesta risultati o vittorie inesistenti e, dopo aver promesso per anni il superamento della legge Monti-Fornero, ha invece peggiorato un sistema previdenziale che scarica i suoi costi sulle nuove generazioni", aggiunge la Cgil.

Boccia: caos governo, rischia esercizio provvisorio

"Lo sfondo non fa altro che confermare le nostre critiche aggravate da quanto successo questa settimana. Meloni tace, ma vorremmo ricordarle quello che diceva qualche tempo fa: 'In pensione a sessanta anni di età e 41 di contributi. La politica deve metterci la faccia e prendersi la responsabilità’. Questo è quello che diceva la premier". Lo ha detto il capogruppo dei senatori Pd Francesco Boccia in conferenza stampa: "Noi abbiamo fatto tutto quello che era nelle nostre possibilità per far capire che c'erano errori da correggere. Speravamo, prima di leggere la manovra, che il governo avesse accolto i nostri suggerimenti, invece ci siamo ritrovati all'improvviso una riforma delle pensioni e Giorgetti ha presentato questa riforma in Senato, ma dopo tre giorni questa riforma è stata completamente rasa al suolo, aumentando comunque l'età pensionabile. Facendo un grande pasticcio che ha avuto un risvolto politico: di fatto un attacco diretto del ministro dell'Economia al segretario del suo partito". Boccia ha poi fatto il punto sul timone dei lavori: "Non si potrà finire prima del 30 con il rischio di arrivare al 31 e addirittura rischiando l'esercizio provvisorio. All'improvviso nella legge di Bilancio è entrato anche un emendamento sul referendum: chiediamo al ministro Ciriani cosa c'entri. Sullo sfondo restano tutti i problemi dell'Italia e degli italiani", conclude Boccia.

(ansa)

Schlein: su pensioni colpo di mano di Meloni, è il suo più grande tradimento

"In un momento di caos per il momento vorremmo chiarezza da Meloni e Giorgetti. Trovo pazzesco questo colpo di mano tentato sulle pensioni perché non si scherza con i risparmi di chi ha lavorato una vita intera. Sulle pensioni si consuma il più alto tradimento delle promesse elettorali della Meloni". Lo ha detto Elly Schlein al Senato.

Schlein: finita Atreju il Paese reale resta ancora lì ma la premier tace

"È finita Atreju ma il paese reale è lì con i suoi problemi. Meloni pochi giorni fa alla camera faceva la spavalda, ma stanotte si è rotta la sua maggioranza". Lo ha detto Elly Schlein al Senato. "Giorgetti sfiduciato ha ritirato la sua proposta ma l'aumento dell'età pensionabile è già in manovra, aumenterà per il 96 per cento dei lavoratori incluse le forze dell'ordine", aggiunge Schlein.

Schlein: aumento età pensionabile resta, riguarda 96% dei lavoratori

"L'aumento dell'età pensionabile non cade con il ritiro dell'emendamento" di "Giorgetti sfiduciato" perché con lo scalino previsto nel testo della legge di bilancio "aumenta per il 96% dei lavoratori comprese le forze dell'ordine, questo non cade con il maxi-ritirato". Lo ha detto la leader del Pd Elly Schlein durante una conferenza stampa al Senato a margine dei lavori della manovra. "Chiediamo alla maggioranza - ha aggiunto Schlein - di votare il nostro emendamento per il blocco. Così come il resto del pacchetto messo a punto con l'opposizione". "Chiediamo inoltre - ha concluso - garanzie al governo sulle parti cancellate che riguardano ad esempio "Transizione 5.0, caro materiale e Zes unica".

Orlando: grazie a Pd e opposizioni cancellato scempio pensioni

"Grazie alla pressione e alla mobilitazione del Pd e delle opposizioni è stato cancellato lo scempio che il governo Meloni si apprestava a fare con la manovra calpestando i diritti acquisiti dei lavoratori in tema pensionistico e contributivo. Sarebbe stato un gravissimo vulnus del patto fiscale tra cittadini e Stato, un precedente pericoloso per la qualità della nostra democrazia già messa a dura prova da altri interventi dell'attuale governo delle destre. Ora non resta che vigilare, per il bene degli italiani, e lavorare affinché questo Governo vada a casa il prima possibile per evitare altri colpi di mano per lavoratori e pensionati". Così l'ex ministro del Lavoro e responsabile Politiche industriali pd, Andrea Orlando.

