Giorgetti difende la manovra: “Non austerità ma prudenza”. Proteste in Senato
di Giuseppe ColomboROMA – È stata subito bagarre nell'aula del Senato, dove alle nove e mezza ha preso il via l'esame della manovra. In avvio di seduta le opposizioni hanno protestato per l'assenza di due dei quattro relatori a cui spetta presentare il testo approvato dalla commissione Bilancio. Mancavano all’appello il senatore di Fratelli d’Italia, Guido Liris, e il collega di FI Dario Damiani. Poi, dopo la discussione generale, dopo i relatori, qualche minuto prima delle 20, nell’aula del Senato è intervenuto il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti. “Prudenza, non austerità”. Così il titolare del Mef ha difeso la manovra. Arrivata all’esame di palazzo Madama al termine di un iter in commissione che negli ultimi giorni era diventato tortuoso e aveva anche fatto litigare pezzi della maggioranza. “Con il livello di debito pubblico che ha questo Paese, non posso ragionare come avveniva fino a cinque anni fa con tassi vicini allo zero – ha proseguito il ministro dell’Economia – Per questo motivo l…
ROMA – È stata subito bagarre nell'aula del Senato, dove alle nove e mezza ha preso il via l'esame della manovra. In avvio di seduta le opposizioni hanno protestato per l'assenza di due dei quattro relatori a cui spetta presentare il testo approvato dalla commissione Bilancio. Mancavano all’appello il senatore di Fratelli d’Italia, Guido Liris, e il collega di FI Dario Damiani. Poi, dopo la discussione generale, dopo i relatori, qualche minuto prima delle 20, nell’aula del Senato è intervenuto il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti. “Prudenza, non austerità”. Così il titolare del Mef ha difeso la manovra. Arrivata all’esame di palazzo Madama al termine di un iter in commissione che negli ultimi giorni era diventato tortuoso e aveva anche fatto litigare pezzi della maggioranza. “Con il livello di debito pubblico che ha questo Paese, non posso ragionare come avveniva fino a cinque anni fa con tassi vicini allo zero – ha proseguito il ministro dell’Economia – Per questo motivo la politica prudente del governo si è mossa nella direzione di contenere miracolosamente il livello dello spread”.
L’intervento di Giorgetti
Il ministro ha sottolineato come gli alti livelli di indebitamento pubblico limitano l’azione dell’esecutivo. "La nostra prudenza non è affatto stagnante – ha aggiunto citando Lucio Battisti – e della nostra prudenza beneficeranno i governi del futuro, anche i vostri". Secondo Giorgetti “grazie a questo tipo di politica l’Italia si presenta a testa alta in Europa e nel mondo”. E ha poi difeso alcuni specifici interventi. Dalle risorse messe sulla sanità, al taglio dell’Irpef, alla tassa sui pacchi extra Ue. "Ci sono anche i negozi fatti da persone, uomini e donne che di fronte a questa concorrenza sleale sono costretti a chiudere – ha dichiarato riferendosi alla pioggia di spedizioni in arrivo da Paesi extra Ue con pochi o nulli controlli di conformità alle regole del mercato comunitario – si è detto che è una maggior tassazione a carico dei consumatori: no. Qualcuno anche in Europa ha capito che se non si faceva nulla, l'overcapacity di alcuni paesi asiatici, con l'invasione di questi piccoli pacchi, avrebbe distrutto anche con riflessi economici e sociali la rete del commercio”. Un passaggio anche sulla previdenza complementare.
“Coraggiosamente abbiamo affrontato un tema ineludibile – ha detto il ministro – senza il secondo pilastro le pensioni del futuro non saranno in grado di garantire pensioni dignitose. Quindi è una scelta che nel lungo termine farà un gran bene soprattutto ai giovani e questo lo rivendico”. Così come gli interventi sui rinnovi dei contratti pubblici: “Di fianco a me c'è il ministro della Pa (Paolo Zangrillo, ndr): è fortunato perché ha trovato un ministro dell'Economia come me...Il ministro ha firmato i contratti del pubblico impiego che erano vecchi e fermi da anni e anche questa è una cosa storica, un fatto nuovo”.
