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Il grande show di Big Tech scaccia lo spettro della bolla. Lenovo: l’IA sarà personale

Un momento del concerto di Gwen Stefani che ha chiuso il Lenovo Tech World 

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Tecnologia e marketing, le innovazioni servono a giustificare i rincari. L’ad del colosso cinese: “Nessuno vorrà restarne fuori”
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LAS VEGAS – Ma quale bolla, l’IA è uno show. Al CES di Las Vegas l’intelligenza artificiale si presenta come tecnologia rivoluzionaria e, al tempo stesso, come spettacolo. Le big tech hanno messo in piedi eventi che fanno impallidire il Cirque du Soleil. Dopo Nvidia, che ha portato sul palco i robot Disney, Lenovo ha dato una dimostrazione di forza - e di estrema fiducia negli algoritmi - noleggiando per una sera l’avveniristica Sphere che si trova a pochi passi dalla Strip, trasformando il keynote del CEO Yang Yuanqing in un’esperienza immersiva e chiudendo il suo Tech World con un concerto dal vivo della popstar Gwen Stefani. L’IA va raccontata anche con effetti speciali da milioni di dollari. Perché, afferma Yang, «non è una bolla».

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LAS VEGAS – Ma quale bolla, l’IA è uno show. Al CES di Las Vegas l’intelligenza artificiale si presenta come tecnologia rivoluzionaria e, al tempo stesso, come spettacolo. Le big tech hanno messo in piedi eventi che fanno impallidire il Cirque du Soleil. Dopo Nvidia, che ha portato sul palco i robot Disney, Lenovo ha dato una dimostrazione di forza - e di estrema fiducia negli algoritmi - noleggiando per una sera l’avveniristica Sphere che si trova a pochi passi dalla Strip, trasformando il keynote del CEO Yang Yuanqing in un’esperienza immersiva e chiudendo il suo Tech World con un concerto dal vivo della popstar Gwen Stefani. L’IA va raccontata anche con effetti speciali da milioni di dollari. Perché, afferma Yang, «non è una bolla».

«La domanda esploderà» ci ha detto il leader di Lenovo, primo produttore mondiale di Pc con una quota del 25,5% secondo i dati IDC. «Ognuno vorrà avere la propria IA personale - ha aggiunto Yang - e ogni azienda avrà bisogno di sfruttare i propri dati per generare intelligenza». E agli scettici che non vogliono l’IA nella loro vita, preoccupati per la loro privacy, dice: «Sono certo che nessuno vorrà evitarla». Per questo Lenovo ha annunciato un nuovo assistente digitale, chiamato Qira, pensato per seguire l’utente dal notebook al tablet, da smartphone a wearable. L’idea è la continuità: cambia lo schermo, resta il contesto. L’IA riprende il filo di lavoro, impegni e contenuti grazie a un mix di calcolo locale e cloud. La competizione si sposta così dall’hardware puro alla capacità di orchestrare dati e permessi senza spaventare l’utente: più memoria per modelli locali quando possibile, più cloud quando serve potenza, con l’obbligo di rendere trasparenti queste operazioni.

In questo scenario l’etichetta “AI Pc”, che i grandi brand hanno spinto fino a pochi mesi fa, non ha più senso. Se l’IA è diffusa, la categoria smette di distinguere i prodotti: il Pc diventa uno dei tanti terminali. L’IA è l’ecosistema, non il bollino sulla scocca. Ma quelle due lettere aiutano a vendere meglio: nel 2026 l’aumento dei costi di memoria e componenti, spinto dalla domanda legata ai data center, rischia di riflettersi sui prezzi dei computer. Un’assistente personale che attraversa i device diventa (anche) un argomento per “giustificare” listini più alti e per convincere a sostituire macchine già “sufficienti” per molti usi.

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