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Regali di Natale: in arrivo 145 pacchi extra Ue al secondo. Ecco perché è una minaccia per tutti

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Il 90% delle spedizioni arriva dalla Cina. La manovra e la Ue introducono tasse di due o tre euro ma non basta, ci vuole una riforma
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ROMA – Chi ha ordinato i regali di Natale in un negozio online cinese forse è ancora in tempo per ripensarci. E’ infatti probabile che siano tossici, pericolosi o sottovalutati. O tutte queste cose insieme. A lanciare l’allarme è POLITICO che ha parlato con un funzionario Ue (anonimo) che riporta dei dati inquietanti sul tema. Secondo il funzionario infatti: “Si stima che l'80% di tali pacchi in arrivo non sia conforme alle norme di sicurezza dell'Ue”. Di più: “Nel 2024, ben 4,6 miliardi di piccoli pacchi con un valore inferiore a 150 euro sono entrati nell'UE. Questo record storico è stato battuto a settembre di quest'anno”. Facendo due conti si tratta di più di 145 al secondo. Di questo totale, il 91% proveniente dalla Cina.

I 3 euro …

ROMA – Chi ha ordinato i regali di Natale in un negozio online cinese forse è ancora in tempo per ripensarci. E’ infatti probabile che siano tossici, pericolosi o sottovalutati. O tutte queste cose insieme. A lanciare l’allarme è POLITICO che ha parlato con un funzionario Ue (anonimo) che riporta dei dati inquietanti sul tema. Secondo il funzionario infatti: “Si stima che l'80% di tali pacchi in arrivo non sia conforme alle norme di sicurezza dell'Ue”. Di più: “Nel 2024, ben 4,6 miliardi di piccoli pacchi con un valore inferiore a 150 euro sono entrati nell'UE. Questo record storico è stato battuto a settembre di quest'anno”. Facendo due conti si tratta di più di 145 al secondo. Di questo totale, il 91% proveniente dalla Cina.

I 3 euro imposti dalla Ue

La UE ha concordato questo mese di introdurre una tassa fissa di 3 euro su tutti i pacchi di questo tipo. Ciò eliminerà di fatto l'esenzione fiscale sui pacchi di valore fino a 150 euro, ma solo a partire da luglio del prossimo anno. Si tratta di una soluzione rudimentale e temporanea, poiché i sistemi informatici doganali esistenti non sono ancora in grado di tassare gli articoli in base al loro valore effettivo.

La tassa in manovra

Anche il Governo ha percepito l’allarme e introdotto a partire dal 2026 una tassa da 2 euro da pagare per ogni pacco che arriva dai Paesi extra-UE che abbia un valore inferiore a 150 euro.

La necessità di una riforma

Le misure della Ue e del governo però non bastano. Ciò di cui c'è bisogno è una riforma doganale, non un'altra tornata di tariffe frammentate e una corsa al ribasso, ha affermato sempre a POLITICO Dirk Gotink, capo negoziatore del Parlamento europeo sulla riforma doganale. I problemi non si limitano ai giocattoli. Un barattolo di cosmetici mostrato da Gotink aveva delle scritte sull'etichetta che non assomigliavano a nessun alfabeto conosciuto.

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