ROMA – Nel maxi-emendamento che cambia un pezzo di manovra a ridosso della discussione in Aula, oltre ai discussi interventi sulle pensioni, alle misure su iperammortamento e infrastrutture e le nuove coperture, c’è un provvedimento anche sul Tfr. Il governo cambia le modalità di adesione e conferimento del Trattamento di fine rapporto, con uno spostamento verso i fondi pensione.
La relazione tecnica stima maggiori adesioni tacite alla previdenza complementare pari in media nel periodo, su base annua, a circa 100mila l'anno con profilo parzialmente crescente (di cui circa 25mila l'anno relative a lavoratori presso imprese tenute al versamento contributivo nella gestione a ripartizione relativa al fondo Tfr in ambito Inps).
Tfr, cosa cambia con il silenzio assen…
ROMA – Nel maxi-emendamento che cambia un pezzo di manovra a ridosso della discussione in Aula, oltre ai discussi interventi sulle pensioni, alle misure su iperammortamento e infrastrutture e le nuove coperture, c’è un provvedimento anche sul Tfr. Il governo cambia le modalità di adesione e conferimento del Trattamento di fine rapporto, con uno spostamento verso i fondi pensione.
La relazione tecnica stima maggiori adesioni tacite alla previdenza complementare pari in media nel periodo, su base annua, a circa 100mila l'anno con profilo parzialmente crescente (di cui circa 25mila l'anno relative a lavoratori presso imprese tenute al versamento contributivo nella gestione a ripartizione relativa al fondo Tfr in ambito Inps).
Tfr, cosa cambia con il silenzio assenso
La modifica inserita nella legge di bilancio 2026 prevede un meccanismo di silenzio-assenso per i neo assunti, a partire dall’1 luglio 2026. E vale per tutti i lavoratori del settore privato, tranne per colf e badanti. Senza una manifestazione esplicita entro 60 giorni, il Tfr verrà iscritto alla previdenza complementare. Al momento la norma prevede il versamento del Tfr al datore di lavoro, a meno che il lavoratore non dia esplicita indicazione diversa al datore di lavoro entro sei mesi dalla prima assunzione.
Come si diceva, dall’1 luglio 2026 invece i dipendenti del settore privato neo-assunti aderiranno "automaticamente alla previdenza complementare" a meno che entro sessanta giorni dalla firma del contratto scelgano "di rinunciare all'adesione automatica" e conferire l'intero importo del Tfr a un'altra forma di previdenza complementare liberamente prescelta o di mantenere il Tfr in azienda.
Viene poi ampliata la platea dei datori di lavoro tenuti al versamento del contributo. Dovranno farlo anche coloro che, negli anni successivi a quello di avvio dell'attività, raggiungano la soglia dimensionale dei 50 dipendenti – attualmente sono esclusi dall'obbligo – , aumentando così il numero di potenziali lavoratori che possono aderirvi.