Tassa di soggiorno, maxi rincari in arrivo nel 2026. Anche a Milano si raggiungono i 10 euro
di Flavio BiniMILANO – Anno nuovo, nuove aliquote per l’imposta di soggiorno. Il contributo a cui sono soggetti i turisti nelle città capoluogo di provincia, e che dà ormai un sostegno importante ai bilanci delle amministrazioni comunali, anche per il 2026 si confermerà più alto degli anni passati. La Legge di Bilancio appena approvata in via definitiva ha infatti prorogato anche per il 2026 la possibilità per i comuni di aumentare l’imposta di due euro. Possibilità che vale anche per Roma e Venezia, dove è previsto il contributo di soggiorno, fatto salvo il limite massimo di 10 euro per persona a notte.
L’effetto Olimpiadi
Novità importanti anche per Milano, la Lombardia e il Veneto. Il decreto anticipi convertito in legge a metà di dicembre ha dato infatti la possibilità, in vi…
MILANO – Anno nuovo, nuove aliquote per l’imposta di soggiorno. Il contributo a cui sono soggetti i turisti nelle città capoluogo di provincia, e che dà ormai un sostegno importante ai bilanci delle amministrazioni comunali, anche per il 2026 si confermerà più alto degli anni passati. La Legge di Bilancio appena approvata in via definitiva ha infatti prorogato anche per il 2026 la possibilità per i comuni di aumentare l’imposta di due euro. Possibilità che vale anche per Roma e Venezia, dove è previsto il contributo di soggiorno, fatto salvo il limite massimo di 10 euro per persona a notte.
L’effetto Olimpiadi
Novità importanti anche per Milano, la Lombardia e il Veneto. Il decreto anticipi convertito in legge a metà di dicembre ha dato infatti la possibilità, in via temporanea, di introdurre un’imposta di soggiorno del valore massimo di 5 euro a tutti i comuni lombardi e veneti che si trovino ad una distanza massima di 30 chilometri da una delle sedi che ospitano le gare dei giochi olimpici. Il capoluogo meneghino ha invece già alzato verso l’alto lo scorso novembre le tariffe dell’imposta di soggiorno. Dal primo gennaio quella per gli alberghi a 4 o 5 stelle è passata da 7 a 10 euro, per gli alberghi da 3 stelle da 6,3 a 7,4 euro e per gli affitti brevi da 6,3 a 9,5 euro.
Allo Stato una quota
Altra novità importante riguarda la destinazione delle risorse. La Manovra prevede infatti che non tutta la quota di maggior gettito entri come oggi nelle casse dei comuni. Nel dettaglio, il 70% resterà alle amministrazioni, con un vincolo d’uso che riguarda turismo e servizi, mentre il restante 30% confluirà nel bilancio pubblico e in particolare su due capitoli: il Fondo unico per l'inclusione delle persone con disabilità e il sostegno ai minori accolti nelle case famiglia.
Per quanto riguarda i comuni lombardi e veneti che potranno introdurre eccezionalmente l’imposta il vincolo è ancora più stretto: il 50% destinato ai Comuni con le finalità specifiche indicate per l’imposta di soggiorno e il 50% destinato allo Stato per finanziare gli interventi connessi ai Giochi Olimpici.
Le previsioni di gettito
Dopo i numeri già molto robusti del 2025, con il gettito complessivo che secondo i numeri dell’Osservatorio nazionale sulla tassa di soggiorno di Jfc dovrebbero aver raggiunto quota 1 miliardo e 186 milioni, con un aumento del 15,8% sull’anno precedente, nel 2026 l’Osservatorio stima che il gettito complessivo, in forza anche dei nuovi aumenti, potrebbe raggiungere 1 miliardo e 300 milioni.