Patuanelli (M5S): via le norme sul condono, ritirata la riformulazione

"È stata ritirata la riformulazione dell'emendamento che rintroduceva il condono". Lo ha detto il capogruppo al Senato del M5S, Stefano Patuanelli, sottolineando che si tratta di "una vittoria del M5S".

Calenda: Salvini spregiudicato, serve tirata orecchie

"Penso che Salvini sia proprio molto spregiudicato e stia cercando di usare provvedimenti di cui conosce perfettamente l'esistenza. Li fa uscire per poi poterli attaccare. Se fossi in Meloni e Tajani, gli darei una bella tirata d'orecchie". Così Carlo Calenda, commentando da Napoli le frizioni interne alla maggioranza di governo sulle pensioni. A margine della prima iniziativa del Comitato del Sì alla riforma della giustizia, il leader di Azione ribadisce che la Lega "si sta comportando molto male". "Io sono stato al governo per cinque anni - ricorda - ma queste cose si discutono prima. Quello di Salvini non è un modo leale di stare in una coalizione. Io giudico dall'esterno, ma lo trovo veramente una persona spregiudicata e non ci si comporta così in una coalizione".

Tubetti: le rimesse dei Money Transfer saranno incluse nell'Isee

"Oggi festeggiamo un grande successo. Con l'ok a un mio emendamento alla manovra, verrà approvata una misura a cui abbiamo lavorato per più di un anno e che sarà effettiva con il voto finale in aula della legge di bilancio. Oggi segniamo il punto di svolta, la virata da cui partire per riequilibrare i servizi a domanda individuale per i cittadini italiani. Arriva a compimento un percorso con il quale si intende includere le rimesse in denaro non accompagnato, i cosiddetti 'Money Transfer', nella componente patrimoniale da tenere in considerazione ai fini della determinazione dell'Isee per la concessione di agevolazioni fiscali e benefici assistenziali". Lo dichiara la senatrice di Fratelli d'Italia Francesca Tubetti, segretario della commissione Finanze in Senato. "Al momento, infatti, dette componenti non sono valutate ai fini Isee e, pertanto, viene a crearsi una situazione di disuguaglianza tra cittadini che ricorrono a tali pratiche e quelli che conservano i loro risparmi nelle banche Europee. I dati della Banca d'Italia riguardo 'Le rimesse dei lavoratori verso l'estero’ attestano che nel 2023 sono usciti dall'Italia, attraverso i 'Money Transfer', circa 8 miliardi, una cifra considerevole che a mio parere non può essere trascurata. Si tratta di una vittoria del governo Meloni, di Fratelli d'Italia e del nostro modo di risolvere i problemi, fatto di poche chiacchiere e molta concretezza. Cambia in meglio il welfare dell'Italia con pragmatismo e senso di responsabilità", conclude Tubetti.

Patuanelli (M5S): governo punta a reintrodurre il condono, faremo le barricate

Il lavoro in commissione Bilancio al Senato "procede molto lentamente, con nuove riformulazioni che stanno arrivando anche in questi minuti, in particolare con una riformulazione che apre a un condono edilizio in tutto il territorio nazionale che riprende quello del 2003, quindi stanno riprovando ad inserire il condono ma su questo naturalmente non siamo disponibili, faremo le barricate perché venga ritirato". Lo ha detto il capogruppo M5S al Senato Stefano Patuanelli durante la pausa dei lavori. "Non è accettabile introdurre un tema così delicato nella legge di bilancio il 19 dicembre", ha sottolineato Patuanelli.

Ok a emendamenti su banche, affitti e dividendi

Sono stati approvati in commissione Bilancio gli emendamenti su banche, affitti e dividendi, secondo quanto si apprende. Dopo la pausa si vota anche la norma sull'editoria.

