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Manovra, ok in commissione. Tagli a pensioni di precoci e usuranti. Dietrofront di FdI sul condono

(ansa)
Via libera prima al maxiemendamento del governo e poi alla legge di bilancio: lunedì in Aula. Entrano le misure per le imprese, confermato il contributo da 1,3 miliardi dalle assicurazioni. Silenzio-assenso per il Tfr dei neo assunti. Dal 2032 anche le aziende con 40 dipendenti verseranno il trattamento di fine rapporto all’Inps. FdI prima rispolvera il condono del 2003 con un emendamento, poi lo trasforma in ordine del giorno
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ROMA - C’è il via libera della commissione Bilancio del Senato alla manovra, dopo l’ennesima giornata vissuta tra le tensioni. Quando mancano pochi voti, i lavori vengono infatti sospesi: la scintilla che accende lo scontro tra la maggioranza e le opposizioni è l’emendamento di Fratelli d’Italia, riformulato dal governo, che riabilita il condono edilizio del 2003. La proposta è sgradita alle minoranze, pronte all’ostruzionismo, ma i meloniani vogliono a tutti i costi inserirla nel testo della legge di bilancio.

"Il tentativo di far rientrare questo emendamento dalla finestra all'ultimo minuto utile è gravissimo e se non verrà ritirato comporterà una opposizione durissima. A questo punto diventerebbe davvero possibile l'esercizio provvisorio: parliamo di volumetrie aumentate in spregio al paesaggio e ai cittadini onesti", dice Raffaella Paita, capogruppo di Italia Viva al Senato.

Alla fine, FdI decide di trasformare l’emendamento in un ordine del giorno e la minaccia delle opposizioni …

ROMA - C’è il via libera della commissione Bilancio del Senato alla manovra, dopo l’ennesima giornata vissuta tra le tensioni. Quando mancano pochi voti, i lavori vengono infatti sospesi: la scintilla che accende lo scontro tra la maggioranza e le opposizioni è l’emendamento di Fratelli d’Italia, riformulato dal governo, che riabilita il condono edilizio del 2003. La proposta è sgradita alle minoranze, pronte all’ostruzionismo, ma i meloniani vogliono a tutti i costi inserirla nel testo della legge di bilancio.

"Il tentativo di far rientrare questo emendamento dalla finestra all'ultimo minuto utile è gravissimo e se non verrà ritirato comporterà una opposizione durissima. A questo punto diventerebbe davvero possibile l'esercizio provvisorio: parliamo di volumetrie aumentate in spregio al paesaggio e ai cittadini onesti", dice Raffaella Paita, capogruppo di Italia Viva al Senato.

Alla fine, FdI decide di trasformare l’emendamento in un ordine del giorno e la minaccia delle opposizioni rientra. E così la commissione procede approvando il mandato ai relatori: Guido Quintino Liris di FdI, Dario Damiani di Forza Italia, Claudio Borghi della Lega e Mario Alejandro Borghese del gruppo Cd'I-Udc-Nm-Maie. Il testo approderà in aula, a Palazzo Madama, lunedì.

Le parole di Giorgetti

La giornata si era aperta con l’arrivo a sorpresa al Senato del ministro dell’Economia. Non farà un passo indietro, ma - ha detto Giancarlo Giorgetti - “alle dimissioni ci penso tutte le mattine, sarebbe la cosa più bella da fare per me personalmente”. Però - ha aggiunto - “siccome è la ventinovesima legge di bilancio che faccio so perfettamente come funziona, so perfettamente che sono cose molte naturali". Un riferimento alle tensioni con la Lega, il suo partito, che ha battagliato per cancellare l’emendamento del Mef con le norme sul riscatto della laurea e le finestre mobili per la pensione anticipata.

