Maire, via libera a sequestri per 1,1 miliardi alla russa EuroChem
di Flavio BiniMILANO – Lo scontro a distanza sugli asset russi congelati ha in piccolo un’altra partita apparentemente parallela. Quella che vede contrapporsi l’italiana Maire, attraverso la sua controllata Tecnimont, e il colosso russo dei fertilizzanti EuroChem, fondato dall’oligarca russo Andrey Melnichenko. Il gruppo italiano che si occupa di ingegneria e tecnologie per la transizione energetica ha ottenuto ora di potere sequestrare beni del valore di oltre un miliardo di euro appartenenti alla società russa. “Tali provvedimenti – ha spiegato oggi la società con un comunicato - si basano sulle autorizzazioni ottenute dal Tribunale Arbitrale ICC con sede a Londra a sequestrare in ogni paese i beni detenuti da EuroChem per complessivi €1,1 miliardi. Ulteriori richieste di sequestro sono in corso presso varie giurisdizioni”.
MILANO – Lo scontro a distanza sugli asset russi congelati ha in piccolo un’altra partita apparentemente parallela. Quella che vede contrapporsi l’italiana Maire, attraverso la sua controllata Tecnimont, e il colosso russo dei fertilizzanti EuroChem, fondato dall’oligarca russo Andrey Melnichenko. Il gruppo italiano che si occupa di ingegneria e tecnologie per la transizione energetica ha ottenuto ora di potere sequestrare beni del valore di oltre un miliardo di euro appartenenti alla società russa. “Tali provvedimenti – ha spiegato oggi la società con un comunicato - si basano sulle autorizzazioni ottenute dal Tribunale Arbitrale ICC con sede a Londra a sequestrare in ogni paese i beni detenuti da EuroChem per complessivi €1,1 miliardi. Ulteriori richieste di sequestro sono in corso presso varie giurisdizioni”.
Il progetto contestato
Il congelamento è l’ultimo tassello di uno scontro a distanza nato quasi quattro anni fa, quando le sanzioni Usa e poi quelle europee hanno preso di mira Melnichenko, rendendo secondo Maire impossibile proseguire la propria collaborazione avviata con EuroChem per la costruzione di un impianto di produzione di urea e ammoniaca a Kingisepp, nella Russia nordoccidentale. Interruzione dei rapporti commerciali illegittima invece secondo EuroChem che si è difesa sostenendo che Melnichenko non esercitasse il controllo sulla società.
Le sentenze a favore
Il Tribunale Arbitrale fissato in Gran Bretagna dalle due aziende al momento della stesura dell’accordo, prima dell’invasione russa in Ucraina, in questi anni ha sempre dato ragione al gruppo italiano, compreso sul controllo esercitato di fatto da Melnichenko sulla società, e Maire anzi ha chiesto a sua volta un risarcimento per l’interruzione dei contratti. “Nell’arbitrato in corso – ha spiegato nelle scorse settimane l’azienda italiana - Tecnimont chiede un risarcimento danni superiore a 700 milioni di euro, derivanti dalla risoluzione illecita dei contratti K2 da parte di EuroChem NW2 nell’agosto 2022, risoluzione dichiarata da EuroChem AG, a seguito della sospensione legittima dei contratti K2 da parte di Tecnimont tra maggio e luglio 2022, dovuta all’entrata in vigore di sanzioni contro la Russia e l’economia russa”.
I procedimenti in Russia
Da parte sua, non riconoscendo più la legittimità della corte inglese, EuroChem ha avviato un procedimento parallelo in Russia. Sui motivi del disconoscimento dei giudici inglesi il colosso russo – contattato da Repubblica- ha sottolineato che esistono ostacoli “di natura sistemica e oggettiva”, citando tra gli altri la sede dell’arbitrato, considerato “stato ostile”,l’“inaccessibilità dei trasporti”, “restrizioni sui visti” e “accesso limitato ai servizi legali”.
EuroChem ha quindi avviato un procedimento parallelo in Russia con i giudici che hanno invece condannato il gruppo italiano, minacciando a loro volta il congelamento degli asset rimasti nel Paese e ordinando il pagamento di 1,9 miliardi di euro. Sentenze che il gruppo italiano non riconosce in alcun modo, ritenendo come competente l’unica giurisdizione concordata inizialmente, ovvero quella del Tribunale Arbitrale inglese.
"Illegittime le iniziative giudiziarie in Russia”
"Il provvedimento del Tribunale Arbitrale fa seguito alle numerose ordinanze arbitrali e alla sentenza dell’Alta Corte inglese che hanno dichiarato che le iniziative del Gruppo EuroChem in Russia costituiscono una palese violazione della convenzione arbitrale (ICC, Londra)”, sottolinea ancora la nota di Maire. “Nel frattempo, con sentenza resa il 18 dicembre 2025, la Corte d’Appello ha confermato in toto la sentenza dell’Alta Corte inglese del 21 novembre 2025 che ha dichiarato l’illegittimità delle iniziative giudiziarie intraprese contro Tecnimont dal Gruppo EuroChem in Russia”.