Pirondini (M5S): bonus paritarie? Da Meloni e Valditara odio per scuola pubblica

“Quando si tratta di finanziare la scuola pubblica le risorse per questo governo non ci sono mai, per le private invece riescono a trovarle. Noi avevamo chiesto fondi per le famiglie contro il caro-libri e per l'edilizia scolastica. Cosa fa invece la maggioranza? Approva un voucher fino a 1.500 euro per le paritarie, mentre alla scuola pubblica vengono sottratti quasi 900 milioni nei prossimi anni. Non è un caso, è una scelta politica precisa. Negli anni abbiamo visto accorpamenti indiscriminati di istituti, soprattutto nelle aree più fragili del Paese, e il taglio degli organici. Ora arriva anche il taglio delle risorse. In parallelo, però, si costruiscono bonus e contributi per chi sceglie il sistema privato. Qui la libertà educativa non c'entra nulla: Meloni e Valditara odiano la scuola pubblica e questo è un disinvestimento strutturale sull'istruzione pubblica". Così il capogruppo M5S in commissione cultura al Senato Luca Pirondini.

Lega: cancellato il divieto di compensazione dei crediti d'imposta per imprese

"Ok all'emendamento della Lega per la soppressione dalla legge di bilancio del divieto di compensazione dei crediti d'imposta con i debiti contributivi. Così come avevamo promesso, siamo intervenuti su una norma che andava corretta a salvaguardia delle imprese del nostro Paese, in particolare quelle agricole". Così i senatori della Lega Massimiliano Romeo, capogruppo, e Giorgio Maria Bergesio, vicepresidente della commissione Attività produttive al Senato.

Produzione e commercio di armi, ok all'emendamento per la difesa

Arriva l'ok della commissione Bilancio del Senato all'emendamento riformulato dal governo sull'ampliamento di basi e programmi strategici della difesa. "Al fine di tutelare gli interessi essenziali della sicurezza dello Stato e di rafforzare le capacità industriali della difesa riferite alla produzione e al commercio di armi, di materiale bellico e sistemi d'arma, con uno o più decreti del ministro della Difesa di concerto con il ministero delle Infrastrutture e dei trasporti sono individuate, anche con funzioni ricognitive e comunque nell'ambito delle risorse previste a legislazione vigente, le attività, le aree e le relative opere, nonché i progetti infrastrutturali, finalizzati alla realizzazione, ampiamento, conversione, gestione e sviluppo delle capacità industriali della difesa, qualificati come di interesse strategico per la difesa nazionale", si legge nel testo.

Pd, l'emendamento di FdI sui concorsi scolastici è ingiusto

"Con l'approvazione dell'emendamento sul concorso per dirigenti scolastici, la destra, e in particolare Fratelli d'Italia, si sta preparando a cancellare un principio basilare di equità, legalità e meritocrazia. Si tratta di un atto di ingiustizia verso i vincitori e gli idonei del concorso ordinario. Un pasticcio che rischia di compromettere l'equilibrio tra le graduatorie e creare un grave danno a vincitori ed idonei ancora in attesa di assunzione rivedendo il meccanismo di restituzione dei posti previsto per il concorso ordinario 2023". Lo dichiara Irene Manzi, denunciando l'approvazione dell'emendamento Bucalo. "Nel nostro Paese, dove la Costituzione sancisce l'accesso ai pubblici impieghi attraverso concorso, modificare le regole a giochi già fatti, stravolgendo il meccanismo di restituzione dei posti, significa minare la fiducia dei cittadini nelle istituzioni e danneggiare le pari opportunità tra territori, creando squilibri regionali e disparità di trattamento tra candidati. Se la legge prevede un ordine di assunzione preciso, con i vincitori del concorso ordinario che devono vedersi restituire i posti sottratti con l'approvazione del dl 71/2024, non è giustificabile che questo equilibrio venga distrutto da un intervento retroattivo. La proposta della maggioranza, aggiunge, andrebbe a ledere i diritti dei vincitori e degli idonei del concorso ordinario, ma anche a compromettere la trasparenza e l'affidabilità dell'intero sistema di reclutamento".