Le tensioni in aula
Tra i banchi del governo, questa mattina, c’era anche il ministro dell'Economia, Giancarlo Giorgetti, che ha assistito ai lavori per un’ora e mezza. Lasciando Palazzo Madama, dove è tornato qualche ora dopo, il titolare del Tesoro si è detto “soddisfatto” per la legge di bilancio che si avvia verso il passaggio conclusivo a Palazzo Madama. “È come arrivare in vetta, il sentiero - ha aggiunto - è tortuoso ma l'importante è arrivare in vetta, non c'è un'altra strada".
Le parole di Giorgetti arrivavano dopo un inizio turbolento in aula. È toccato a uno dei due relatori presenti nell'emiciclo (l’altro era Mario Alejandro Borghese del Maie), il leghista Claudio Borghi, introdurre il provvedimento. Una presentazione insolita perché uno dei fedelissimi di Matteo Salvini si è soffermato esclusivamente sulla norma della Finanziaria che riconosce l'appartenenza dell'oro di Bankitalia al popolo italiano, seppur ribadendo che la detenzione e la gestione delle riserve auree spettano all'istituto di via Nazionale. “Era assai insolito che nel nostro ordinamento mancasse un riferimento al fatto che l'oro della Banca d'Italia appartiene agli italiani", ha detto Borghi, che ha poi ringraziato il capogruppo di FdI a Palazzo Madama, Lucio Malan, primo firmatario della proposta.
L'intervento di Borghi non è bastato però a placare l'ira delle minoranze. "Hanno nominato quattro relatori e poi nessuno era presente in aula, l’unico che ha parlato si dedica all’inutile propaganda leghista sul tema dell’oro”, attacca la capogruppo di Italia Viva, Raffaella Paita. “In questa legge di bilancio - aggiunge -si è palesata una maggioranza sbriciolata e una classe dirigente gravemente inadeguata, ne vedremo delle belle”.
Alla protesta si sono uniti anche i senatori del Pd. "Siamo al degrado totale, non si sono neppure preparati per fare una relazione degna di questo nome”, dice il senatore dem Daniele Manca. Il presidente del Senato, Ignazio La Russa, è dovuto intervenire più volte per calmare gli animi e ristabilire l'ordine in aula.
Schlein contro l’emendamento Pogliese: Un colpo di mano
La segretaria Pd Elly Schlein punta il dito contro l’emendamento Pogliese, “un colpo di mano” contro la “magistratura e i lavoratori”. La misura approvata in manovra garantisce uno scudo a difesa delle aziende già condannate per aver applicato contratti pirata. I datori di lavoro non dovranno pagare gli arretrati ai lavoratori sottopagati. "Non ci sono più parole per descrivere questa manovra. Dopo aver aumentato l'età pensionabile per il 96 per cento dei lavoratori – le parole della leader dem – adesso attaccano la magistratura che impone il rispetto dell'articolo 36 della Costituzione. L'emendamento Pogliese “che già sei mesi fa eravamo riusciti a bloccare”, viene inserito nella legge di bilancio “senza alcuna possibilità di discuterlo. è un vero e proprio colpo di mano".
Per Schlein, che i datori di lavoro che non hanno corrisposto un salario equo ai lavoratori non saranno obbligati a pagare gli arretrati “come molte sentenze dei giudici hanno determinato” è un “fatto gravissimo, che dimostra ancora una volta che il governo non solo non fa nulla contro il lavoro povero, ma addirittura adotta provvedimenti per assicurare che rimanga povero". E chiede la cancellazione della norma: “Davanti a queste meschinità diventa sempre più urgente riaprire rapidamente una discussione sul salario minimo legale per legge", conclude la leader dem.
I tempi
Dopo la bocciatura della questione pregiudiziale presentata dalle opposizioni, nell’emiciclo ha preso il via la discussione generale. I senatori iscritti a parlare sono 53 (15 della maggioranza). Ognuno avrà a disposizione fino a dieci minuti per il proprio intervento. Intorno alle 19 è terminata la discussione generale, poi ha preso la parola il relatore Damiani e gli altri relatori. Circa un’ora dopo l’intervento conclusivo del ministro Giorgetti.