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Al via l’arbitro assicurativo: attesa un’ondata di ricorsi. Ecco come funzionerà

Dal 15 gennaio ci si potrà rivolgere al nuovo strumento per risolvere le controversie con le compagnie assicurative. Il ricorso costa 20 euro e la decisione arriverà in massimo 6 mesi
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Dopo una lunga gestazione sta per diventare operativo l’arbitro assicurativo (Aas), lo strumento con cui i clienti delle compagnie assicurative potranno risolvere le controversie in pochi mesi e a costi irrisori. L’organismo, gestito dall’autorità del settore Ivass, aprirà i battenti il 15 gennaio, data dalla quale sarà possibile presentare ricorso.

Negli uffici dell’Ivass c’è la convinzione che soprattutto nei primi mesi gli uffici saranno investiti da uno “tsunami di ricorsi”. Ed è probabile che sarà proprio così: la platea dei potenziali ricorrenti infatti è enorme, basta pensare ai milioni di contratti rc auto (in questo ambito si potrà adire l’arbitro per controversie di massimo 2500 euro), senza contare le assicurazioni vita e danni che, seppur meno numerose, sono spesso oggetto di lite. Nel 2024 l’intero comparto assicurativo italiano ha generato 113mila reclami. E se è vero che non tutti i reclami si trasformeranno in ricorsi, la cifra dà l’idea della mole di lavoro che atten…

Dopo una lunga gestazione sta per diventare operativo l’arbitro assicurativo (Aas), lo strumento con cui i clienti delle compagnie assicurative potranno risolvere le controversie in pochi mesi e a costi irrisori. L’organismo, gestito dall’autorità del settore Ivass, aprirà i battenti il 15 gennaio, data dalla quale sarà possibile presentare ricorso.

Negli uffici dell’Ivass c’è la convinzione che soprattutto nei primi mesi gli uffici saranno investiti da uno “tsunami di ricorsi”. Ed è probabile che sarà proprio così: la platea dei potenziali ricorrenti infatti è enorme, basta pensare ai milioni di contratti rc auto (in questo ambito si potrà adire l’arbitro per controversie di massimo 2500 euro), senza contare le assicurazioni vita e danni che, seppur meno numerose, sono spesso oggetto di lite. Nel 2024 l’intero comparto assicurativo italiano ha generato 113mila reclami. E se è vero che non tutti i reclami si trasformeranno in ricorsi, la cifra dà l’idea della mole di lavoro che attende il nuovo organismo.

Finora, queste liti potevano avere una sola destinazione: il tribunale. I ricorsi più attesi saranno relativi all’rc auto e al ramo danni: risarcimenti giudicati insufficienti o negati, ad esempio, saranno pane quotidiano per il collegio dell’Aas. Ma l’arbitro si dovrà occupare anche di polizze vita index e unit linked, prodotti che, seppur sotto l’egida dell’Ivass, sono di fatto più finanziari che assicurativi. A seconda del caso, i ricorsi relativi a queste polizze potrebbero “ballare” tra Ass e Arbitro per le controversie finanziarie.

Tempi e costi

Per fare ricorso all’Aas non serve l’avvocato. Ma ci si potrà rivolgere all’arbitro solo dopo aver presentato un reclamo alla compagnia (o all’intermediario), pena l’inammissibilità. Se dopo 45 giorni non è arrivata risposta, o la replica non soddisfa il cliente, potrà partire il ricorso che avrà un costo di 20 euro. A quel punto, il collegio dell’arbitro, composto da cinque membri che rappresentano i diversi soggetti coinvolti, lo analizzerà e deciderà entro 180 giorni, prorogabili di altri 90 per casi particolarmente complessi. Se alla fine il ricorrente avrà ragione, si vedrà restituire i 20 euro spesi all’inizio. L’ondata di ricorsi è probabile anche perché potranno riguardare vicende già avvenute: chiunque abbia presentato reclamo alla propria compagnia nei 12 mesi precedenti infatti potrà fare ricorso, purché il contenzioso non risalga a più di tre anni prima.

L’esito

Proprio come già avviene con gli altri due arbitri - l’Arbitro bancario (Abf) e l’Arbitro per le controversie finanziarie (Acf) - la decisione finale non è vincolante per la compagnia. Che dunque sarà libera, ad esempio, di non versare al cliente il risarcimento stabilito. Le società che non si adegueranno, però, avranno un danno reputazionale perché la notizia dell’inadempimento resterà pubblicata sul sito dell’arbitro per cinque anni e in evidenza per 6 mesi sul sito della stessa impresa. Una volta chiuso il procedimento in Aas, entrambe le parti potranno comunque rivolgersi all’autorità giudiziaria.

Una nuova sfida

L’Aas è un vero e proprio esperimento, come spiega Stefano Cherti, membro del collegio e docente di diritto dei contratti bancari e assicurativi all’uni di Cassino: “Mentre nei contratti bancari e finanziari le controparti sono quasi sempre due, quando si stipula un’assicurazione lo si fa quasi sempre con un intermediario, che può essere un agente, un broker, magari plurimandatario e questo rende più complesso il meccanismo- È una sfida molto stimolante, alla quale ci stiamo preparando da mesi”. Cherti, l’unico avvocato ad aver già preso parte ai collegi di tutti e tre gli arbitri, sottolinea anche la portata della novità: “L’Aas sarà di enorme aiuto ai tribunali italiani, e quindi a tutto il sistema-Paese, per alleggerire il carico di cause.

Si tratta di una giustizia più rapida e a costo quasi zero: non aver bisogno di un avvocato è già di per sé un notevole risparmio”. Sul fatto che le decisioni non saranno vincolanti, Cherti è ottimista: “Il collegio è composto da alcuni tra i massimi esperti in materia. E questa autorevolezza, che le compagnie riconoscono, sarà di aiuto nel momento in cui si tratterà di accettare anche una decisione sfavorevole”.

Nonostante si attenda un’ondata di ricorsi, l’Arbitro assicurativo parte con un solo collegio a Roma. La scelta, che può sembrare contro-intuitiva, ha secondo l’avvocato Cherti le sue ragioni: “Molto meglio partire con un collegio solo, per garantire uniformità di giudizio e standardizzare le procedure. Questo a garanzia di tutte le parti coinvolte. In futuro, si vedrà”.

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