ROMA - Nell’idea del governo è una diga contro l’avanzata cinese. Ma la stretta sull’iperammortamento per le imprese, inserita nella manovra, ora rischia di complicare i rapporti con gli Stati Uniti. La misura in questione è la seguente: dal primo gennaio dell’anno prossimo la maxi-agevolazione fiscale sarà concessa solo alle aziende che acquistano beni (macchinari e tecnologie) prodotti dentro i confini europei. È proprio questa limitazione che non è piaciuta affatto alle multinazionali americane: in tante, nelle ultime ore, hanno bussato alla porta del ministero delle Imprese e dei partiti di maggioranza. Chiedono, tutte, di rivedere la norma.
L’ha fatto, tra le altre, anche Caterpillar, il primo produttore mondiale di attrezzature per l’edilizia e il settore estrattivo: pale e bulldozer, ma anche macchine come i grandi camion da miniera e le trivelle, oltre a motori industriali per cantieri, navi e treni. Forniture importanti per l’Italia, che importa questi beni per un valore pari…
ROMA - Nell’idea del governo è una diga contro l’avanzata cinese. Ma la stretta sull’iperammortamento per le imprese, inserita nella manovra, ora rischia di complicare i rapporti con gli Stati Uniti. La misura in questione è la seguente: dal primo gennaio dell’anno prossimo la maxi-agevolazione fiscale sarà concessa solo alle aziende che acquistano beni (macchinari e tecnologie) prodotti dentro i confini europei. È proprio questa limitazione che non è piaciuta affatto alle multinazionali americane: in tante, nelle ultime ore, hanno bussato alla porta del ministero delle Imprese e dei partiti di maggioranza. Chiedono, tutte, di rivedere la norma.
L’ha fatto, tra le altre, anche Caterpillar, il primo produttore mondiale di attrezzature per l’edilizia e il settore estrattivo: pale e bulldozer, ma anche macchine come i grandi camion da miniera e le trivelle, oltre a motori industriali per cantieri, navi e treni. Forniture importanti per l’Italia, che importa questi beni per un valore pari a un miliardo. A sua volta rappresenta il secondo mercato per la società statunitense.
Ma le nuove regole rischiano di compromettere tutto. A lanciare l’alert per conto di Caterpillar è Tesya Group, azienda italiana leader nella commercializzazione di grandi macchinari e principale importatore e installatore dei prodotti della società Usa. In una lettera inviata a più di un ministero, che Repubblica ha potuto visionare, il management della società spiega che «l’approvvigionamento di mezzi tecnologicamente avanzati, come quelli Caterpillar, permette un forte sviluppo della tecnologia e dei fornitori italiani». Tuttavia - è il rilievo - l’esclusione dei beni provenienti dai Paesi extra-Ue dai benefici dell’iperammortamento provocherà «un logoramento dei rapporti politici tra Italia e Usa». Non solo. Tra gli effetti collaterali è indicato anche «un rallentamento di tutti i cantieri in Italia». Sul lungo periodo - si legge ancora nella missiva - «solo concorrenti francesi e tedeschi potrebbero produrre beni come Caterpillar, ma nessuna grande impresa italiana sarebbe in grado di produrre tali beni per l’industria pesante».
Unendo tutti i contraccolpi, il quadro finale che emerge è assai preoccupante. Eccolo: un rallentamento dell’industria nazionale e una perdita di almeno mille posti di lavoro. Da qui l’appello alla politica. Subito «un’azione immediata», tramite un ordine del giorno alla legge di bilancio sotto esame alla Camera. Poi un intervento più compiuto sfruttando la conversione in legge del decreto Milleproroghe.
I partiti della coalizione di governo non sono rimasti insensibili alla richiesta. La Lega sta valutando di presentare proprio un ordine del giorno alla manovra. Una bozza c’è già: la premessa parla di «una limitazione» che «rischia di determinare significative distorsioni concorrenziali tra imprese operanti nei medesimi settori economici, incidendo negativamente sulle scelte di investimento e alterando il corretto funzionamento del mercato». Per questo si chiede al governo di valutare una revisione urgente del comma della legge di bilancio che ha introdotto la stretta: l’obiettivo è «ristabilire i benefici dell’iperammortamento anche per i beni provenienti dallo spazio economico euro-atlantico al fine di rimuovere o attenuare tali restrizioni». Anche a tutela delle relazioni tra Roma e Washington.