Fumarola: errore stralciare il silenzio assenso per il Tfr nei fondi

La Cisl apprezza lo stralcio della parte dell'emendamento del governo sul riscatto della laurea ma ritiene un errore aver cancellato la parte sul silenzio assenso. Lo dice la leader dell'organizzazione, Daniela Fumarola. "Stralciare dalla legge di bilancio i provvedimenti sulla penalizzazione sul riscatto della laurea ai fini della pensione appare come una scelta saggia. Resta un errore invece stralciare dal maxi emendamento anche la norma da noi fortemente auspicata sull'adesione automatica alla previdenza complementare per i dipendenti privati".

Turco (M5s): età pensionabile aumenta, Lega ci risparmi teatrino

"La Lega rivendica la vittoria sulle pensioni? Come diceva il grande Totò: ma mi faccia il piacere. Borghi fa il pesce in barile ma con la manovra aumenta l'età pensionabile: un mese in più nel 2027 e 3 mesi in più nel 2028. Altro che 'cancelleremo la Fornero' sbandierato da Salvini in campagna elettorale. Il suo partito esprime il ministro dell'Economia, un sottosegretario al Mef e ha scelto pure il responsabile della Ragioneria generale dello Stato: ci risparmi almeno questo ridicolo teatrino". Lo afferma il senatore e vicepresidente del M5S Mario Turco, componente della commissione d'inchiesta sulle banche.

Lorenzin: Manine? In realtà scontro fratricida in maggioranza e nella Lega”

"Ma quali "manine" sulla modifica alle pensioni? L'emendamento 4.100, di fatto una mini manovra, era chiaro e voluto da tutto il governo. La verità è una sola: stiamo assistendo a un duplice scontro dentro la maggioranza e dentro la stessa Lega. Ora si cercherà di rattoppare lo strappo, sperando che la toppa non sia peggio del buco". Così la vicepresidente dei senatori Pd, Beatrice Lorenzin, commenta ai giornalisti le parole di Romeo secondo cui anche il ministro Giorgetti era contro l'emendamento sulle pensioni. "La frattura nella maggioranza è profonda e si vedrà sempre di più nei prossimi mesi. Altro che unità sbandierata da Meloni! La premier è una funambola nel mare di contraddizioni e malumori tra le forze di governo e gli effetti si vedono nella vita reale: tagli, pensioni e pasticci di ogni tipo", conclude Lorenzin.

Barachini, aumento di 60 milioni per il Fondo editoria per il 2026: "Senza danneggiare le Tv locali"

Previsto in manovra "un incremento di 60 milioni per il sistema editoriale senza danneggiare le Tv locali per il 2026. Un incremento del fondo complessivo per il sistema tradizionale della carta, ovvero dei giornali, e una conferma dei fondi per le tv locali". Lo ha detto il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, con delega all' editoria, Alberto Barachini, a margine dei lavori della commissione Bilancio.

Alberto Barachini
Alberto Barachini (ansa)

Arriva bonus paritarie, fino a 1.500 euro nel 2026

Arriva il bonus paritarie nel 2026: si tratta di un contributo fino a 1.500 euro per le famiglie con Isee entro i 30mila euro e riguarda gli studenti che frequentano una scuola paritaria secondaria di I grado o il primo biennio di una scuola paritaria di II grado. Vale a dire le medie o il primo biennio delle superiori. La misura sarà determinata secondo scaglioni inversamente proporzionali al reddito Isee e ha un tetto di spesa di 20 milioni di euro per il prossimo anno. Servirà un decreto del ministro dell'Istruzione, di concerto con il ministro dell'Economia, per fissare i criteri nel dettaglio "tenuto conto delle somme riconosciute" per lo stesso obiettivo dalle Regioni.Arriva il bonus paritarie nel 2026: si tratta di un contributo fino a 1.500 euro per le famiglie con Isee entro i 30mila euro e riguarda gli studenti che frequentano una scuola paritaria secondaria di I grado o il primo biennio di una scuola paritaria di II grado. Vale a dire le medie o il primo biennio delle superiori. La misura sarà determinata secondo scaglioni inversamente proporzionali al reddito Isee e ha un tetto di spesa di 20 milioni di euro per il prossimo anno. Servirà un decreto del ministro dell'Istruzione, di concerto con il ministro dell'Economia, per fissare i criteri nel dettaglio "tenuto conto delle somme riconosciute" per lo stesso obiettivo dalle Regioni.

