MILANO – Tim e Fastweb-Vodafone firmano un accordo paritetico per investire assieme nelle infrastrutture attive per le frequenze 5G nei comuni con meno di 35mila abitanti, ovvero le aree a bassa densità abitativa e meno servite dell’Italia. La notizia era nell’aria ma è una svolta nel settore della telefonia, in parte anticipata da Zefiro (la joint venture tra Iliad e WindTre), perché gli operatori che da tempo già condividono l’infrastruttura passiva, ovvero i pali che trasmettono il segnale, si sono impegnati a fare la stessa cosa sui ripetitori e le antenne che lo diffondono, il così detto Radio Access Network (Ran) sharing. Di qui a condividere anche le frequenze stesse, il passo non è breve, ma la traiettoria pare segnata.
La crisi della telefonia mobile, porta a tagliare i costi
Il comparto della telefonia mobile tricolore viene da anni di prezzi bassi e investimenti alti. Pertanto tutti gli operatori - che continuano a competere dal punto di vista commerciale a suon di offert…
MILANO – Tim e Fastweb-Vodafone firmano un accordo paritetico per investire assieme nelle infrastrutture attive per le frequenze 5G nei comuni con meno di 35mila abitanti, ovvero le aree a bassa densità abitativa e meno servite dell’Italia. La notizia era nell’aria ma è una svolta nel settore della telefonia, in parte anticipata da Zefiro (la joint venture tra Iliad e WindTre), perché gli operatori che da tempo già condividono l’infrastruttura passiva, ovvero i pali che trasmettono il segnale, si sono impegnati a fare la stessa cosa sui ripetitori e le antenne che lo diffondono, il così detto Radio Access Network (Ran) sharing. Di qui a condividere anche le frequenze stesse, il passo non è breve, ma la traiettoria pare segnata.
La crisi della telefonia mobile, porta a tagliare i costi
Il comparto della telefonia mobile tricolore viene da anni di prezzi bassi e investimenti alti. Pertanto tutti gli operatori - che continuano a competere dal punto di vista commerciale a suon di offerte - si vedono costretti a tagliare il più possibile i costi legati allo sviluppo tecnologico delle reti. E nel dettaglio l’accordo di ieri prevede la realizzazione di circa 15.500 nuovi siti entro fine 2028.
Secondo gli analisti, dall’alleanza firmata ieri tra Tim e Fastweb, che deve ricevere il via libera delle autorità e dovrebbe essere operativa da aprile, sono attesi risparmi sugli investimenti nell’ordine di 25-30 milioni di euro l’anno a testa, per i prossimi 10 anni. Le sinergie arriveranno sia dal condividere lo stesso apparato attivo, sia dai risparmi sull’energia che lo alimenta, per offrire un servizio migliore e sempre più capillare anche nella aree meno abitate. Tim e Fastweb si impegnano infatti a condividere i ripetitori 5G sui pali telefonici dei comuni più piccoli, prendendosi in carico 10 regioni ciascuna, e così facendo gettano anche le basi perché questa alleanza di fatto si rinnovi nel tempo.
Sinergie in vista del rinnovo delle frequenze 5G
La notizia arriva peraltro proprio adesso che l’Agcom ha aperto una consultazione pubblica per il rinnovo delle frequenze 5G, che scadranno nel 2029, dove gli operatori si impegnano a investire di più sulle reti in cambio di un allungamento della concessione fino al 2037.
Per Inwit, che affitta i pali a Tim e Fastweb, l’accordo non dovrebbe avere nessun impatto a breve: se da una parte il Ran sharing renderà più difficile che entrambi i suoi maggiori clienti disdicano simultanemanete il contratto, dall’altra è un segnale che la pressione sui costi dei due operatori li porterà in futuro a voler rinegoziare l’affitto della sua rete di antenne a costi diversi. In Piazza Affari Tim ha festeggiato la notizia con un rialzo del 5,78% a 0,54 euro mentre Inwit è salita dello 0,06% a 7,82 euro.