BERLINO – L’economia dell’eurozona si è dimostrata “resiliente”. E secondo la presidente della Bce, Christine Lagarde, la spinta attuale al Pil arriva soprattutto dalla domanda interna, che «sarà il motore della crescita nei prossimi anni». E un ruolo centrale nell’attuale dinamica lo sta acquistando l’intelligenza artificiale, ha aggiunto, sia per le grandi aziende, sia per le piccole e medie. La Bce, che ha lasciato ieri i tassi invariati, ha rivisto leggermente all’insù le stime del Pil, che si attesterà all’1,4% nell’anno che si sta per concludere, all’1,2% nel 2026 e accelererà di nuovo all’1,4% nel 2027 e 2028. Un altro elemento che potrebbe riservare delle sorprese positive, ha puntualizzato Lagarde, è la spesa per la difesa – leggi: il boost che arriverà soprattutto dalla Germania – che potrebbe spingere la crescita nell’eurozona «più del previsto».
BERLINO – L’economia dell’eurozona si è dimostrata “resiliente”. E secondo la presidente della Bce, Christine Lagarde, la spinta attuale al Pil arriva soprattutto dalla domanda interna, che «sarà il motore della crescita nei prossimi anni». E un ruolo centrale nell’attuale dinamica lo sta acquistando l’intelligenza artificiale, ha aggiunto, sia per le grandi aziende, sia per le piccole e medie. La Bce, che ha lasciato ieri i tassi invariati, ha rivisto leggermente all’insù le stime del Pil, che si attesterà all’1,4% nell’anno che si sta per concludere, all’1,2% nel 2026 e accelererà di nuovo all’1,4% nel 2027 e 2028. Un altro elemento che potrebbe riservare delle sorprese positive, ha puntualizzato Lagarde, è la spesa per la difesa – leggi: il boost che arriverà soprattutto dalla Germania – che potrebbe spingere la crescita nell’eurozona «più del previsto».
I ritocchi futuri sui tassi
La decisione di non toccare il costo del denaro, ha rivelato la numero uno dell’euro, è stata presa «all’unanimità». Lagarde ha ribadito che in un contesto di «alta volatilità» dovuta alle turbolenze geopolitiche e alla guerra in Ucraina, la Bce prenderà ogni decisione «in base ai dati» e di volta in volta che arriveranno dati macroeconomici nuovi. Nei giorni scorsi la consigliera del board, Isabel Schnabel, aveva lasciato intendere in un’intervista a Bloomberg che d’ora in poi sarà più probabile un rialzo che un taglio dei tassi di interesse, ma intanto, aveva aggiunto, «mi aspetto che restino per un po’ all’attuale livello».
Lagarde ha sottolineato ieri che la Bce «è in una buona posizione» ma «non siamo statici. Tutte le opzioni restano sul tavolo». Gli economisti di Francoforte hanno rivisto al rialzo l’inflazione sul 2026 a 1,9% e fissato al 2% quella attesa alla fine delle proiezioni, ossia nel 2028. Il calo dell’inflazione nei servizi è più lento del previsto e bisognerà continuare a «prestare attenzione» a quel settore e monitorare quello del rinnovo dei contratti.
La successione alla Bce
Lagarde non si è sottratta neanche alle domande sulla sua successione, prevista nel 2027. Ha smentito di aver candidato l’ex governatore della Banca centrale olandese, Klaas Knox. E quando un giornalista tedesco le ha chiesto se non sarebbe giusto, dopo 25 anni, che anche la Germania esprimesse un presidente della Bce, Lagarde ha aperto: «Ci sono numerosi candidati molto buoni e Isabel (Schnabel, ndr) è fra questi, e sono sicura che ce ne saranno altri in futuro», ha detto. Il nodo della possibilità di un passaggio diretto di un membro del comitato direttivo alla presidenza «è stato affrontato da giuristi di tutta Europa» e la risposta «è stata negativa». Ma «è una materia che dovrebbe essere studiata ulteriormente», ha concluso Lagarde. L’altro papabile per la poltrona più alta della Bce è l’attuale governatore della Bundesbank, Joachim Nagel.