Faraone (Iv): su pensioni governo come ladri di Pisa

"Il nuovo sport del governo Meloni: andare in pensione senza pensione. Per confondere, lo chiamano 'allargamento delle finestre mobili'. In realtà, è un trucco da prestigiatore di terz'ordine". Lo scrive sui social Davide Faraone, vicepresidente di Italia Viva. "Tu vai in pensione, sì. Ma l'assegno no. Esisti come pensionato, ma non mangi come pensionato. La domanda, banale come la realtà, è una sola: come campo? Il punto è questo: allungare l'età pensionabile senza avere il coraggio di spiegare agli italiani che i conti non tornano e che qualcuno dovrà pagare. Meglio il trucco. Il capolavoro porta la firma del ministro leghista Giorgetti. Sì, proprio la Lega che doveva 'abolire la Fornero'. Altro capolavoro, il riscatto della laurea breve. Traduzione: i soldi li prendiamo subito, i diritti li rivediamo dopo. Prima l'incasso, poi lo: 'scherzavamo'. Sarebbe molto più onesto dire la verità: 'non ce la facciamo', piuttosto che fare gli illusionisti con il futuro degli italiani. Invece no. Si preferisce agire come i ladri di Pisa: di giorno promettono, di notte spostano le pensioni", conclude.

Gasparri: misure escluse avvantaggiate perché prima in vigore con decreto

"Alcune misure restano nella legge di stabilità, tra le quali la tassazione agevolata per le quote di partecipazione agli utili dei dipendenti, il contrasto all'inadempimento sull'Iva, la questione dell'iperammortamento fino al 2028, le misure relative al Pnnr, le altre misure che, invece, vengono tolte sono avvantaggiate, non sono penalizzate perché se si farà, come c'è una intesa, un decreto legge con relative coperture che non determineranno né sconquassi previdenziali, né aumenti di Irap, entreranno in vigore 48 ore prima perché queste misure saranno in vigore dal momento del varo del decreto che sarà convertito entro 60 giorni." Lo ha detto il capogruppo al Senato di Forza Italia, Maurizio Gasparri, parlando con i giornalisti fuori dalla commissione Bilancio.

Fratoianni: governo Meloni in frantumi

"È andato in frantumi stanotte il governo sull'allineamento dell'età pensionabile che Giorgetti e Meloni avevano confezionato. Anche grazie all'azione delle opposizioni che hanno denunciato subito il pacco che il governo prevedeva a danno di milioni di lavoratori, estorcendo i soldi delle loro pensioni per darli al sistema d'imprese". Lo scrive su Facebook Nicola Fratoianni di Avs. "Sento dire che ora - prosegue il leader di SI - riproporranno una riforma Fornero bis la prossima settimana con un decreto apposito. Non ci provino. Tengano giù le mani dalle pensioni degli italiani. Se hanno bisogno di soldi vadano a prenderli dove ci sono: dagli extraprofitti miliardari delle banche e delle società energetiche e da Amazon - conclude Fratoianni - cui fanno tanti sconti ogni volta".

Borghi (Lega): ora è chiaro, se la Lega dice no è no

"Forse qualcuno ha scambiato generosità e spirito di sacrificio con mollezza. Errori in passato ce ne sono stati e ci siamo scusati. Da adesso però forse sarà chiaro che se la Lega dice no è no. (E forse sarà anche chiaro che il Parlamento conta qualcosa, non è un timbro)": lo scrive su X il senatore della Lega Claudio Borghi a proposito delle polemiche in manovra sulle pensioni che il partito ha contrastato arrivando a farle stralciare dalla legge di Bilancio.

