Gli aerei più pazzi del mondo: partono nel 2026 e arrivano nel 2025. Ecco perché
di Aldo FontanarosaROMA – C’è un piccolo paradosso che prende corpo anche in questo Capodanno: alcuni voli decollano “nel futuro” (il 2026) e atterrano “nel passato” (il 2025). Non è fantascienza, non è un trucco di marketing e nemmeno un errore di calendario.
È la conseguenza molto concreta di come abbiamo diviso il pianeta in fusi orari e di una linea invisibile, tracciata nel Pacifico, che decide quando inizia e finisce un giorno: la International Date Line, la linea del cambio di data.
L’orologio non segna la stessa ora ovunque. Ci sono luoghi che, quando a Roma è ancora sera, sono già nel giorno dopo. E ce ne sono altri che, mentre in Europa si è entrati nel nuovo anno, stanno ancora vivendo le ultime ore dell’anno vecchio. La differenza può arrivare quasi a 24 ore. Un esempio estremo: alcune delle isole Kiribati (in Oceania) e le Hawaii sono praticamente “separate” da un giorno intero.
ROMA – C’è un piccolo paradosso che prende corpo anche in questo Capodanno: alcuni voli decollano “nel futuro” (il 2026) e atterrano “nel passato” (il 2025). Non è fantascienza, non è un trucco di marketing e nemmeno un errore di calendario.
È la conseguenza molto concreta di come abbiamo diviso il pianeta in fusi orari e di una linea invisibile, tracciata nel Pacifico, che decide quando inizia e finisce un giorno: la International Date Line, la linea del cambio di data.
L’orologio non segna la stessa ora ovunque. Ci sono luoghi che, quando a Roma è ancora sera, sono già nel giorno dopo. E ce ne sono altri che, mentre in Europa si è entrati nel nuovo anno, stanno ancora vivendo le ultime ore dell’anno vecchio. La differenza può arrivare quasi a 24 ore. Un esempio estremo: alcune delle isole Kiribati (in Oceania) e le Hawaii sono praticamente “separate” da un giorno intero.
Da Sidney agli Usa
Ecco perché, attorno a Capodanno, succede qualcosa di curioso: se parti il primo gennaio 2026 da un luogo che è molto avanti con l’orologio e voli verso una destinazione molto indietro, puoi atterrare quando lì è ancora il 31 dicembre 2025.
Tu hai vissuto davvero il passaggio d’anno, ma il calendario locale ti “riporta indietro”. È lo stesso meccanismo per cui, in qualunque periodo dell’anno, puoi decollare da Sydney di lunedì pomeriggio e arrivare negli Stati Uniti la mattina dello stesso lunedì: attraversi fusi orari che sottraggono ore.
Nel caso specifico del Capodanno 2025-2026, le analisi basate sui programmi di volo pubblicati (quelli che le compagnie caricano nei sistemi e che poi finiscono nei motori di prenotazione) individuano un gruppo di collegamenti che fanno questo salto “all’indietro”: voli che, secondo l’orario locale, partono il primo gennaio 2026 e arrivano il 31 dicembre 2025.
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Dall’Asia al Nord America
Sono soprattutto rotte transpacifiche: Asia o Oceania verso la costa occidentale del Nord America, dove l’orologio è molto più indietro. Tra gli esempi più eclatanti ci sono un collegamento di Air New Zealand da Auckland a Rarotonga (nelle Cook Islands), un volo ANA da Tokyo Haneda a Los Angeles, e alcune tratte Cathay Pacific da Hong Kong verso Los Angeles, San Francisco e Vancouver.
Nella stessa “famiglia” rientrano anche un volo Hainan Airlines da Shenzhen a Vancouver, uno Starlux da Taipei a San Francisco e uno United da Guam a Honolulu: anche qui il Pacifico e i fusi orari fanno gran parte del lavoro.
Poi c’è un caso ancora più spettacolare, perché dimostra che non servono nemmeno ore di volo per cambiare anno: l’arcipelago samoano. Da una parte c’è Samoa (Stato indipendente), dall’altra le Samoa Americane (territorio degli Stati Uniti).
Sono vicinissime, ma stanno su lati diversi della linea del cambio di data. Risultato: basta un volo di una manciata di minuti tra Apia (nell’area di Samoa) e Pago Pago (nelle Samoa Americane) per “tornare” al giorno prima.
I ritardi
Naturalmente, nessuno sta viaggiando nel tempo nel senso fisico del termine. Non stai ringiovanendo, non stai cancellando ciò che è successo, non stai “riavvolgendo” la realtà. Stai solo cambiando riferimento: il calendario e l’orario sono etichette locali che usiamo per coordinarci. Se attraversi rapidamente molti fusi, quelle etichette cambiano più in fretta di quanto siamo abituati a vedere restando fermi.
Poi ci sono i ritardi. Alcuni aerei sono programmati per decollare a pochi minuti dalla mezzanotte del 31 dicembre. Se lo slittamento li porta oltre le 00:00, sulla carta partono il primo gennaio. Ma, volando verso una destinazione con fuso più indietro, possono comunque atterrare quando lì è ancora il 31 dicembre. In altre parole: a volte non serve una rotta “speciale”, basta un Capodanno complicato in aeroporto.
E c’è persino l’effetto opposto, altrettanto curioso: voli che “saltano” il primo gennaio. Alcune tratte che partono il 31 dicembre dall’America verso Asia e Oceania attraversano la linea del cambio di data in direzione contraria e atterrano direttamente il 2 gennaio. Per i passeggeri è come se il primo giorno dell’anno sparisse dal calendario, inghiottito da una notte in volo e da un cambio di fuso.