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Dazi su latte e formaggi, la Cina annuncia nuove tariffe all’Ue a partire da domani

Forme di parmigiano reggiano 

 (ansa)
Per molti prodotti lattiero-caseari si passa dal 21,9 al 42,7%. E’ l’ennesima ritorsione di Pechino contro i dazi alle auto elettriche
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ROMA – Nuova ritorsione della Cina dopo la decisione dell'Ue di indagare sui sussidi cinesi alle case produttrici di veicoli elettrici. Il ministero del Commercio cinese ha annunciato di imporre dazi provvisori dal 21,9% fino al 42,7% sui prodotti lattiero-caseari importati dall'Unione europea, compresi latte e formaggio. I formaggi non fanno parte della dieta tradizionale cinese, ma da una ventina d’anni vengono prodotti anche su incoraggiamento dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, perché ricchi di proteine.

Tuttavia la produzione è ancora minima: la gran parte dei formaggi, tra i quali il Roquefort francese ma anche mozzarella, burrata e mascarpone italiani, oltre a formaggi a pasta dura come grana e parmig…

ROMA – Nuova ritorsione della Cina dopo la decisione dell'Ue di indagare sui sussidi cinesi alle case produttrici di veicoli elettrici. Il ministero del Commercio cinese ha annunciato di imporre dazi provvisori dal 21,9% fino al 42,7% sui prodotti lattiero-caseari importati dall'Unione europea, compresi latte e formaggio. I formaggi non fanno parte della dieta tradizionale cinese, ma da una ventina d’anni vengono prodotti anche su incoraggiamento dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, perché ricchi di proteine.

Tuttavia la produzione è ancora minima: la gran parte dei formaggi, tra i quali il Roquefort francese ma anche mozzarella, burrata e mascarpone italiani, oltre a formaggi a pasta dura come grana e parmigiano, arriva dall’Italia. I dazi, che entreranno in vigore da domani, si basano sui risultati preliminari di un'indagine avviata sui sussidi europei dal ministero del Commercio cinese nell'agosto 2024, quando si sono accese le tensioni tra Pechino e Bruxelles e la Cina ha messo nel mirino i sussidi concessi dai paesi dell'Ue ai propri prodotti lattiero-caseari e ad altri prodotti agricoli. Il 21,9% viene applicato a una sola delle aziende esaminate, l’italiana Sterilgarda, che è apparsa particolarmente trasparente agli esaminatori cinesi. Alle altre, che hanno comunque collaborato, viene applicato il 28%. E a quelle che si sono rifiutate di compilare i questionari si applicherà il 42,7%.

La Commissione Ue contesta i risultati dell’indagine antidumping cinese: manifestando tutta la propria preoccupazione,«ritiene che l'inchiesta si basi su accuse discutibili e prove insufficienti e che le misure siano pertanto ingiustificate e immotivate», spiega un portavoce, aggiungendo che «attualmente, la Commissione sta esaminando la decisione preliminare e fornirà osservazioni alle autorità cinesi».

«Il termine per la conclusione dell'inchiesta e l'eventuale imposizione di misure definitive - ricorda il portavoce - è il 21 febbraio del prossimo anno. La Commissione valuterà tutte le informazioni disponibili in base alla conformità alle norme del Wto. Stiamo facendo tutto il necessario per difendere gli agricoltori e gli esportatori, nonché la Politica agricola comune, dall'uso scorretto da parte della Cina di strumenti di difesa commerciale. La Commissione ha già intrapreso azioni presso l'Organizzazione mondiale del commercio contro l'avvio di questa inchiesta sui prodotti lattiero-caseari da parte della Cina. Come sempre, la Commissione adotterà tutte le misure necessarie per difendere i diritti dei produttori europei».

Il portavoce ricorda anche che «nelle ultime settimane abbiamo avuto un primo potenziale positivo per un impegno sui prezzi nel settore dei veicoli elettrici a batteria. Quindi, rimaniamo impegnati a rafforzare le relazioni commerciali, economiche e di investimento tra Ue e Cina per un reciproco vantaggio. Ma affinché ciò accada in modo significativo, c'è una serie di questioni e preoccupazioni che l'Unione europea ha da molti mesi e persino anni e che vorremmo che la Cina affrontasse in termini di sovracapacità, di uso scorretto degli strumenti commerciali, di deficit commerciale e così via. E quindi attendiamo con ansia che la Cina adotti misure significative su queste questioni, per aprire la possibilità di far progredire positivamente le nostre relazioni generali».

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