Bonelli: approvato emendamento, Italia economia guerra

"L'Italia entra nell'economia di guerra: è stato approvato dalla maggioranza di destra l'emendamento che trasforma le fabbriche italiane in fabbriche di produzione di armi. Poche ore fa è stato approvato l'emendamento che aggiunge il comma 9-bis all'articolo 60, consentendo 'la realizzazione di progetti infrastrutturali finalizzati alla realizzazione, all'ampliamento, alla conversione, alla gestione e allo sviluppo delle capacità industriali della difesa, qualificati come di interesse strategico per la difesa nazionale. Siamo di fronte alla trasformazione dell'economia italiana in un'economia di guerra, che paga a Trump il prezzo della scelta irresponsabile di destinare il 5% del Pil alla spesa militare: circa 100 miliardi di euro l'anno, mentre si continuano a tagliare risorse a pensioni, scuola, sanità e trasporto pubblico". Lo afferma, in una nota, Angelo Bonelli, deputato Avs e co-portavoce di Europa Verde. "Come nella Seconda guerra mondiale le fabbriche venivano trasformate per produrre carri armati e munizioni, oggi la Meloni porta l'Italia nell'economia di guerra. La risposta del governo Meloni alla crisi industriale italiana, a partire da quella drammatica del settore dell'auto, non è l'innovazione, la riconversione ecologica e il lavoro di qualità, ma la conversione delle fabbriche in luoghi di produzione di armi: è una vergogna", aggiunge Bonelli.

Nell'emendamento si legge che "al fine di tutelare gli interessi essenziali della sicurezza dello Stato e di rafforzare le capacità industriali della difesa riferite alla produzione e al commercio di armi, di materiale bellico e sistemi d'arma, con uno o più decreti del Ministro della difesa di concerto con il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti sono individuate, anche con funzioni ricognitive e comunque nell'ambito delle risorse previste a legislazione vigente, le attività, le aree e le relative opere, nonchè i progetti infrastrutturali, finalizzati alla realizzazione, ampiamento, conversione, gestione e sviluppo delle capacità industriali della difesa, qualificati come di interesse strategico per la difesa nazionale".

De Cristofaro (Avs): la maggioranza non c'è più

"Quello che è successo questa notte in commissione bilancio certifica che la maggioranza non c'è più. Sono al tutti contro tutti. Ormai non governa più nessuno, e si vede. Volano gli stracci". Lo afferma il capogruppo dell'Alleanza Verdi e Sinistra Peppe De Cristofaro, presidente del gruppo Misto di palazzo Madama. "Il ministro dell'Economia Giorgetti è stato prima smentito e poi commissariato dal suo stesso partito. Non si era mai visto prima. Il governo è dovuto correre ai ripari per superare il diktat della Lega presentando un nuovo maxi senza l'intervento sulle pensioni. Ormai sono alla frutta", aggiunge De Cristofaro. "Hanno preso voti per abolire la Fornero e invece hanno provato ad aumentare l'età pensionabile con un maxi-emendamento, hanno preso voti per abbassare le tasse ma la pressione fiscale è aumentata. Non c'è niente per risolvere il problema delle diseguaglianze e dei bassi salari, ma c'è il regalo alle industrie della difesa e delle armi. Una destra capace solo di fare propaganda ma incapace di governare e risolvere i problemi degli italiani.
Stanno facendo solo danni sulla pelle dei lavoratori e delle lavoratrici italiane", conclude l'esponente Avs.

Conte: “Notte di follia, unica cosa che procede spedita è corsa a riarmo”