Il ministro dell’Economia ha parlato per la prima volta dopo la protesta del Carroccio che l’ha investito. Prima ha illustrato ai senatori della commissione Bilancio il nuovo emendamento depositato poche ore prima dal governo. Dentro ci sono misure su imprese, pensioni e Tfr. Ma anche nuovi tagli. “C'è un Parlamento, ci sono le commissioni, ci sono le proposte del governo, ma alla fine - ha spiegato il titolare del Tesoro - a me interessa il prodotto finale, non il prodotto che presento io”. Ha fatto da scudo ai tecnici del ministero: “Naturalmente crediamo di aver fatto delle cose giuste, di lavorare bene nell'interesse di tutti gli italiani. Ma - ha concluso – adesso tocca al Parlamento”.

Il nuovo maxi emendamento

Nel pomeriggio, in effetti, arriva il via libera della commissione Bilancio all'emendamento del governo e poi, quasi a sera, al testo. Nella nuova manovra ci sono le risorse per i crediti d'imposta di Transizione 5.0 e per la Zona economica speciale (Zes) le misure sul Tfr, tra cui l'adesione automatica alla previdenza complementare per i neo assunti. Sono presenti anche un contributo da 1,3 miliardi a carico delle assicurazioni, le risorse per il Piano casa, la mobilità e le opere pubbliche, insieme alla riprogrammazione degli stanziamenti relativi al Ponte sullo Stretto di Messina alla luce dello stop della Corte dei conti.

Con un subemendamento di Lega e Fratelli d'Italia entra un’ultima modifica, con l'estensione ai contratti rinnovati nel 2024 dei benefici della tassazione agevolata al 5% sugli incrementi retributivi corrisposti dal primo gennaio 2026, con la platea dei beneficiari ampliata ai redditi fino a 33mila euro.

Aumentano i tagli all'anticipo pensionistico dei precoci

Ci sono, si diceva, anche nuovi tagli. Aumentano ulteriormente quelli all'anticipo pensionistico per i lavoratori precoci. L'emendamento del governo fa crescere la sforbiciata di 50 milioni nel 2033 e di 100 milioni dal 2034. La legge di bilancio, nel testo originario, già prevedeva una decurtazione, "a seguito dell'attività di monitoraggio", di 20 milioni nel 2027, 60 milioni per il 2028 e 90 milioni dal 2029. La modifica del governo prevede che restino 90 milioni in meno fino al 2032; nel 2033 l'ammontare dei tagli sale a 140 milioni, mentre dal 2034 la decurtazione diventa di 190 milioni annui.

Risparmi anche dagli usuranti

La sforbiciata sui precoci non è isolata. Il punto successivo del maxi-emendamento interviene infatti con un taglio di 40 milioni annui, a partire dal 2033, al Fondo per il pensionamento anticipato dei lavoratori impegnati in mansioni usuranti. Di fatto la dotazione del fondo scende da 233 a 194 milioni annui.

Stop all’anticipo della pensione con cumulo fondi complementari

Salta poi la possibilità di andare in pensione di vecchiaia anticipatamente cumulando gli importi di forme pensionistiche di previdenza complementare. L’emendamento sopprime una norma introdotta dalla legge di bilancio dello scorso anno, ottenendo così risparmi annuali fino a 130,8 milioni nel 2035 sulla spesa pensionistica nei prossimi anni. Sul punto interviene Giorgetti: "Quella - dice - è una cosa introdotta l'anno scorso, dal nostro governo, che pare non interessasse a nessuno. A me dispiace ma evidentemente non è stata ritenuta strategica".

Nel dettaglio, l’emendamento cancella la possibilità, in vigore dal 2025, di computare, su richiesta, anche il valore di una o più rendite di forme pensionistiche di previdenza complementare ai soli fini del raggiungimento degli importi mensili richiesti per accedere alla pensione di vecchiaia con almeno 20 anni di contributi e se si è pienamente nel regime contributivo.

