ROMA - A volte ritornano. Fratelli d’Italia vuole rilanciare lo scudo agli imprenditori condannati per aver sottopagato i lavoratori. Doveva finire nella manovra, ma alla fine l’innesto è saltato. Non l’obiettivo. «Riproporremo sicuramente la norma», annuncia il presidente della commissione Lavoro della Camera, Walter Rizzetto. Nel Transatlantico deserto di Montecitorio, il meloniano spiega a Repubblica che l’intenzione è «parlamentarizzare» la misura, cercando una convergenza con le opposizioni. Per questo i vertici del partito di via della Scrofa avvieranno un confronto con le minoranze già nei prossimi giorni.
Ma la trattativa si preannuncia in salita alla luce delle distanze tra le parti. La questione è innanzitutto politica. Tira in ballo i contratti e gli e…
ROMA - A volte ritornano. Fratelli d’Italia vuole rilanciare lo scudo agli imprenditori condannati per aver sottopagato i lavoratori. Doveva finire nella manovra, ma alla fine l’innesto è saltato. Non l’obiettivo. «Riproporremo sicuramente la norma», annuncia il presidente della commissione Lavoro della Camera, Walter Rizzetto. Nel Transatlantico deserto di Montecitorio, il meloniano spiega a Repubblica che l’intenzione è «parlamentarizzare» la misura, cercando una convergenza con le opposizioni. Per questo i vertici del partito di via della Scrofa avvieranno un confronto con le minoranze già nei prossimi giorni.
Ma la trattativa si preannuncia in salita alla luce delle distanze tra le parti. La questione è innanzitutto politica. Tira in ballo i contratti e gli equilibri tra i datori di lavoro e i dipendenti. La Cgil si è fatta già sentire: in un’intervista a questo giornale, il segretario generale Maurizio Landini ha definito il colpo di spugna sugli stipendi non pagati «l’ennesima cattiveria contro i lavoratori che perdono il diritto agli arretrati quando un giudice stabilisce che la loro retribuzione è troppo bassa».
FdI non la pensa così. Sempre Rizzetto: «Vogliamo solo mettere in sicurezza le aziende che hanno applicato il contratto collettivo e che - aggiunge - rischierebbero di chiudere se condannati a pagare le differenze retributive». Poi la stoccata al sindacato: «Parliamo di aziende che hanno applicato il contratto collettivo che certamente è da migliorare ma che non mi risulta sia illegale».
Da qui il nuovo tentativo. Il terzo dopo il blitz fallito nella legge di bilancio e, ancora prima, nel decreto Ilva dove la norma è apparsa per la prima volta sotto forma di un emendamento a firma del relatore Salvo Pogliese.
Lo scudo agli imprenditori non è l’unico ripescaggio, per mano della maggioranza, degli esclusi dalla legge di bilancio. A dare forma all’insoddisfazione per una manovra che si voleva più ambiziosa sono anche gli ordini del giorno depositati nell’aula della Camera. In tutto 239: le opposizioni hanno firmato 144 richieste, mentre le altre 97 portano la firma di FdI, Lega, FI e Noi Moderati.
Scorrendo la lista dei partiti della coalizione di governo, il malcontento è evidente. Forza Italia insiste ancora sugli affitti brevi e chiede di mitigare l’impatto della ritenuta d’acconto dell’1% sulle transazioni tra imprese.
Tra gli impegni chiesti al governo «nel primo provvedimento utile» o comunque quanto prima c’è anche lo stop all’aumento dell’età pensionabile dal 2027. A chiedere di innestare la retromarcia rispetto alle scelte fatte con la manovra è la Lega.
I leghisti puntano anche a recuperare la flat tax per i giovani, un’altra richiesta già respinta durante l’iter parlamentare. Un ragionamento simile vale per l’ordine del giorno che chiede di istituire un tavolo permanente di controllo e vigilanza sulle criptoattività. Introdotta nel testo approvato dal Consiglio dei ministri, la norma è stata poi stralciata al Senato. Ora si invita l’esecutivo a ripristinarla. Nell’elenco del Carroccio c’è anche l’aumento del numero dei militari per l’operazione “Strade sicure”: un tema destinato a suscitare un nuovo scontro con il ministro della Difesa, Guido Crosetto, che più volte ha respinto il pressing di Salvini.