"Ci hanno provato fino alla fine. Ma dopo aver già peggiorato ‘la Fornero’ alzando l'età pensionabile e cancellato 'Opzione donna', il governo si è dovuto rimangiare, per ora, alcune delle vergognose norme con cui uccideva, di fatto, il riscatto della laurea ai fini pensionistici e allungava pure i tempi per ricevere l'assegno. Ennesimo circo di una manovra evanescente, impalpabile. Hanno presentato una manovra senza un piano industriale, senza un piano sanitario, senza un progetto sociale. Niente di niente. E ora sono a pezzi, litigano tra loro e anche all'interno dei singoli partiti. Nella notte sono letteralmente entrati in crisi. Meloni, come sempre, finge di cadere dal pero, scarica sempre sugli altri. Candidamente dice di non essersi aggiornata. Neppure su WhatsApp, quasi che le sorti di famiglie e imprese italiane non la riguardassero. Lei era impegnata in Europa ad approvare 90 miliardi per l'Ucraina con il debito comune europeo". Lo scrive su Facebook il leader M5s Giuseppe Conte. "In tutto ciò - prosegue - sono scomparsi dalla legge di bilancio, per finire chissà dove, gli sbandierati nuovi investimenti per le imprese: erano una minima toppa al disastro di 32 mesi di calo della produzione industriale e alla loro scellerata scelta di cancellare gli incentivi di Transizione 4.0. Niente, è saltata anche questa toppa. L'unica cosa che procede spedita è la corsa al riarmo. Stanno inserendo emendamenti su emendamenti per accelerare la produzione militare. Su questo il governo corre, eccome. Su lavoro, imprese, pensioni e crescita solo improvvisazione e propaganda. Che rabbia!".

Aula del Senato deserta, Sensi: “Ecco lo stato di salute della maggioranza in una foto”

Il senatore pd Filippo Sensi denuncia su X la scarsa partecipazione al dibattito sulla manovra nell’aula del Senato postando una foto che ritrae il collega Claudio Borghi (Lega) tra i banchi della maggioranza nell’emiciclo. “La manovra di bilancio e lo stato di salute della maggioranza in una foto”, scrive Sensi.

Renzi: “Giorgetti ha perso la faccia”

"Penso davvero che Meloni e Salvini dovrebbero essere 'spernacchiati' a vita (ho messo questa parola tra virgolette perché è una parola usata da Salvini). Nel frattempo, comunque finisca la telenovela emendamento, Giorgetti ha perso la faccia". Lo scrive Matteo Renzi nella sua e-news a proposito della manovra.

Marattin: al Mef decide Claudio Borghi e non Giorgetti

"Il Partito liberaldemocratico ringrazia Giancarlo Giorgetti per il lavoro svolto e prende tragicamente atto della nomina di Claudio Borghi a ministro dell'Economia. In bocca al lupo comunque al nuovo ministro". Così il deputato Luigi Marattin, segretario del Partito Liberaldemocratico, ironizza sui social, commenta delle dichiarazioni del senatore Borghi.

Boccia: Giorgetti sconfessato dalla Lega, si dimetta o venga in Parlamento

"Il ministro dell'Economia è stato completamente smentito dal suo stesso partito. Chiediamo che il ministro dell'Economia venga immediatamente in Parlamento: se non è più in grado" di fare il ministro dell'Economia "rassegni le dimissioni, se è ancora in grado venga in commissione e ci dica come si va avanti perché la commissione è in gravissimo ritardo e in queste condizioni sarà difficilissimo essere in Aula lunedì mattina": lo dice il capogruppo pd in Senato, Francesco Boccia, intervenendo in Aula a Palazzo Madama.

Ok all'emendamento sull'oro di Bankitalia

Via libera in commissione Bilancio del Senato all'emendamento alla manovra sull'oro di Banca d'Italia. Lo riferisce il senatore della Lega e relatore Claudio Borghi. "E' un momento molto importante, è una mia battaglia di 11 anni. Penso che sia una delle cose più importanti di questa manovra. Riaffermare il principio" che appartiene al popolo italiano " ci riporta nella normalità".

Salta anche il nuovo contributo chiesto alle assicurazioni

Salta il nuovo contributo di 1,3 miliardi chiesto alle assicurazioni. La misura non è contenuta infatti nel nuovo emendamento del governo alla manovra, contrariamente a quanto previsto dalla prima versione della proposta di modifica. La norma introduceva un meccanismo che prevedeva il versamento a titolo di acconto pari all'85% del contributo sul premio delle assicurazioni dei veicoli e dei natanti dovuto per l'anno precedente.

