ROMA – C’è chi ha mantenuto la parola e chi invece ha disatteso la raccomandazione di Giorgia Meloni. Eppure la premier era stata chiara durante uno dei tanti vertici di maggioranza sulla legge di bilancio: il “tesoretto” parlamentare andava destinato solo a «interventi di valore». Un palazzo antico da restaurare o un’associazione di volontariato da sostenere. Niente mancette. Non è andata del tutto così.
Basta leggere i quattro ordini del giorno alla manovra, uno per ogni partito della coalizione, approvati durante l’ultima seduta della commissione Bilancio del Senato. Le richieste sono agganciate a un emendamento che istituisce un fondo da 136,4 milioni al ministero dell’Economia: 68,7 milioni da spendere nel 2026, l’anno pre-elettorale, mentre altri 67,…
ROMA – C’è chi ha mantenuto la parola e chi invece ha disatteso la raccomandazione di Giorgia Meloni. Eppure la premier era stata chiara durante uno dei tanti vertici di maggioranza sulla legge di bilancio: il “tesoretto” parlamentare andava destinato solo a «interventi di valore». Un palazzo antico da restaurare o un’associazione di volontariato da sostenere. Niente mancette. Non è andata del tutto così.
Basta leggere i quattro ordini del giorno alla manovra, uno per ogni partito della coalizione, approvati durante l’ultima seduta della commissione Bilancio del Senato. Le richieste sono agganciate a un emendamento che istituisce un fondo da 136,4 milioni al ministero dell’Economia: 68,7 milioni da spendere nel 2026, l’anno pre-elettorale, mentre altri 67,7 milioni arriveranno sui territori nel 2027, quando salvo sorprese si andrà a votare per le politiche.
Gli interventi
I soldi ci sono, la destinazione pure. Tra i parlamentari di Forza Italia c’è chi ha pensato di usare i fondi per i parcheggi. Uno da 500mila euro da realizzare vicino al palazzo comunale di Bassano in Teverina, nel Lazio, e un altro da 200mila euro a San Felice a Cancello, in provincia di Caserta. Le località sono ben note a chi ha proposto i finanziamenti in questione, perché rientrano nel collegio dove sono stati eletti. La “regola” è stata seguita anche dai parlamentari di Fratelli d’Italia, Lega e Noi Moderati. E così l’ala romana dei meloniani ha assegnato lo stanziamento maggiore – un milione – all’Ippodromo Capannelle. La senatrice Carmela Bucalo si è concentrata invece sul suo luogo natio: a Barcellona Pozzo di Gotto, nel Messinese, arriveranno presto 380mila euro. Anche i leghisti non sono stati da meno. Grazie a loro la fondazione Lions di Milano potrà contare su un contributo di 40mila euro. Non sarà sola. La lista dei beneficiari è lunga. Dentro c’è anche il circolo ricreativo Meazza (40mila euro in due anni). Nell’ordine del giorno di Noi Moderati figura anche un’erogazione di 200mila euro per «il funzionamento gestionale» del palazzetto dello sport di Lamezia Terme.
Le risorse in gestione ai ministri
A intestarsi le concessioni saranno anche i ministri. Rispetto all’anno scorso, quando il “tesoretto” fu elargito con un decreto di Palazzo Chigi, la distribuzione avverrà con uno o più provvedimenti del Mef «di concerto» con tutti gli altri dicasteri. Scottati dai margini stretti per le correzioni alla manovra in Parlamento, ora potranno rifarsi. Non solo in qualità di gestori dei fondi. Alcuni ministri hanno veicolato le loro richieste attraverso il proprio partito. L’ha fatto, tra i tanti, anche il titolare dei Rapporti con il parlamento, Luca Ciriani. Pordenone, il suo territorio, riceverà 500mila euro l’anno prossimo e altrettanti nel 2027. Ma non finanzieranno mancette. Saranno utilizzati per la pianificazione del territorio. Non è l’unico esempio virtuoso. Tra le voci di spesa c’è anche una da 500mila euro per la fondazione pontificia “Aiuto alla Chiesa che soffre - onlus”: in passato, tra i presidenti della sezione italiana, c’è stato il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano. Non tutti si sono svincolati dall’ordine della premier.