Le misure per le imprese

Vengono quindi confermate le risorse per le imprese, con il rifinanziamento dei crediti d’imposta. Per le coperture è confermato l'intervento sull'acconto dell'85% del contributo sui premi delle assicurazioni dei veicoli e dei natanti. Capitolo infrastrutture: 100 milioni in due anni per il Piano casa. Ci sono anche i fondi per il caro-materiali nei cantieri e per la mobilità. Ma tutto il pacchetto che fa capo al ministero delle Infrastrutture perde risorse rispetto al primo “maxi”, quello depositato in commissione martedì e che conteneva anche le misure sulla previdenza contestate dal Carroccio. Cambia anche la programmazione dei fondi per il Ponte: 780 milioni vengono spostati dal 2025 al 2032 (320 milioni) e al 2033 (460 milioni).

Le norme sul Tfr

Entrano nel testo anche le norme sulla previdenza complementare, anche se con una formulazione differente rispetto alla versione del maxiemendamento di martedì. Prevista l'estensione della platea di aziende che sono tenute al versamento Inps delle somme per il Tfr dei lavoratori, mirando ad includere tra i soggetti tenuti al versamento del contributo con riferimento ai periodi di paga decorrenti dal primo gennaio 2026 anche i datori di lavoro che, negli anni successivi a quello di avvio dell'attività, hanno raggiunto o raggiungano la soglia dimensionale dei 50 dipendenti (attualmente sono esclusi dall'obbligo), di fatto ampliando la platea di potenziali lavoratori che possono aderirvi. In via transitoria per il biennio 2026-2027, l’inclusione è limitata ai datori di lavoro con un numero di dipendenti non inferiore a 60. Dal 2032 è invece prevista l'estensione dell'obbligo del versamento per le aziende con un numero di dipendenti non inferiore a 40. Confermato il silenzio-assenso, a decorrere dal primo luglio 2026, di 60 giorni per l'adesione automatica alla previdenza complementare per i neo assunti. Entra nel provvedimento anche una misura sul tetto della spesa farmaceutica: sale dal 2026 di uno 0,1% annuo e la copertura, 140 milioni di euro annui, arriva dalla riduzione del Fondo per i farmaci innovativi.

Tassazione agevolata estesa ai contratti rinnovati nel 2024

Arriva anche un sub emendamento a prima firma FdI-Lega per estendere ai contratti rinnovati nel 2024 i benefici della tassazione agevolata al 5% sugli incrementi retribuitivi corrisposti dal 1 gennaio 2026. Ad annunciarlo in una nota il Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Marina Calderone, e il sottosegretario di Stato, Claudio Durigon: "Inoltre, la platea dei beneficiari viene estesa dai redditi fino a 28mila euro e portata a 33mila".

Rai ed editoria, cambiano gli interventi

Sarà di 10 milioni per il solo 2026 il taglio del finanziamento alla Rai derivante dal canone di abbonamento per esercizi pubblici e commerciali e professionisti. Lo prevede l'ultima riformulazione di un emendamento alla manovra. La riduzione passa così da un iniziale taglio di 30 milioni in tre anni - previsto da una precedente versione del testo - a un terzo e solo per il prossimo anno. Si è poi sbloccato lo stallo sull’editoria, con una riformulazione di un emendamento che prevede il ritorno dei fondi per 60 milioni di euro nel 2026 “da destinare per le diverse finalità di competenza della Presidenza del consiglio dei Ministri”, e lo stop alla stretta sulle tv locali.

Spoils system nelle Authority

La proposta di modifica della Lega riformulata prevede la possibilità di risoluzione "di diritto" dei contratti subordinati a tempo determinato di personale di livello dirigenziale ed inquadrato con la qualifica almeno di direttore o equivalenti" nel caso di "processi di riorganizzazione della struttura organizzativa" anche di singoli servizi, uffici o divisioni. La risoluzione dei contratti "si verifica anche", più in generale, "per le assunzioni di personale" che abbiano "specifiche caratteristiche" che non sono non "rinvenibili tra il personale di ruolo, per l'espletamento delle funzioni da conferire". L'emendamento specifica che "l'attuazione" della misura "non determina responsabilità amministrativo - contabile".

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