Depositato nuovo testo su iperammortamento e Pnrr

Il governo ha deposito in commissione Bilancio del Senato il nuovo emendamento alla legge di bilancio, con lo stralcio di buona parte delle misure previste dal testo originario, dopo il no della Lega nella notte al voto sul testo se fossero rimaste le misure in materia di pensioni. La nuova formulazione mantiene come previsto l'estensione triennale dell'iperammortamento per le imprese al 2028 e la rimodulazione del Pnrr.

Cambia la ritenuta d'acconto per le imprese: 0,5% dal 2028, poi sale all'1%

Cambia la ritenuta d'acconto per le imprese: il nuovo emendamento del governo depositato in commissione Bilancio al Senato prevede l'anticipazione della misura al 2028 con un'aliquota pari allo 0,5% - al netto dell'Iva - dell'importo da corrispondere . Confermato l'1% dal 2029. La misura vale oltre 700 milioni di euro già dal primo anno, il 2028, e raddoppia in quelli successivi.


Meloni: “Al vertice Ue fino alle 4, non ho avuto contatti con Giorgetti”


"Non ho avuto modo, essendo usciti alle 4 del mattino, di parlare di niente riguardo ai temi italiani, mi perdonerete se su questo non sono in grado di dare delle risposte". Lo ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni rispondendo ai cronisti che gli chiedevano se avesse sentito Giancarlo Giorgetti o altri ministri in merito alla manovra.

Opposizioni: "Il governo non c'è più"

Le opposizioni parlano di maggioranza implosa sulla legge di bilancio dopo che il governo ha annunciato lo stralcio di buona parte della norma sulle imprese aggiunta alla manovra, che comprende anche le misure sui prepensionamenti, a seguito della posizione della Lega che aveva fatto sapere di non essere disposta a votare il testo qualora contenesse le norme legate alla previdenza. Il capogruppo Pd in Commissione Daniele Manca commenta: "Non ci sono più l'emendamento Giorgetti, né la Lega, né il governo". Mentre il presidente dei senatori M5s Stefano Patuanelli chiosa: "Non è successo un fatto nuovo, non è che abbiamo trovato una cosa che non era coperta, un errore materiale. Questa cosa salta per una questione politica interna alla maggioranza e alla Lega".
Secondo Raffaella Paita, capogruppo di Italia viva, "Giorgetti è venuto qui a manovra già chiusa con un'altra manovra da 3,5 miliardi, hanno chiesto sulla base di questo delle coperture e delle azioni. Il diktat della Lega, il suo partito, sulla previdenza, ha fatto sì che tutti gli obblighi che avevano preso con gli imprenditori non ci sono più. Non esiste più la maggioranza di governo. Se Giorgetti avesse un pò di dignità domattina se ne andrebbe".

Freni: con stralcio non un euro un meno a imprese e al Paese

"La cosa sicura è che tutto quello ciò che il governo aveva immaginato per le imprese in questo emendamento 4.1000 sarà nel nuovo emendamento oppure nel decreto legge che il governo varerà entro fine anno". Così il sottosegretario al Mef Federico Freni, a margine dei lavori della commissione Bilancio del Senato sulla manovra. "Non un euro in meno di quello che le imprese e il Paese avrebbe avuto da questo emendamento, al 31 dicembre, sarà dato al Paese", ha assicurato Freni.

Ciriani: Lega posto problema politico, ora soluzione

"Adesso vedremo, correggeremo. C'è stata questa decisione perché la Lega ha posto un problema politico sulle coperture previdenziali, troveremo un'altra soluzione salvaguardando non soltanto l'aspetto previdenziale che sta cuore alla Lega ma anche tutti gli alti sulle imprese". Lo ha detto il ministro per i Rapporti con il parlamento Luca Ciriani al termine di una serie di riunioni a latere della commissione Bilancio del Senato sulla manovra.

Oltre alla stretta sulle pensioni saltano anche le novità sul Tfr

Oltre alla stretta sulle pensioni, stralciata come già annunciato nella notte nella sua interezza, dall'emendamento del governo alla manovra saltano anche le norme sul Tfr per i nuovi assunti. La misura - contenuta nella prima versione della proposta di modifica a firma dell'esecutivo - prevedeva l'adesione automatica alla previdenza complementare per i lavoratori dipendenti del settore privato di prima assunzione.

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