Giorgetti: “Abbiamo aumentato i salari, se possibile fermeremo l’aumento dell’età pensionabile”
di Giuseppe ColomboROMA – Rivendica e promette. Appena il tabellone dell’aula della Camera consegna il risultato del voto sulla manovra, Giancarlo Giorgetti si precipita nella sala dell’ex tabaccheria di Montecitorio per mettere il bollino sulla quarta legge di bilancio del governo Meloni. Lo fa parlando di “un punto fondamentale” che - annota -“è una cosa di cui si è parlato per tanto tempo, ma pochissimo in aula”. Il riferimento è alla detassazione degli aumenti contrattuali, “oltre ad aver chiuso tutti i contratti pubblici fermi da anni”, aggiunge.
Dal punto al risultato. Ecco la rivendicazione. “Questo - spiega Giorgetti -significa aumenti concreti dei salari e degli stipendi dei lavoratori dipendenti, una cosa he ci chiedevano sia i sindacati…
ROMA – Rivendica e promette. Appena il tabellone dell’aula della Camera consegna il risultato del voto sulla manovra, Giancarlo Giorgetti si precipita nella sala dell’ex tabaccheria di Montecitorio per mettere il bollino sulla quarta legge di bilancio del governo Meloni. Lo fa parlando di “un punto fondamentale” che - annota -“è una cosa di cui si è parlato per tanto tempo, ma pochissimo in aula”. Il riferimento è alla detassazione degli aumenti contrattuali, “oltre ad aver chiuso tutti i contratti pubblici fermi da anni”, aggiunge.
Dal punto al risultato. Ecco la rivendicazione. “Questo - spiega Giorgetti -significa aumenti concreti dei salari e degli stipendi dei lavoratori dipendenti, una cosa he ci chiedevano sia i sindacati che i datori di lavoro. L'abbiamo fatta, mi dispiace che se ne parli pochissimo". A prova cita la detassazione al 5% degli aumenti contrattuali e all’1% per i premi di produttività: è “un segnale importantissimo”, insiste ancora il titolare del Tesoro.
"Non è una manovra per ricchi”
Il ministro ribatte alle minoranze anche sulla manovra “per i ricchi”. “Questo - replica - è semplicemente falso, basta leggere i documenti di tutte le istituzioni, che notoriamente non è che siano amicissime del governo, che dicono che quello sforzo che abbiamo fatto si concentra sui redditi medio-bassi, soprattutto i dipendenti con redditi medio-bassi, tale che ha permesso di recuperare ampiamente il fiscal drag".
Lo stop all’aumento dell’età pensionabile
Poi la promessa. È sulle pensioni. Giorgetti ricorda che l’esecutivo ha evitato l’aumento dell’età pensionabile di tre mesi. “L’intervento del governo -puntualizza - ha ridotto l’aumento di due mesi” per il 2027. Ma la Lega, il suo partito, insiste per evitare lo scalino. Il ministro si sbilancia: “Naturalmente -dice - nel corso del 2026 se le cose continueranno ad andare bene sui conti pubblici come fino ad oggi cercheremo anche di ridurre quel mese in più che partirebbe dal 2027".
Il nodo della spesa per le armi
Archiviata la manovra, i conti pubblici italiani si ritrovano di fronte la prova dell’aumento della spesa per la difesa. Il ministro replica alle accuse delle opposizioni. Così: “Sulla spesa per le armi, noi non abbiamo tolto un euro in questa legge di bilancio alla spesa sociale per destinarlo alla spesa per le armi". Ma Giorgetti sa che la questione dell’incremento delle risorse per le armi non potrà essere rinviata ancora a lungo.
Per ora, però, l’atteggiamento è improntato alla prudenza. "Il dibattito sulla spesa per la difesa - sottolinea -ci sarà dalla prossima primavera quando e se usciremo dalla procedura di infrazione”. Soprattutto ricorda che prima l'Italia deve "andare sotto il 3%: non è affatto scontato che questo avvenga, ma è naturalmente il mio auspicio". A quel punto - spiega - "valuteremo se chiedere la deroga per l'aumento della spesa per la difesa in modo da non toccare in alcun modo le spese destinate a sanità, scuola e istruzione".