Autostrade, da gennaio pedaggi più cari. Salvini attacca la Consulta
di Aldo FontanarosaMatteo Salvini
(ansa)ROMA – Il ministro Matteo Salvini chiude il 2025 con quello che le opposizioni (Pd, M5s, Avs, Italia Viva) bollano come un grave sgarbo istituzionale. In una nota, il ministero dei Trasporti avverte che - fosse dipeso dal dicastero - i pedaggi autostradali non sarebbero aumentati, come invece avverrà dal primo gennaio 2026. Parliamo di una lievitazione delle tariffe dell’1,5%, con una punta dell’1,92 sulla Salerno-Pompei-Napoli.
Se i ritocchi ci sono, sottolinea a sorpresa il ministero, le responsabilità sono di una sentenza della Consulta, massimo garante della nostra Carta costituzionale. La sentenza numero 147 - depositata il 14 ottobre 2025 - «ha vanificato lo sforzo del ministro dei Trasporti Salvini e del governo di congelare le tariffe fino a definizione dei Piani economico-finanziari» delle società concessionarie.
Il Garante
Il ministero, a proposito di sgarbi istituzionali, non risparmia una puntura di spillo neanche al garante del settore (l’Autorità dei Trasporti) che ha a…
ROMA – Il ministro Matteo Salvini chiude il 2025 con quello che le opposizioni (Pd, M5s, Avs, Italia Viva) bollano come un grave sgarbo istituzionale. In una nota, il ministero dei Trasporti avverte che - fosse dipeso dal dicastero - i pedaggi autostradali non sarebbero aumentati, come invece avverrà dal primo gennaio 2026. Parliamo di una lievitazione delle tariffe dell’1,5%, con una punta dell’1,92 sulla Salerno-Pompei-Napoli.
Se i ritocchi ci sono, sottolinea a sorpresa il ministero, le responsabilità sono di una sentenza della Consulta, massimo garante della nostra Carta costituzionale. La sentenza numero 147 - depositata il 14 ottobre 2025 - «ha vanificato lo sforzo del ministro dei Trasporti Salvini e del governo di congelare le tariffe fino a definizione dei Piani economico-finanziari» delle società concessionarie.
Il Garante
Il ministero, a proposito di sgarbi istituzionali, non risparmia una puntura di spillo neanche al garante del settore (l’Autorità dei Trasporti) che ha autorizzato gli aumenti in linea con l’inflazione programmata per il 2026. L’Autorità, in verità, non poteva che dare seguito alla sentenza della Consulta.
La variazione più alta in termini percentuali riguarda l’autostrada Salerno-Pompei-Napoli: più 1,92%. Applicheranno invece un aumento del 1,5% Autostrade per l’Italia, la Brescia-Padova, l’Autovia Padana, la Salt-Tronco Autocisa, il Consorzio Autostrade Siciliane, la Milano Serravalle. E ancora: la Tangenziale di Napoli, Rav, Sat, Satap A4, Sav, Sitaf, Fiori-Tronco A6, Cav e Asti-Cuneo. Ritocchi sempre dell’1,5% per le tratte gestite da Cal (Pedemontana Lombarda, TE e Brebemi). Tra gli aumenti inferiori, ecco il Brennero (più 1,46%). Pedaggio invariato per le Autostrade Alto Adriatico e Strada dei Parchi.
Lo scaricabarile
«Salvini aumenta i prelievi autostradali ed è cintura nera di scaricabarile». I deputati del Pd, quelli della Commissione Ambiente, fanno ricorso al judo per accusare frontalmente il ministro dei Trasporti. Attribuire la responsabilità alla Corte costituzionale, a loro parere è solo un atto di «controinformazione».
Sempre dal Pd, i deputati Andrea Casu e Marco Simiani denunciano - con l’aumento dei pedaggi - «un’altra mazzata all’autotrasporto, già alle prese con la stangata della manovra, tra aumento delle accise sul diesel e nuova tassa di 2 euro sui pacchi». La sberla sulle tariffe autostradali - dice Angelo Bonelli di Alleanza Verdi e Sinistra - segue quella sul Ponte di Messina, ed è l’ultima di una lunga serie. Una serie che comprende, per Davide Faraone di Italia Viva, i ritardi dei treni.
La Lega arriva in soccorso di Salvini: «Il ministro ha sempre lavorato per evitare gli aumenti, ma la Corte ha votato contro». Il riferimento è alla sentenza della Consulta (la numero 147) che ha considerato il rinvio degli adeguamenti tariffari dal 2020 al 2023 come un atto «contrario alla libertà d’impresa», capace di alterare «l’equilibrio contrattuale» tra lo Stato e i concessionari autostradali.