ROMA – “La verità è semplice: questa manovra è sbagliata, questa maggioranza ha fallito”. A poche ore dall’inizio della discussione nell’aula del Senato della legge di bilancio 2026, Elly Schlein attacca i partiti al governo e la premier Giorgia Meloni. “Gli italiani meritano di meglio di una presidente del Consiglio incoerente che continua a prenderli in giro ormai da tre anni”, ribadisce la segretaria del Partito democratico criticando la quarta manovra Meloni.
Alle ultime curve la maggioranza ha sbandato, l’iter si è fatto tortuoso e pieno di dossi. I partti al governo si sono scoperti litigiosi e il ministro Giorgetti ha alzato la voce per difendere la Finanziaria e il lavoro svolto negli ultimi mesi. Ritrovandosi inaspettatamente solo dopo la presentazio…
ROMA – “La verità è semplice: questa manovra è sbagliata, questa maggioranza ha fallito”. A poche ore dall’inizio della discussione nell’aula del Senato della legge di bilancio 2026, Elly Schlein attacca i partiti al governo e la premier Giorgia Meloni. “Gli italiani meritano di meglio di una presidente del Consiglio incoerente che continua a prenderli in giro ormai da tre anni”, ribadisce la segretaria del Partito democratico criticando la quarta manovra Meloni.
Alle ultime curve la maggioranza ha sbandato, l’iter si è fatto tortuoso e pieno di dossi. I partti al governo si sono scoperti litigiosi e il ministro Giorgetti ha alzato la voce per difendere la Finanziaria e il lavoro svolto negli ultimi mesi. Ritrovandosi inaspettatamente solo dopo la presentazione del primo maxi-emendamento, poi riproposto in forma rivista in commissione Bilancio, con lo stralcio delle norme su riscatto della laurea e finestre mobili della pensione, che più avevano aperto una crepa tra gli alleati.
Dall’opposizione, Schlein boccia la manovra che verrà approvata entro la fine dell’anno. “Una manovra fatta tagliando le pensioni, sulla pelle di chi ha lavorato una vita – aggiunge la leader dem – Una manovra che colpisce la sanità pubblica, mentre sei milioni di persone rinunciano alle cure. Una manovra che taglia scuola e università e poi insulta gli studenti, definendoli inutili. Intanto il governo si è spaccato e Giorgia Meloni, dopo giorni di silenzio, prova a raccontare un Paese che non esiste, sostenendo che gli italiani sarebbero pure felici di questa legge di bilancio”.
Sempre dai banchi della minoranza è Giuseppe Conte ad alzare la voce contro il testo votato in Commissione: “Il triste teatro di una manovra misera e ingiusta". Una legge, sostiene l'ex premier, "che non affronta il dramma della sanità pubblica, peggiora la legge Fornero aumentando l'età pensionabile, cancella Opzione donna, taglia sulla scuola e al 'libro delle tasse' di questi anni di pressione fiscale record aggiunge tasse su pacchi online, accise, ritenute d'acconto che aumenteranno fino all'1% sulle fatture delle imprese”. E rivendica di aver affondato le misure su condono e innalzamento del tetto del contante.