Dopo un anno di battaglie sulle banche dove la normativa sul golden power è stata determinante, ora il governo cerca di modificare la legge per avere maggiore spazio di manovra introducendo il concetto di “sicurezza economica”.
Un emendamento del governo al Dl Transizione 5.0, infatti, conferma come criteri per intervenire con i poteri speciali la sussistenza di pericoli per l’ordine pubblico e la sicurezza pubblica, ma a questi aggiunge «la sicurezza economica e finanziaria nazionale, nella misura in cui la protezione degli interessi essenziali dello Stato non sia adeguatamente garantita dalla sussistenza di una specifica regolamentazione del settore».
Il tema era stato oggetto di acceso dibattito con la Ue che aveva ribadito nelle sue est…
Dopo un anno di battaglie sulle banche dove la normativa sul golden power è stata determinante, ora il governo cerca di modificare la legge per avere maggiore spazio di manovra introducendo il concetto di “sicurezza economica”.
Un emendamento del governo al Dl Transizione 5.0, infatti, conferma come criteri per intervenire con i poteri speciali la sussistenza di pericoli per l’ordine pubblico e la sicurezza pubblica, ma a questi aggiunge «la sicurezza economica e finanziaria nazionale, nella misura in cui la protezione degli interessi essenziali dello Stato non sia adeguatamente garantita dalla sussistenza di una specifica regolamentazione del settore».
Il tema era stato oggetto di acceso dibattito con la Ue che aveva ribadito nelle sue esternazioni un concetto di sicurezza nazionale inteso in senso restrittivo. Mentre il Tar del Lazio, innescato dalla vicenda dell’Offerta pubblica di scambio di Unicredit su Banco Bpm, aveva riconosciuto al governo la facoltà di intervenire in quella vicenda. Poi è arrivata la procedura di infrazione della Ue contro l’Italia proprio per chiarire i contorni della legge italiana che è stata ampliata nel 2020 e nel 2022.
Nell’emendamento il governo fa poi una concessione alla Ue, subordinando temporalmente l’attivazione dei poteri speciali per il settore finanziario al parere delle Autorità europee competenti in materia. «I poteri speciali non potranno essere esercitati anteriormente al completamento dei procedimenti pendenti dinanzi alle Autorità europee» competenti sugli aspetti di carattere prudenziale e concorrenziale, ovvero Bce e Commissione.
L’emendamento modifica la norma originaria della legge del 2012 che fa scattare le procedure del golden power non solo verso soggetti esterni alla Ue ma anche per quelli residenti in Italia.
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